VENERDÌ D’AUTORE: MAURO ACQUARONI OSPITE IN FONDAZIONE SANGUANINI DI RIVAROLO MANTOVANO

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Il quarto incontro della rassegna intitolata “Venerdì d’Autore”, organizzata da Gilgamesh Edizioni in collaborazione con la Fondazione Sanguanini Onlus di Rivarolo Mantovano, previsto per venerdì 10 gennaio 2020 alle ore 21.00, presso Fondazione Sanguanini di via Gonzaga 39 a Rivarolo Mantovano (MN), avrà per protagonista il notaio e scrittore mantovano Mauro Acquaroni, che presenterà il suo ultimo romanzo intitolato Ho visto – J’ai vu, edito da Gilgamesh Edizioni.

Ho visto – J’ai vu è un romanzo che difficilmente si può etichettare in un genere predefinito. L’ambientazione è sempre Parigi, come accadde per tutti i romanzi di Acquaroni, ma i piani temporali sono molteplici, dal momento che il protagonista è un albero, un bellissimo albero di ciliegio che da sopra la collina di Montmartre (uno dei simboli per eccellenza della capitale francese), crescendo, racconta ciò che vede, registrando i fatti storici, quelli con la “s” minuscola, della gente comune, che vive la vita di tutti i giorni, ma che, di fatto, alimenta e informa la Storia, questa volta con la “S” maiuscola.

J’ai vu… rien; tout juste sorti de l’obscurité, rien que du blanc, si le blanc n’est rien; autour du monde bougeait, je le sentais, mais je ne pouvais pas le voir. Le monde Rien.

J’ai vu des fourmis frénétiques et dévouées à l’oeuvre pour laquelle elles sont nées, courir sans trébucher sur des pistes imaginaires, imparables, insensibles à la chaleur, au froid, à la peur, à tout ce qui n’était pas leur mission, dice a un certo punto.

Con l’autore dialogherà l’editore di Gilgamesh Edizioni Dario Bellini.

L’ingresso è libero. Al termine verrà offerto un piccolo rinfresco.

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Mauro Acquaroni nasce a Sabbioneta (MN) nel 1961, non si accontenta di vivere le proprie passioni, ne scrive. Scrive di Roma e Parigi in un divertissement letterario con Gioco, partita,incontro. Scrive di compagni di classe, di radio private, di paradossi e finte verità in Fosse vero. Scrive di un “giovin” Notaio parigino alle prese con Eric, testimonianza di cent’anni di storia e di sensi di colpa, cullati sulle acque della Senna e sulle note di un adagio di Albinoni, in Luc. Scrive di un adolescente sbocciato sul ring, per una sola stagione, imploso in sé e rapito da un disco dei Pink Floyd in Come un jab.

Con Gilgamesh Edizioni pubblica Piccioni – romanzo senz’acca, De La Tour – il peccato del tennista L’Utile.

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