CAMBIANO I VERTICI NELL’EDITORIA ITALIANA: LETTERA APERTA DI SERGIO OLIVIERI

SERGIO OLIVIERIRiceviamo e pubblichiamo una lettera aperta del presidente dell’Associazione Comunali Mantova e del neo Comitato “Mantova Viva”

Parlo in virtù di un’esperienza nel tessuto sociale mantovano in quanto legale rappresentante di associazioni no-profit quali l’Associazione Comunali ed il neo costituito Comitato Civico denominata “Mantova Viva”, nulla a che vedere con il movimento di Renzi. Da tempo sono iscritto all’ordine dei giornalisti come pubblicista. Spesso mi chiedevo se la libertà di espressione racchiudesse in sé la libertà di parola, di stampa e di pensiero. Ma esiste la libertà di espressione? Molti di voi risponderanno con un “SI”, generico, eppure non sempre è così. Molte testate hanno in effetti un indirizzo chiaramente politico e partitico. Fortunatamente, l’Italia è uno Stato in cui si stimola la libertà di espressione ed in questo contesto vivaddio che esistano editori capaci di rappresentare autonomamente la verità. Cosa penso oggi della libertà di stampa? Il mio pensiero è così detto:  capita spesso che la libertà di espressione venga repressa, anche in un paese modernizzato come l’Italia. Così è anche per chi twitta o “posta”, sui social quale Facebook o Twitter molti dei quali viene bloccato l’account. Se tutte le persone che vedono e non dicono nulla, si avvalessero del proprio diritto di parola e si rivoltassero contro coloro che limitano la propria libertà, forse oggi la situazione in Italia sarebbe certamente diversa.  Io ritengo che se le persone si avvalessero dei propri diritti, i così chiamati “oppressori della libertà di parola”, avrebbero meno controllo sulle idee della gente. Inoltre penso che la libertà di espressione faccia parte dei diritti inalienabili ed essenziali dell’umanità e sopprimere queste libertà significa concedersi alla sottomissione, non far valere la propria parola, il proprio pensiero, consentendo ad altre persone di dominarci, anche di nascondere come sono i fatti realmente accaduti. In conclusione, io ritengo che la libertà di espressione, chiamandosi libertà, dev’essere libera e quindi consentita a tutti, ovunque, senza violare il rispetto altrui.

Il presidente, Sergio Olivieri

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