IL RIO EDIZIONI RIPARTE DALLE NOVITÀ IN USCITA A MAGGIO E GIUGNO

ALBERTO BEVILAQUA MATERNA PAROLA

Mantova, 16 maggio – Dopo la lunga pausa forzata, anche la Casa Editrice Il Rio Edizioni riparte da lunedì 18 proponendo ai lettori sei nuovi testi che saranno pubblicati e disponibili sugli scaffali delle librerie nei mesi di maggio e giugno.

Partiamo ora con ALBERTO BEVILACQUA MATERNA PAROLA Ritratto di uno scrittore di Alessandro Moscè. Si tratta di un libro di ricordi, nati dai dialoghi e dai brani, dalle frasi e dalle parole dei romanzi e delle poesie di Alberto Bevilacqua.

Alberto Bevilacqua. Materna parola ripercorre la storia umana e artistica di uno dei maggiori scrittori e registi italiani del secondo Novecento, autore di capolavori quali Una città in amore e La Califfa. Alessandro Moscè, che lo ha frequentato a lungo, racconta Bevilacqua a partire dalla sua umanità, narrandone l’infanzia, la famiglia, le abitudini, gli amori e la vita tra Parma, l’Oltretorrente, il Po, Roma e la casa di Vigna Clara; ma Moscè ricostruisce anche i grandi incontri di una vita: Attilio Bertolucci, Zavattini, Sciascia, Ligabue, Chaplin, Borges, Tognazzi, Romy Schneider, Manfredi, Berger, Ionesco, Paolo VI. Non può poi mancare un’analisi della vita letteraria e artistica di Bevilacqua, offrendo un quadro critico della sua poetica sospesa tra i luoghi, l’esilio, l’eros, i sogni, la cosmologia.

ALESSANDRO MOSCÈ è nato ad Ancona nel 1969 e vive a Fabriano. Si occupa di letteratura italiana. Ha pubblicato varie raccolte poetiche, tra cui si ricorda Hotel della notte (Aragno 2013, Premio San Tommaso D’Aquino). È presente in varie antologie e riviste italiane e straniere. I suoi libri di poesia sono tradotti in Francia, Spagna, Romania, Venezuela, Stati Uniti, Argentina e Messico. Ha pubblicato il saggio narrato Il viaggiatore residente (Cattedrale 2009) e i romanzi Il talento della malattia (Avagliano 2012), L’età bianca (Avagliano 2016), Gli ultimi giorni di Anita Ekberg (Melville 2018, finalista al Premio Flaiano). Ha dato alle stampe antologie di poeti italiani contemporanei, come The new italian poetry (Gradiva 2006), e saggi critici, come Luoghi del Novecento (Marsilio 2004). Si occupa di critica letteraria su vari giornali e quotidiani, tra cui ricordiamo “Il Foglio”. Ha ideato il periodico di arte e letteratura “Prospettiva” e dirige il Premio Nazionale di Narrativa e Poesia “Città di Fabriano”.
www.alessandromosce.com

  • LA VICINA GENTILE Romanzo di AURELIA ROSSI

la vicina gentile

Arianna, donna di mezza età, vive con il padre in un piccolo condominio di provincia. La sua vita tranquilla è sconvolta dall’arrivo di una coppia nell’appartamento vicino. Presa dalla curiosità, riesce a entrare nell’intimità dei nuovi arrivati in punta di piedi, scoprendone i segreti ma anche rimanendone soggiogata. Anche gli altri condomini subiscono lo strano fascino della nuova coppia che, portando con sé un soffio di energia, finisce però per riaccendere vecchie gelosie e rivalità sopite da tempo.

AURELIA ROSSI (1951) vive e lavora a Cremona. Psicoterapeuta, è stata spinta alla scrittura dalla curiosità verso il mondo interiore delle persone, in cui sensazioni, emozioni, sentimenti si intrecciano in un movimento impercettibile ma costante. Questo è il suo primo libro.

