L’IPPOPOTAMO DEI GONZAGA è il nuovo libro di MARCO VENTURELLI, prima presentazione al MUSEO DI STORIA NATURALE KOSMOS di PAVIA

Un ippopotamo a corte, ritratto da un maestro fiammingo? Nella Mantova di inizio Seicento, la scintillante epoca di Vincenzo Gonzaga, accadeva anche questo. Dopo Mantova e la mummia Marco Venturelli torna nell’antica wunderkammer di Palazzo Ducale con L’ippopotamo dei Gonzaga, in cui racconta le vicende di uno stupefacente totem simbolico del collezionismo gonzaghesco oggi conservato al museo di storia naturale dell’Università di Pavia.

Sabato 12 febbraio, ore 11:00 a Pavia presso il Museo di Storia Naturale KOSMOS verrà prersentato in prima assoluta il libro l’IPPOPOTAMO DEI GONZAGA edito da Sometti. Con l’autore e l’editore interviene il prof. Paolo Mazzarello, direttore di Kosmos.

In occasione della mostra “Naturalia e Mirabilia. Scienze alla corte dei Gonzaga” di Palazzo Ducale di Mantova, la cui apertura come già annunciato è prevista per l’8 aprile, sarà dunque possibile ammirare il celebre ippopotamo, di ritorno nella città virgiliana dopo quasi duecentoquarant’anni.

Il Museo Kosmos di Pavia ha infatti concesso il prestito del reperto al Palazzo Ducale, per arricchire l’esposizione della nuova sezione museale con una importante testimonianza del collezionismo dei Gonzaga, nonché del loro eclettismo e dell’approccio ordinato verso le scienze. Significativo è che la mostra avrà luogo esattamente dove i Gonzaga tenevano questa collezione, ovvero la Galleria delle Metamorfosi.

Venezia, estate 1600. Il giovane Rubens parte per Mantova al seguito del duca. Dai moli di San Marco un medico salpa per l’Africa, a caccia di una bestia-totem del mondo antico. Qualche anno più tardi, l’animale è al centro della Wunderkammer dei Gonzaga.
Come si intrecciano gli eventi e le ricerche di questi uomini? Per quali ragioni i Gonzaga fecero del primo esemplare di ippopotamo giunto in Europa in età moderna un perno delle loro collezioni? Come può questo curioso animale riassumere in sé le origini più antiche della cultura mediterranea ed europea? Una maestosa opera d’arte sembra avere alcune intriganti risposte.
In questa vicenda, ben dipanata da Marco Venturelli, l’uomo guarda dentro ai suoi modi di conoscere e impara a metterli in discussione: è infatti a partire da questo ippopotamo “mantovano” che, dal Seicento e ben oltre il tramonto del secolo dei Lumi, si svolge un vivace dibattito fra mecenati e uomini d’arte, fra naturalisti e avventurieri di tutta Europa. La caccia di un medico e l’opera di un celebre artista ci insegnano che è meglio appassionarsi alla sfida del dubbio, piuttosto che aggrapparsi ad improbabili certezze.

MARCO VENTURELLI, nato a Verona, compie studi classici e si laurea in Lettere: la tesi in Storia moderna ha ricevuto il premio C. Mozzarelli (ed. 2013). È diplomato presso i Conservatori di musica di Mantova e di Parma ed ha scritto per riviste specialistiche artistico-musicali.
È professore di ruolo di Materie storico-letterarie presso l’Istituto superiore Calabrese-Levi di San Pietro in Cariano (Verona).
Per i tipi di Sometti ha pubblicato Mantova e la mummia (2018).

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