«Per me che scrivo l’isolamento è benedetto» «Quando leggo non sono mai sola».
Venerdì 24 marzo, alle ore 18:30, Grazia Verasani presenterà il suo nuovo libro “Solitudini. Uno status del XXI secolo” (Oligo Editore) in un incontro intitolato ‘Il venerdì con lo psicoanalista’. L’autrice dialogherà con Filippo Marinelli, psicoanalista, e Alberto Sebastiani.
L’iniziativa è realizzata in collaborazione con il Centro Psicoanalitico di Bologna.
«Viviamo soli e moriamo soli, tutto il resto è regalo» recita Clint Eastwood. Per Grazia Verasani la solitudine è una condizione fondante la vita umana, e nel XXI secolo lo è ancor di più. Accompagnati da Pavese, Schopenhauer, Ovidio, Gianni Celati, Emily Dickinson, Cioran e Saramago, coglieremo la duplice valenza della solitudine, che per l’artista è strumento del mestiere e osservatorio per scrutare le vite altrui e assorbirne le solitudini.
«Per me che scrivo l’isolamento è benedetto» «Quando leggo non sono mai sola»
Grazia Verasani vive a Bologna. Ha iniziato a scrivere incentivata da Gianni Celati, Roberto Roversi, Tonino Guerra e Stefano Benni. Dal suo noir d’esordio Quo vadis baby? (Mondadori 2004) il regista premio oscar Gabriele Salvatores ha tratto l’omonimo film e prodotto la serie tv Sky. Sono seguiti libri di successo per Feltrinelli, Giunti, La Nave di Teseo e Marsilio, che ha pubblicato Come la pioggia sul cellofan (2020) e Non ho molto tempo (2021, memoir dedicato all’amico Ezio Bosso). Tra le opere teatrali segnaliamo From Medea-Maternity Blues (Sironi, film nel 2012 per la regia di Fabrizio Cattani, presentazione alla Mostra del Cinema di Venezia, premio per la miglior sceneggiatura al BIF festival, Nastro d’argento e due Globi d’oro) e tra le collaborazioni TV la sceneggiatura della docufiction Amati Fantasmi (Rai5, 2021).

