FUSIGNANO: COMPLETO IL RESTAURO DELLE LETTERE AUTOGRAFE DI ARCANGELO CORELLI

Fusignano, 22 luglio – È stato completato il restauro delle tre lettere autografe di Arcangelo Corelli, donate al Comune di Fusignano nel 2019 da Sergio Baroni dopo una sottoscrizione popolare in sinergia con la Pro Loco.

Le lettere sono state restaurate dall’Icpal, l’Istituto Centrale per il restauro e la conservazione del patrimonio archivistico e librario, del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo, a cui erano state affidate a fine gennaio, dopo le verifiche preliminari e autorizzative con la Soprintendenza di Bologna. L’intervento non ha comportato oneri per il Comune di Fusignano.

Pulitura a secco gomma in lattice vulcanizzato

Pulitura a secco gomma in lattice vulcanizzato

I manoscritti presentavano danni riconducibili all’acidità che nel tempo ha causato la trasmigrazione, il dilavamento e l’instabilità dell’inchiostro. I laboratori di diagnostica hanno effettuato analisi conoscitive e non distruttive: sono state osservate con la Lampada di Wood e con l’imaging multispettrale (falsi colori) che hanno ipotizzato la presenza di inchiostro ferrotannico, ipotesi successivamente confermata con la tecnica Raman. Le tecniche Fors e Raman sono state fondamentali per il riconoscimento del pigmento arancione usato per il sigillo di una delle lettere.

Nello specifico, per quanto riguarda gli interventi di restauro, le lettere sono state pulite superficialmente a secco, è stato fatto un adeguamento cromatico e dopo i test di stabilità e solubilità dei pigmenti, sono state eseguite la deacidificazione e l’ossido-riduzione; è stato restaurato il supporto cartaceo e in corrispondenza delle zone perforate dall’inchiostro sono state effettuate velature. Infine, sono stati realizzati nuovi contenitori per appositi per la loro conservazione.

Una curiosità: il laboratorio di tecnologia ha analizzato il supporto cartaceo, cotone, e osservato le filigrane presenti: queste sono state trovate sul database del Piccard (un database online specifico per le filigrane storiche), una proveniente da Roma (1662) e l’altra da Poggio Canino (1662).

Inoltre, nella missiva al Conte Laderchi del 3 giugno 1679, il giovane Corelli annuncia infatti al conte faentino che riceverà una sonata da lui composta per violino e liuto “che non li ha persona di questo modo fuori che vossignoria illustrissima, et io che conservo l’originale”: essa costituisce la prima testimonianza ufficiale di una avvenuta composizione corelliana. L’opera prima data alle stampe risale infatti al 1681.

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Chi era Arcangelo Corelli. Nacque a Fusignano nel 1653. Studiò con Giovanni Benvenuti e Leonardo Brugnoli a Bologna, una città che vantava eccellenti virtuosi di strumenti ad arco, come Giovanni Battista Vitali. Nel 1670 fu ammesso all’Accademia Filarmonica bolognese.

Considerato tra i più grandi compositori del periodo barocco, fondamentale fu il suo contributo allo sviluppo della musica strumentale, e in particolare alla sonata a tre e a quella solistica, come pure del concerto grosso, che portò ad alti livelli di equilibrio e perfezione formale. Lo stile introdotto da Corelli, disseminato in Europa grazie a musicisti che erano stati in contatto con lui, come Georg Muffat e Pietro Castrucci, e ad altri suoi seguaci come Francesco Geminiani, Pietro Locatelli e Francesco Antonio Bonporti, fu d’importanza fondamentale per lo sviluppo del linguaggio orchestrale e violinistico del primo Settecento in tutta l’Europa.

 

 

 

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