  • SILVIA PETRONICI SETTIMA ONDA Un appartamento, gli artisti e un quartiere. Storia di un progetto relazionale

SETTIMA ONDA

Settima Onda. Un appartamento, gli artisti e un quartiere. Storia di un progetto relazionale è una mappa per orientarsi nel ricco arcipelago di relazioni e interessi per il contemporaneo, le pratiche comunitarie e il valore sociale dell’arte che creano l’ambiente umano e di ricerca nel quale vive e si evolve il progetto di Aurora Di Mauro, museologa non convenzionale che abita a Padova, in un quartiere dallo storico nome longobardo Guizza che è ancora alla ricerca di una sua identità culturale. Settima Onda non è solo un appartamento privato, ma è un luogo dove è possibile indagare il presente e la libertà, aprire nuovi spazi di relazione, esplorare la nozione di casa, riconnettere lo spazio domestico al condominio, al quartiere, alla città. Ispirandosi alla settima onda, quella che ridà la libertà all’evaso Papillon che fugge dall’Isola del Diavolo dove era confinato, l’appartamento Settima Onda contiene e rappresenta quello slancio libertario intriso di vocazione indomita alla fuga e, così, mette insieme coraggio, fiducia e follia in un approccio genuino al cambiamento.

SILVIA PETRONICI, dottoressa in Filosofia, ha dedicato la sua intera attività da curatore indipendente di arte contemporanea alla ricerca sulle pratiche artistiche site and audience specific, l’arte pubblica e le pratiche di
partecipazione socially engaged. Ha curato mostre e progetti culturali presso enti pubblici, musei e gallerie private svolgendo parallelamente un’attività didattica e formativa con artisti e curatori all’interno di seminari, conferenze e percorsi residenziali di sperimentazione e studio della pratica e dei linguaggi artistici contemporanei in un’ottica situata e comunitaria. Nel 2018 ha pubblicato A piedi nudi ballano i santi. La relazione artista-curatore nelle pratiche artistiche site specific. Arte pubblica e progetti socialmente impegnati (Oligo Editore, Mantova), una sintesi di tutta questa esperienza e un manuale teorico-pratico che disciplina questo specifico approccio alla pratica artistica e curatoriale.

  • MARIA MOSSINI IL GIUSTO TEMPO

il giusto tempo

Una raccolta di racconti che parlano della vita e delle emozioni in maniera oggettiva, senza voler mai intrappolare nulla con una definizione o con la soggettività. Il filo conduttore dei racconti è il tempo, che con la sua ciclicità ritorna sempre a caratterizzare la vita dei personaggi. Il tempo da ricordare, da accantonare o da sospendere. A ognuno la propria scelta, a ognuno il proprio tempo. I protagonisti di questi racconti sono pittoreschi, ma sempre concreti e reali, personalità che si riscontrano nella vita di tutti i giorni. Proprio per questo non è difficile immaginarli e affezionarsi a loro. La semplicità e al tempo stesso la complessità delle emozioni umane caratterizza l’intera opera.

MARIA I. MOSSINI è nata e vive a Mantova. Laureata in materie letterarie, lavora nell’azienda di famiglia. È autrice del romanzo Asylum 42 (Edizioni del Faro, 2011).

  • DANIELA ZAGHINI LASCIATE CHE VI SPIEGHI Un passato per Muffin

lasciate che vi spieghi

Muffin è un cane di taglia medio-piccola trovato al canile. Come tanti cani in questa situazione, porta con sé un bagaglio di traumi e paure ai quali nessuno sa dare una spiegazione. Non ha la coda, probabilmente gli è stata tagliata. Perché? Da chi? Ha paura degli altri cani. Quando li vede a distanza comincia a guaire e a lamentarsi, ma poi, se si avvicinano troppo, cerca di aggredirli. Come spiegare un simile comportamento? Arrivato nella nuova casa, dove viene accolto da tutti, accetta molto volentieri coccole e carezze, ma ha una paura folle di salire sul divano. Un altro perché senza risposta. Tanti comportamenti strani a cui sembra impossibile dare una spiegazione logica. Così sarà proprio lui, il piccolo Muffin, a prendere voce e a raccontare le esperienze del suo passato.

