Strategia regionale #Plastic-freER: lo stato di salute del polo petrolchimico di FERRARA e nuove tecnologie “green” in un accordo tra Regione e Università di Ferrara

Una collaborazione con l’ateneo ferrarese che mette al centro lo stato di salute del polo petrolchimico di Ferrara, i rapporti con le altre filiere – prime fra tutte automotive, tessile, costruzioni e biomedicale -, i progetti di efficienza energetica e la spinta verso tecnologie “green”.

Un’intesa approvata dalla Giunta regionale definisce la collaborazione tra Regione e Università di Ferrara, con il contributo dei dipartimenti di Scienze chimiche, farmaceutiche e agrarie e di Economia a management, per approfondire le prospettive di innovazione e sostenibilità del polo petrolchimico ferrarese.

Oggetto dell’accordo è la realizzazione di uno studio tecnico-scientifico sul settore della chimica e delle materie plastiche a livello regionale ed europeo, focalizzando le attività presenti nell’area del petrolchimico di Ferrara. Lo studio si occuperà anche di descrivere i rapporti tra le attività produttive presenti e le altre filiere del territorio regionale quali l’automotive, il tessile, le costruzioni e il biomedicale; restituire un quadro sulle esperienze di innovazione delle tecnologie produttive e dei materiali, e sull’efficientamento energetico del polo.

“La Regione- spiega l’assessore allo Sviluppo economico, Vincenzo Colla– riconosce il valore del settore della chimica nell’ambito del proprio sistema produttivo e ne sostiene gli investimenti in ricerca e sviluppo. Uno dei nostri obiettivi, lo ricordiamo, è consentire la trasformazione della filiera verso prodotti e processi sempre più sostenibili. Da qui la scelta di uno studio sul territorio ferrarese e sulle specificità del suo polo”.

L’accordo consentirà inoltre di dare rilievo alle professionalità della chimica sostenibile e all’economia circolare, fornendo elementi di conoscenza utili ad individuare le traiettorie regionali di sviluppo del settore e della filiera delle materie plastiche, in coerenza con le strategie dell’Unione europea, oltre a sostenere il processo di adesione della Regione Emilia-Romagna al Ecrn, Associazione European Chemical Regions Network.

L’Ecrn, rete europea delle Regioni per la chimica, raggruppa territori dalle Fiandre in Belgio alla Lombardia e all’Emilia-Romagna, dalla Sassonia-Anhalt in Germania a Groninga nei Paesi Bassi; regioni dove l’industria chimica occupa un posto cruciale nello sviluppo dell’economia e che investono e fanno ricerca nel settore.

“La nostra adesione all’Ecrn- conclude Colla- è finalizzata a contribuire alla costruzione e al rafforzamento di ‘catene’ europee, sostenibili e competitive, favorendo lo scambio di buone pratiche e competenze. Motivo per cui anche l’Emilia-Romagna ha scelto di aderire a quest’associazione internazionale, che lavora per un’industria chimica competitiva, sostenibile e innovativa. Tutto questo attraverso la cooperazione e le “azioni congiunte” dei suoi membri”.

La chimica in Emilia-Romagna e la realtà ferrarese
I riferimenti dell’accordo con l’università di Ferrara sono il Programma Regionale Attività Produttive che individua lo sviluppo dei sistemi produttivi locali tra i propri obiettivi e interventi in materia di attività produttive industriali, il Patto per il Lavoro e per il Clima che individua, tra gli altri, la transizione ecologica come uno degli obiettivi strategici per lo sviluppo, la strategia regionale #Plastic-freER approvata a novembre 2019, la Strategia di Specializzazione Intelligente (S3) 2021-2027 della Regione, il Patto per il Lavoro ed il Clima-focus Ferrara sottoscritto a dicembre 2021 al cui interno si delinea un progetto di rilancio e sviluppo economico, sociale e produttivo del territorio ferrarese in coerenza con quanto delineato nel Patto per il Lavoro ed il Clima regionale, nonché l’Accordo Quadro siglato nel 2021 tra Regione e Atenei emiliano-romagnoli per attività di collaborazione scientifica in alcuni ambiti tra cui quello ambientale.

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