AGRICOLTURA, GABURRI (FI): “SERVE RECOVERY PLAN PER SETTORE”

“Nel corso della informativa in aula a Montecitorio, del Ministro Patuanelli sulla crisi ucraino – russa e i suoi effetti sul settore primario del Paese Forza Italia ha sottolineato come si renda immediatamente necessario un progetto comune europeo per garantire maggiore efficacia alle iniziative a sostegno del mondo agricolo”.  Così in una nota l’avv. Roberta Gaburri, responsabile per il dipartimento agricoltura provinciale di Forza Italia Mantova.

E’ altresì necessario – prosegue Gaburri- un nuovo patto tra i 27 stati membri Ue che replichi l’efficace risposta data alla pandemia con il Recovery Plan. Serve un Recovery Plan per l’agricoltura, già proposto in Ue da Antonio Tajani, insieme a misure dedicate all’accoglienza dei profughi ucraini e maggiori investimenti per garantire la difesa da aggressioni militari. L’Italia, come tutti i paesi Ue, deve conquistare l’autosufficienza alimentare, impossibile considerando le sole possibilità produttive dei singoli Stati membri, adottando modifiche normative nazionali e europee che ne favoriscano il raggiungimento”.

“Sempre oggi in aula a Roma, l’on. Nevi rispondendo al ministro, per Forza Italia ha premesso l’apprezzamento per le norme che consentono la ristrutturazione dei mutui agrari, l’introduzione del credito d’imposta, la decisione in merito al digestato e gli aiuti per 500 mln euro di cui 50 circa per l’Italia. Tuttavia, Forza Italia ha sottolineato attraverso il proprio capogruppo della Commissione Agricoltura, che tale intervento deve considerarsi iniziale e allo stesso vada aggiunto una vera risposta Europea, con un piano complessivo economico  che Forza Italia ha presentato nei giorni scorsi sotto il titolo “Re food EU” spiega l’esponente provinciale azzurra. 

“La politica Pac della UE e della Farm to Fork  – conclude Gaburri – in sintonia con quanto dichiarato in aula dal capogruppo della commissione Agricoltura On. Nevi – vanno non solo sospese ma vanno completamente riviste, riscritte e ne vanno rivisti gli obbiettivi, al fine dì tenere conto dei drammatici e radicali cambiamenti in atto e della crisi in atto a seguito dì pandemia e crisi russo – ucraina”.

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