PSYCHÉ IL RESPIRO DELL’ANIMA di LUCA ZAMPINI e PAOLA IACOPETTI alla Galleria MAD dal 19 Marzo

MANTOVA – Dal 19 al 31 Marzo la Galleria MAD presenta una mostra fotografica Psyché Il respiro dell’anima di Luca Zampini e Paola Iacopetti, mostra curata da Massimo Pirotti in collaborazione con il suo progetto MaterManto. Vernissage sabato 19 marzo ore 18:00 con presentazione di Massimo Pirotti.

Luca Zampini progetto HUGS

Si tratta del progetto Abbracci/Hugs, partito nel 2017 e tuttora in corso. L’autore abbraccia fisicamente gli alberi e, nel contempo, fissa l’attimo inquadrando la corteccia e le fronde in controluce. Tali scatti, sovrapposti, affiorano nelle parti più chiare dell’immagine finale. Chi le guarda ha così la possibilità di spaziare oltre i limiti di un’unica foto tecnicamente “perfetta”.

Nonostante gli alberi siano il soggetto preferito da Zampini, raramente egli riesce a ritrarli: non lo fa con quelli che sente “soffrire,” come gli alberi nelle città che non sono liberi, e raramente fotografa alberi che vivono accanto ad altri, poiché non ne percepisce la “individualità”.

Soprattutto Zampini non li riprende per mostrare la loro bellezza, piuttosto, ne sente il “richiamo” e usa la fotografia come mezzo per ritrarre il momento unico e irripetibile del loro incontro. Nel corso degli anni ha identificato alcuni punti chiave basati sui sentimenti che ne scaturiscono: amore, vicinanza, attenzione, desiderio di abbracciare e di proteggere, che esprime in fotografia con scatti sovrapposti, talvolta quasi inguardabili singolarmente, perché bruciati, mossi, storti e fuori fuoco, ma che trovano comunque un senso nella loro unione.

L’idea che ha spinto l’autore a realizzare questo progetto fotografico e “di vita”, è dare agli alberi qualcosa di più di una semplice e bella composizione: una parte di sé per come li ha conosciuti e vissuti. In fondo, come scriveva Primo Levi, gli alberi sono come noi: “… gente anche loro, che non parla, ma sente il caldo e il gelo, gode e soffre, nasce e muore“.

www.lucazampini.com

Paola Iacopetti

Esplorare l’opera della natura o di un artista per mezzo della fotocamera è compiere un viaggio in una dimensione oltre ogni illusione di individualità. Potrei dire a posteriori che il mio scatto è istintivo e avviene quando l’immagine che si compone nel mirino trova una corrispondenza interiore. È una forma di meditazione: tutti i confini svaniscono, il pensiero tace e così tutte le sue categorie. Immagini che in seguito osservo con stupore e meraviglia per ciò che mi rivelano e accolgo come doni. Frammenti di un universo che non mi stanco di esplorare: il giardino dell’anima.

Attraverso le immagini e i testi a cui a volte le accompagno vorrei dire, in modo poetico, la tenerezza che può nascere dal superamento di ogni dicotomia. A cominciare da quella fra uomo e natura, attraverso un atteggiamento di ascolto attento e umile e un’educazione al sapere fisico ed emozionale oltre che scientifico/razionale.

In altre parole, sentire a fondo nella carne e nello spirito che la nostra essenza è la stessa di ogni altra cosa e essere vivente, complessa dipendenza e relazione all’interno di una fitta rete di cui siamo parte. È un radicale cambiamento di prospettiva in cui credo e di cui abbiamo bisogno per salvarci come specie.
Fotografo il Giardino dell’Anima. 

Nel 2015 la passione per la fotografia ha affiancato quella per la biologia, nata sui banchi di scuola. 
Paola Iacopetti si è laureata in Scienze Biologiche a Pisa nel 1990, ha ottenuto il perfezionamento presso la Scuola Normale Superiore nel 1995 e dopo un’esperienza di lavoro all’Università di Heidelberg, in Germania, è stata assunta presso l’Università di Pisa, dove lavora tuttora in un laboratorio di ricerca.

Dal 2017 ha realizzato diverse mostre personali e partecipato a una serie di collettive tra Pisa, Lucca e Pietrasanta, tra cui Circuito Off We Love PH a Lucca nel 2019. Figura tra gli artisti segnalati dalla giuria del Premio Combat 2021 per la pubblicazione sul relativo catalogo con il trittico “Sensuousness”. Una selezione di immagini del progetto “Heaven” le è valsa una Honorable Mention al PX3 – Prix de la Photographie, Paris 2021. Finalista al Tokyo International Foto Awards 2021 per la categoria “Portfolio” come professionista.

A partire dal 2018 ha avviato interessanti collaborazioni con altri artisti visivi che l’hanno vista passare facilmente dalla documentazione fotografica delle loro opere ad una lettura fotografica più personale delle stesse, all’organizzazione di mostre e progetti installativi sul territorio, al contributo creativo e concettuale a nuovi progetti, alla redazione di testi critici. In particolare, ha curato nel 2019 la personale di Roberto Ghezzi “Naturografie. Racconti d’acqua e di terra” presso il Museo di Storia Naturale dell’Università di Pisa. Nel 2020 ha curato la personale di Lorenzo Malfatti “Ὠκεανός (Okeanós)” presso la galleria d’arte Barbara Paci di Pietrasanta e redatto il testo critico per il catalogo: una collaborazione in cui ha unito le sue competenze di biologa alla sensibilità estetica ed artistica.

Le fotografie di Paola Iacopetti vanno oltre il dato visibile, seppure esso resti spesso riconoscibile, in una ricerca che è estetica e spirituale al contempo. Il suo sguardo esplora l’intimo di un fiore, di un’opera d’arte o di un paesaggio per cogliere quelle forme, sfumature di colore, suggestioni che le risuonano dentro: ogni progetto fotografico è il resoconto di un viaggio in un territorio nuovo, in un angolo di quello che chiama “il Giardino dell’Anima”.

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