DOMENICA 29 MARZO TORNA L’ORA LEGALE: GLI EFFETTI E ALCUNE CURIOSITÀ

ORA LEGALE ESTATE 2020Mantova, 27 marzo –  Ebbene si, ci siamo è tempo, infatti, di far entrare sulla scena l’ora legale.

Nella notte tra sabato 28 e domenica 29 marzo l’orologio torna ad accelerare sino a spostare le proprie lancette di sessanta minuti, per la precisione dalle 2:00 alle 3:00. In Italia in definitiva rimane viva, almeno per quest’anno, l’ora legale.

Questo in barba al dibattito che sino a qualche tempo fa sembrava portare gli stati europei a porre in un cassetto questo meccanismo di conteggio dello scorrere del tempo.

Il nostro Paese ha deciso di non decidere, o meglio lo farà forse nel 2021.

Il parlamento Europeo ha decretato però lo stop ai vari Paesi membri di passare da un’ora all’altra nel corso dell’anno. Ogni Stato dovrà, quindi, decidere entro il prossimo anno quale opzione scegliere; se restare con l’ora solare, per 365 giorni oppure adottare l’ora legale come ora ufficiale dal 1 gennaio al 31 dicembre.

L’ora legale è stata introdotta in Italia per la prima volta nel 1966.

Si tratta di un sistema che negli intenti dei promotori permetterebbe di utilizzare al meglio le ore di luce durante i mesi primaverili e estivi ovvero tra marzo e ottobre.

In questo lasso di tempo, infatti ci sarebbe a disposizione naturalmente di più luce, dato che il sole sorge in Italia verso le 4.30 e tramonta verso le 20.

Che di risparmi in quegli anni si potesse parlare era plausibile, ma l’evoluzioni compiute in questi decenni dalla tecnologia hanno reso praticamente inadeguato operare sulle lancette dell’orologio per disporre dei benefici della luce solare.

Continuare ad insistere con questo strumento si corre quindi il rischio di aumentare i disaggi in quanto alla luce delle possibili decisioni che verranno assunte entro il 2021 paradossalmente si potrebbe venire a creare una Europa con più fusi orari.

Orari diversi addirittura tra due stati confinanti; vedi l’Italia e la Francia o l’Italia e l’Austria o ancora tra l’Italia e la Svizzera.

Altro elemento che molti tendono a sottovalutare, ma che esperti del settore sanitario, in relazione anche i dati in possesso, a più riprese hanno evidenziato ovvero i non pochi scompensi alle persone, soprattutto in ambito femminile, tanto sul versante fisico quanto su quello psicologico.

Qualcuno pensa che si tratti di un semplice spostamento delle lancette dell’orologio e di conseguenza il nostro corpo non dovrebbe risentirne.

Facendo però un po’ di conti magari quelli tipici della serva saremo dinanzi, nella nostra quotidianità, a due orari ben distinti.

Quello biologico che segue i tempi che il nostro corpo è solito percepire naturalmente e quello dell’orologio che invece cammina un’ora avanti.

Per coloro che una o più volte hanno cambiato, per i motivi più svariati, il fuso orario è ben presente il disagio fisico sopportato per adeguarsi al nuovo.

C’è chi questo passaggio lo vive senza “traumi” e chi invece ne risente per un tempo più lungo con conseguenze che nella migliore delle ipotesi si limita a stati di insonnia.

La stessa cosa avviene con l’ora legale.

Perché allora se crediamo, come ci ha insegnato il coronavirus, che dobbiamo impegnarci sempre più nella tutela della salute delle persone non si smette di raccontare le favole e si mantiene una cronologia della quotidianità senza cambi in corso d’opera?

Paolo Biondo

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.