GLI ANNI BELLI DEI FUGGIASCHI: BELLINI, A. PATERLINI, C. PATERLINI, PAVESI, SCHILINGI ALLA POSTUMIA DOMENICA 17 OTTOBRE

DOMENICA 17 OTTOBRE  – alle ore 16:00 “Postumia” ospita nella sua sede di Gazoldo degli Ippoliti, i mitici FUGGIASCHI il gruppo composto da MAURIZIO BELLINI, CARLO ALBERTO PATERLINI CLAUDIO PATERLINI, GUIDO MARIO PAVESI, RINALDO SCHILINGI e, con loro, in qualità di conduttore e di coordinatore ENRICO AITINI.

LA NASCITA DEL GRUPPO

Guido Mario Pavesi alla Chitarra solista e Voce; Claudio Paterlini alle Tastiere, Sonagli e Voce; Carlo Alberto Paterlini alla Chitarra Ritmica e Voce; Maurizio Bellini alle Testiere  e Voce; Rinaldo Schilingi alla Batteria e Voce; con l’aggiunta di Giorgio Campana al Basso e Voce (membro fondatore de “La Banda” il complesso che, a seguito dell’abbandono da parte de “I Fuggiaschi” del Clan Celentano, prese il loro posto al fianco di Don Backy).

Subito erano “I Delfini”, gruppo beat composto da Aldo e Mario Pavesi (basso e chitarra), Claudio Paterlini (claviolino), Rinaldo Schilingi (batteria). Un complesso nato quasi per caso durante uno scambio di idee all’ Arena di Porta Pradella a Mantova nel 1962. Prime esibizioni nelle “patrie balere” delle provincie di Mantova e Verona con proposte musicali comprese tra rock e sound inglese degli “Shadows”, oltre ai successi del momento per esigenze di ball abilità.

Dal dicembre 1963 “I Delfini” diventano “I Fuggiaschi” dal titolo di una delle prime canzoni di Don Backy (“Fuggiasco” del 1962), incontrato a Mantova in occasione di una serata di Adriano Celentano al “Faro della Danza” di Cerese: questo grazie a Gianni Dall’Aglio, batterista dei “Ribelli”. Primo spettacolo ufficiale: 11 dicembre 1963 al Teatro Smeraldo di Milano. I Ragazzi sono sempre in giro per l’Italia con Don Backy grazie all’organizzazione del Clan Celentano.

Da qui la presenza ai grandi raduni di “Ciao Amici” e le apparizioni in Tv sempre al fianco del cantante…

Ciao. Sono Guido Mario Pavesi, l’autore del libro “Gli anni belli dei Fuggiaschi”, pubblicato dalla casa editrice EdiKit. Innanzitutto, chi sono questi Fuggiaschi: sono i componenti del gruppo musicale attivo negli anni ’60 che deve il suo nome al fatto che per alcuni anni è stato il complesso di Don Backy. E quel “anni belli” chiarisce da subito che quel periodo vissuto da protagonisti nell’ambito musicale italiano ha rappresentato un’esperienza artistica e umana indimenticabile.

Nelle 254 pagine ho ricostruito la storia di questi ragazzi mantovani che, partendo dalle primissime esperienze nelle balere della provincia, sono riusciti ad arrivare ai centri più prestigiosi dell’ambiente musicale italiano. Una testimonianza diretta dello spirito che animava i giovani in quell’epoca di straordinari fermenti, particolarmente significativa per l’evoluzione della musica, di cui i Fuggiaschi sono stati tra i primi interpreti. Il loro disco d’esordio, nel 1963, “Droga – Nulla di me” per l’etichetta “Ciao Ragazzi” del Clan Celentano è il primo esempio di un complesso autosufficiente nella discografia del Beat italiano. Ma altrettanto interessante è l’evoluzione del loro stile, in pochi anni fino alla conclusione della loro attività, nel 1969, che li ha portati ad essere precursori del “rhythm & blues” in Italia. Il racconto è corredato di fotografie originali, immagini inedite, aneddoti avvincenti e testimonianze esclusive. Offre una fedele ricostruzione dell’ambiente degli anni ’60 e non mancano dettagliati riferimenti tecnici agli strumenti dell’epoca.

“…e chi fugge arriva a Postumia (la strada romana dei due mari -Ligure e Adriatico -, degli eserciti, ma soprattutto – ieri come oggi – la strada della comunicazione tra le genti alle radici dell’Europa, oltre le frontiere verso nuovi confini). I Fuggiaschi sono stati certamente un bell’esempio, mantovano, di comunicazione musicale, e non solo!” Commenta molto soddisfatto, il direttore artistico Nanni Rossi.

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