DANIELA ZAGHINI è nata e vissuta in provincia di Mantova. Ha conseguito il diploma di maturità magistrale presso l’istituto “Isabella d’Este” di Mantova. Ha lavorato sempre nella provincia di Mantova come insegnante elementare presso le direzioni didattiche di Casteldario, Roncoferraro, Roverbella e per il periodo più lungo a Porto Mantovano su classi a tempo pieno. Sposata con due figlie, vive tutt’ora a Porto Mantovano.

  • LEDO STEFANINI IL CAFFÈ DEL SABATO Riflessioni ebdomadarie di un fisico classico

Il caffè del sabato

L’Autore ha raccolto in questo volume le riflessioni che da anni propone sull’inserto settimanale della “Gazzetta di Mantova”, su temi non propriamente giornalistici. La cultura è come il sorriso del Gatto del Cheshire: rimane dopo che il gatto se n’è andato. Se inforchi quel sorriso come un paio di occhiali, ti rendi conto che per trovare il mistero non è necessario rivolgersi al Big Bang o al bosone di Higgs, in quanto lo porti con te in ogni momento: la bicicletta che sta su solo a condizione che vada abbastanza veloce; il cielo che è azzurro, ma anche no; e così via. Ma anche domande che evocano la filosofia: come si distingue una favola (ad esempio Pollicino) da ciò che chiamiamo “realtà”? Il lettore ha il diritto di chiedersi che cos’abbia a che fare questo con l’alpinismo; ma, di fronte a questa domanda, l’Autore fa appello al Quinto Emendamento.

LEDO STEFANINI è laureato in Fisica con una tesi sperimentale presso i laboratori del CNEN (oggi ENEA) sui traccianti radioattivi e in Astronomia, magna cum laude, con una tesi sugli ammassi globulari. È autore di più di cento lavori di fisica su riviste scientifiche nazionali, sull’American Journal of Physics e sullo European Journal of Physics, citati su Scientific American. Nel 1978 gli è stato assegnato il premio della Società Italiana di Fisica e dal 1995 è membro (prima corrispondente e poi ordinario) dell’Accademia Nazionale Virgiliana. Ha praticato l’alpinismo dolomitico su alte difficoltà e ha coltivato l’interesse per la storia e la filosofia dell’alpinismo, scrivendo numerosi lavori pubblicati sui periodici del CAI e nella collana dei “Monti d’Italia”.

  • Già disponibile in libreria il libro di ANTONIO MAURIZIO CIRIGLIANO IL MORO Mario Moretti, il matematico volante

il moro

Moretti, che ha lasciato un’impronta nella storia del paracadutismo mantovano, ricorda la figura mitologica di Dedalo, istruttore di volo, razionale nel momento del lancio, ma anche nell’accertarsi che l’attrezzatura sia in sicurezza prima di scendere dal cielo verso terra. A uno sguardo superficiale si potrebbe pensare che invece Moretti richiami la figura di Icaro per la sua temerarietà. Ma così non è, perché egli non si faceva prendere dall’euforia del volo. Il “Moro” (così veniva chiamato dagli amici) era spericolato, come vedremo, ma lucido calcolatore, fino all’ultimo lancio. Tutto misurato, insomma. E in questo lo aiutava la sua mente matematica che gli permise di salvarsi in diverse occasioni.

ANTONIO MAURIZIO CIRIGLIANO, laureato in Filosofia all’Università di Bari, insegna e vive a Mantova, città in cui è direttore, dal 2015, del Caffè Letterario, esperienza da cui sono nati nel 2018 i Quaderni del Caffè. Come giornalista pubblicista ha collaborato con “Il Resto del Carlino”, la “Voce di Mantova” e “La nuova cronaca di Mantova”. Attualmente scrive per la “La Cittadella”, supplemento di “Avvenire”. Ha pubblicato le sillogi poetiche Stella del Mare e Foto attimi (Gabrieli Editore), i racconti Piccole storie della grande Mantova (Il Cartiglio Mantovano), le raccolte di racconti Muri e Stranieri, entrambe per Universitas Studiorum, per i cui tipi è uscita l’antologia Quando scoppiò la pace che contiene il suo racconto L’ultimo radioso 25 aprile. Per Il Rio ha pubblicato il racconto Cogito ergo amo e le raccolte di poesie Respiro Profondo e Calancheide.

GB

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