NOVITÀ IN LIBRERIA: CELESTINO, MATELDA, CUNIZZA di PAOLO GOLINELLI e DANTE A BISMANTOVA di GIUSEPPE LIGABUE e CLEMENTINA SANTI

Sono usciti in questi giorni due interessanti saggi che rivisitano alcuni aspetti legati alle figure di Matilde di Canossa e Dante Alighieri: la prima pubblicazione edita da Pàtron Editore ha come titolo “Celestino, Matelda, Cunizza e altre incursioni letteraria mediavali” di Paolo Golinelli; mentre la seconda è una testimonianza del passaggio di Dante a Bismantova di Clementina Santi e Giuseppe Ligabue edito da Cordiero Editore.

Chi era “colui / che fece per viltade il gran rifiuto”?; e la Matelda del Paradiso terrestre è veramente Matilde di Canossa? Perché Dante pone Francesca da Rimini nell’Inferno e Cunizza da Romano, che ebbe relazioni non certo platoniche con cinque uomini, compresa una clandestina col poeta Sordello, nel Paradiso?

A queste domande (e ad altre) risponde in questo libro Paolo Golinelli, incentrato sul rapporto letteratura/storia.

Parte I: Personaggi danteschi. 1) Ancora di “Colui/che fece per viltade il gran rifiuto” (Inf. III, 60); 2) Perché Matilde di Canossa è la Matelda dantesca; 3) Le “antifrancesche” storiche: Cunizza da Romano e Matelda/Matilde di Canossa.

Parte II: Letteratura, storia e mentalità. Struttura narrativa e fruizione popolare nella leggenda di sant’Alessio; 2) Tra realtà e metafora: il bosco nell’immaginario letterario medievale; 3) Il santo gabbato. Forme di incredulità nel mondo cittadino italiano.

Parte III: Debiti. 1) Gli studi matildico-canossani di tre amici scomparsi: Gina Fasoli, Vito Fumagalli, Lalla Bertolini; 2) Raffaele Crovi e la mia Matilde; 3) Giuseppe Pederiali tra storia e storie. 150 pp., Euro 16.

PAOLO GOLINELLI  già Professore Ordinario di Storia Medievale all’Università degli Studi di Verona. Al centro dei suoi interessi storici ci sono i rapporti tra religione e società nel Medio Evo, studiati attraverso l’agiografia e il culto dei santi (anche nel loro aspetto antropologico e non convenzionale: Indiscreta Sanctitas, Roma, ISIME, 1988; Il medioevo degli increduli, Milano, Mursia, 2009; Santi e culti dell’anno Mille, 2017), il monachesimo medievale e la figura e il mito di Matilde di Canossa, sulla quale ha organizzato e partecipato a convegni (anche internazionali), scritto saggi e volumi, tra i quali l’edizione critica della Vita Mathildis di Donizone, con traduzione italiana e note (utima ristampa: Jaca Book, Milano 2016), e la biografia Matilde e i Canossa (ultima ristampa: Mursia, Milano 2016), tradotta in Tedesco e Francese. 

La presenza di Dante in Lunigiana è legata all’ incarico, che il Poeta ebbe dai Malaspina, di trattare, per loro conto, la pace del 1306 e mettere così fine ai contrasti secolari tra la casata lunigianese ed i vescovi di Luni, per la spartizione della controversa eredità degli Obertenghi. Ancora oggi il Museo dantesco lunigianese a Mulazzo (MS), oggi Casa di Dante in Lunigiana, è dedicato al rapporto tra Dante Alighieri e la regione storica della Lunigiana, comprendente le attuali province della Spezia e di Massa-Carrara.

La Pietra di Bismantova viene citata per la prima volta nella lingua italiana in poesia da Dante Alighieri nel quarto canto del Purgatorio nella Divina Commedia. Da allora il nome di Bismantova ha fatto il giro del mondo. Secondo alcuni commentatori il Poeta avrebbe visitato personalmente il luogo nel 1306, mentre si recava da Padova alla Lunigiana, e ne avrebbe tratto ispirazione per la descrizione del Monte del Purgatorio”.

Il libro di Giuseppe Ligabue e Clementina Santi ripercorre le tappe del viaggio di Dante o meglio dei suoi numerosi viaggi dal 1306 al 1314: “Dai castelli della Lunigiana, dove è stato ospite dei Malaspina (Fosdinovo, Mulazzo, Verrucole), lungo la strada del Cerretto (all’epoca Passo delle 100 Croci), sino alla Pietra di Bismantova per proseguire poi nella Reggio di Guido da Castello.

Nei primi dieci canti del Purgatorio riconosciamo le tracce della sua salita in cacume; “attraverso i documenti antichi – spiegano Ligabue e Santi nel loro libro, forte di 4 anni ricerche – riscriviamo la storia dell’eremo della Pietra dove il Poeta potrebbe aver sostato. E ancora lo cerchiamo nella Reggio del Trecento, ospite di Guido da Castello, in questa città non secondaria nel panorama delle relazioni personali e culturali del Poeta”.

La citazione nella Divina Commedia: «Vassi in Sanleo e discendesi in Noli, montasi su Bismantova e ‘n Cacume con esso i piè; ma qui convien ch’om voli; dico con l’ale snelle e con le piume del gran disio, di retro a quel condotto che speranza mi dava e facea lume».

GB

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