CARLO MANTOVANI, IL GIORNALISTA DENDROGASTRONOMICO SCOPRE IL TESORO VERDE DI CASTEL GOFFREDO

Il Tesoro verde di Castel Goffredo è la nuova perla nascosta scoperta dal giornalista dendrogastronomico Carlo Mantovani, all’interno dello storico Palazzo Gonzaga-Acerbi, situato nella centralissima piazza Mazzini.

“Appena conclusa la presentazione della mia guida nella piazza centrale di Castel Goffredo (Mantova), – racconta Carlo Mantovani – all’inizio di Settembre, mentre stavo firmando gli autografi, mi si avvicina un certo Daniele e mi fa :”però non l’hai vista, quella lì dietro!” Mi giro e vedo che dal palazzo cinquecentesco che sta alle mie spalle, il leggendario e apparentemente impenetrabile Palazzo Acerbi, spunta la chioma poderosa di quello che sembra inequivocabilmente essere uno spettacolare patriarca arboreo”.

“Se dopo un mese e mezzo sono riuscito a mantenere la promessa fatta a Daniele (“entreremo in quel giardino e misureremo’ la superbestia” che, nonostante i miei 130 viaggi in provincia di Mantova mi era sfuggita), – prosegue Mantovani – debbo ringraziare la brillantissima mediazione dell’inimitabile Nicoletta Vecchi Arbizzi, presidente dell’associazione “La nostra Mirandola“, che mi ha spalancato le porte di questo impareggiabile paradiso urbano, ricco di affreschi e custodito con amorevole cura dalla adorabile proprietaria, la signora Tarcisia. Un incredibile giardino rinascimentale pieno di giganti arborei, a cominciare proprio da quell’esemplare di Quercus Robur che Daniele mi aveva segnalato e che non ha certo deluso le aspettative: un colosso da 4,57 mt di circonferenza, 25 di altezza e oltre 150 anni di vita che vanta ancora un buono stato vegetativo“.

“Ad aumentare il patrimonio arboreo di questo santuario di bellezza, contribuiscono due enormi esemplari di Celtis Australis (uno dei quali policormico di sei metri e mezzo di circonferenza) e le piante di rose che incorniciano l’ingresso del giardino, acquistate 230 anni fa ad Alessandria d’Egitto dall’allora proprietario e console Giuseppe Acerbi. Un luogo che mi auguro possa essere aperto al pubblico almeno un paio di volte l’anno, in modo che gli appassionati possano scoprire l’inenarrabile bellezza di questo angolo di paradiso: uno dei tanti tesori nascosti di un territorio che, dopo quasi tre anni di esplorazione, continua a sorprendermi”. Conclude il dendrogastronomico Mantovani.

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