TEATRO FARNESE DI PARMA – La Fòla de L’Oca/Over Time di Bonati a ParmaJazz Frontiere Festival

Dopo l’apertura con il Jakob Bro Trio, il ParmaJazz Frontiere Festival con La Fòla de L’Oca/Over Time di Roberto Bonati, il primo appuntamento con le nuove produzione di ParmaFrontiere 2021, prosegue sabato 2 e domenica 3 ottobre, al Teatro Farnese di Parma.

Diretta dal Maestro Bonati, sul palco del suggestivo Teatro Farnese torna ad esibirsi la ParmaFrontiere Orchestra: Giulia Zaniboni voce, Riccardo Luppi flauti e sax, Mario Arcari oboe, Marco Ignoti clarinetti, Michael Gassmann tromba, flicorno, Paolo Botti violino, Gregorio Buti violoncello, Luca Perciballi chitarra, Tommaso Salvadori vibrafono, Andrea Grossi contrabbasso, Roberto Dani percussioni e batteria.

Il progetto de La Fòla de l’Oca vede protagonista un’edizione speciale della ParmaFrontiere Orchestra in collaborazione con giovani musicisti e una rete di prestigiose scuole europee: Benjiamin Löfgren tromba (Gotheborg, Svezia), Ingrid Berg violino (Oslo,Norvegia), Simon Herberholztenore (sax) (Glasgow, Scozia), Fabius Mey-trombone (Norimberga, Germania), Finn Henrik Stamer violino (Amburgo, Germania), SimonAndreas Fredheim Folkvord sax contralto (Stavanger, Norvegia). Le scuole hanno selezionato i loro studenti e li hanno inviati in residenza artistica a ParmaFrontiere per partecipare alla ParmaFrontiere Orchestra 2021.

“La Fòla de l’Oca, un antico e surreale ritornello che gira a vuoto su se stesso, una ironica cantilena che mia nonna mi ripeteva spesso da bambino e che per me ha l’odore della terra, della nostra campagna, di un mondo che non è più ma nel quale sono le mie radici. È sembrato un titolo adatto per un lavoro sul Tempo, un progetto che prende avvio dalle riflessioni di ieri e cerca nel passato le strade per raccontare la complessità del nostro presente e il mistero del futuro”. Così Roberto Bonati spiega una storia raccontata attraverso la musica, l’arte che, nel tempo, nasce e muore, scolpendone lo scorrere. Che indica la bellezza dell’istante, il quì e ora, senza passato, senza futuro, ma che – allo stesso tempo – ricorda e si proietta in avanti. Un’arte che vive nel tempo e che è metafora della nostra stessa esistenza essendo, come ci dice Seneca, sospesa “in un istante del tempo che fugge”.
 
La ParmaFrontiere Orchestra è stata creata da Roberto Bonati nel 1998, all’interno del festival ParmaJazz Frontiere. L’organico ha voluto proporsi come una risposta alla necessità di fondare un ensemble duttile e in grado di muoversi a suo agio sia nel campo del linguaggio contemporaneo sia in quello della musica improvvisata, riunendo alcuni dei migliori musicisti della scena attuale. Si tratta di un’orchestra di grandi solisti che portano all’interno della musica di Bonati le loro diverse esperienze e la loro speciale sensibilità. La ricerca sul rapporto tra i linguaggi e sulle possibilità timbriche, strutturali e formali che scaturiscono da un organico così particolare (oboe, archi, percussioni, elettronica, ottoni) è alla base della scrittura lirica e appassionata di Bonati.  

(Intero 25.00, ridotto 20.00 – ParmaFrontiere – Tel. 0521. 238158 e 0521.1473786 – info@parmafrontiere.it).

Roberto Bonati |direzione e composizione
Giulia Zaniboni |voce
Riccardo Luppi |flauti e sax
Mario Arcari |oboe
Marco Ignoti |clarinetti
Michael Gassmann |tromba, flicorno
Paolo Botti |violino
Gregorio Buti |violoncello
Luca Perciballi |chitarra
Tommaso Salvadori |vibrafono
Andrea Grossi |contrabbasso
Roberto Dani |percussioni e batteria
 
E con gli studenti – ospiti delle accademie internazionali –
Benjiamin Löfgren – tromba (Gotheborg, Svezia)
Ingrid Berg – violino (Oslo,Norvegia)
Simon Herberholz- tenore (sax) (Glasgow, Scozia)
Fabius Mey-trombone (Norimberga, Germania)
Finn Henrik Stamer – violino (Amburgo, Germania)
SimonAndreas Fredheim Folkvord – sax contralto (Stavanger, Norvegia)

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