Appuntamenti di POSTUMIA, Domenica 1° Gennaio: La nostalgia del paesaggio padano con la proposta di dedicare un monumento alle sue donne

Anno nuovo, miti nuovi? La permanenza della memoria della civiltà contadina, tra elegia, dramma e forza identitaria, la nostalgia porta al suggerimento di dedicare un monumento alle sue donne.

DOMENICA 1° GENNAIO 2023 alle ore 16:00 a Gazoldo degli Ippoliti in Rocca Palatina, sede di Postumia, l’argomento verrà illustrato dal prof. Carmine Lazzarini.

Spiega Nanni Rossi, direttore artistico di Postumia. – “Sarà Carmine Lazzarini ad affrontare il tema della nostalgia del paesaggio padano (“abbiamo tutti bisogno di miti”), nonostante ad esso si accompagnasse il ricordo di tanta fatica e di tanta povertà. In questo contesto che con lui andremo a ripercorrere, un accento particolare spetterà al ruolo che vi svolsero le donne, tanto da non apparire peregrina l’idea (e la proposta) di dedicare a loro, da parte di Postumia, un monumento”.

< … Perché terribile era, rispetto ad ora, la condizione femminile…Per quante ore lavorava una donna?  Dalla mattina alla sera, sempre, spesso anche di notte. La vita delle donne era scandita ancor prima dell’alba, quando si alzavano per preparare la colazione al marito, ai figli, magari all’anziano non più autosufficiente. Poi seguivano tutte le incombenze, della casa, della famiglia, della cascina. Cucinare per tutti, rimediando qualcosa anche quando non c’era più niente; lavare, stirare, cucire, rattoppare e rammendare, perché nulla doveva essere buttato, tutto usato e riadattato, passato da generazione in generazione, dai figli grandi ai nuovi nati, fino all’estrema usura… L’assistenza al parto in famiglia o tra vicine, curare chi stava male, fare la veglia ai morti… Andare in chiesa a pregare anche per il marito e i defunti, per i quali si teneva il lutto per anni… I bambini erano immersi in tutto ciò: dormire con la nonna ammalata, vedere il nonno o lo zio morire era normale. Adesso le tappe dell’esistenza in vita, la sofferenza, la morte sono lontane, all’ospedale o all’ospizio, espulse dalla quotidianità. Per le nuove generazioni un danno emotivo irreparabile…>

CARMINE LAZZARINI, nato e cresciuto ad Isola Dovarese è castiglionese, e quindi mantovano, dal 2014. Era stato sindaco di Castelverde (CR) per due mandati (2006/2014) ed ha insegnato per più di trent’anni Italiano e Storia nelle scuole superiori di Cremona. Laureato in filosofia, da 20 anni collabora con Duccio Demetrio sull’approccio autobiografico all’educazione e alla ricerca. Pedagogista, esperto in problematiche educative e del mondo giovanile, è stato coordinatore nazionale del Festival di Anghiari “Città e paesi in racconto”. Ha collaborato con l’Università di Parma, con la Casa della Cultura di Milano e con le strutture sanitarie, ospedaliere e territoriali, di Cremona. Intellettuale a tutto tondo, è pubblicista e scrive libri, saggi e tiene conferenze.

L’appuntamento d’inizio anno alla Postumia, sarà un amarcord che certamente andrà a toccare la nostra personale memoria, il nostro vissuto, con il grande aggiuntivo pathos e con l’intelligente commento musicale de I PIÖCC (PICCOLA ORCHESTRINA CANTASTORIE CASTELLANI).

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