Antichissima Fiera delle Grazie e 49° Incontro Nazionale dei Madonnari 13-14-15-16 agosto a Grazie di Curtatone

L’edizione 2023 dell’Antichissima Fiera delle Grazie si svolgerà a Grazie di Curtatone (MN) da domenica 13 a mercoledì 16 agosto 2023.

Nel corso della fiera si terrà anche il quarantanovesimo incontro internazionale dei madonnari, che prevede l’arrivo di numerosi artisti del gessetto, che daranno vita alle loro opere nel piazzale del Santuario della Beata Vergine delle Grazie nella notte tra il 14 e il 15 agosto e nella giornata di Ferragosto, per vincere l’ambito premio “Gessetto d’Oro”.

Fa da cornice a questo insolito mix di arte e cultura, la sagra locale con le sue bancarelle, molte delle quali gastronomiche, eventi, fiera mercato, luna park e fuochi d’artificio, ma il suo momento clou, come da tradizione, sarà nella notte fra il 14 e il 15 agosto e nel giorno stesso di Ferragosto, quando il piazzale del Santuario sarà gremito dai colori delle opere di oltre 200 Madonnari provenienti dall’Italia e dall’estero.

Non mancheranno gli ingredienti che da sempre rendono unica la Fiera, come ad esempio il famoso cotechino delle Grazie, dove gli avventori arrivano in barca dal Mincio e si fermano a mangiare nelle trattorie e stand offrendo piatti del territorio davvero squisiti.

La tradizione del panino con il cotechino 

Dell’antichissima Fiera della Madonna di Grazie esprime una tradizione non solo per quel che concerne l’aspetto collegato alla spiritualità e alla religiosità, ma vi sono anche sul versante laico dell’evento, elementi che la caratterizzano sia sul versante gastronomico e sia su quello puramente commerciale.

Andando con ordine il turista o il pellegrino che arriva nel borgo rivierasco di Curtatone sa già che non può andare a casa prima di aver gustato un prodotto tipico del territorio virgiliano, il cotechino, che per le sue caratteristiche organolettiche si predilige mangiare nel periodo invernale.

Questo insaccato di maiale però riesce ad esprimere tutti i suoi sapori e aromi anche quando il sole fa sentire con forza la sua presenza.

A Grazie poi, il cotechino viene proposto in una formula che da sempre ha trovato non solo tra i buongustai ampi consensi ovvero inserito in un robusto panino oppure abbinato con polenta abbrustolita, o nel risotto e perché no, anche servito da solo. Lo si può consumare sin dalle 5 del mattino, come colazione, fino ad arrivare alla cena o allo spuntino di mezzanotte.

I pentoloni delle cucine delle Trattorie e degli ambulanti bollono ininterrottamente dalla mattina a tarda sera del prodotto tipico locale nonché ghiottoneria di solida tradizione, simbolo dell’Antichissima Fiera delle Grazie che ha il suo culmine nel giorno di Ferragosto, confermando il maiale come re assoluto della tavola mantovana.

La ricetta estiva si differenzia dal classico cotechino del periodo invernale: è un insaccato più magro, dal gusto aromaticamente più delicato e meno salato, tutto ciò perché il caldo amplifica gli aromi e pur mantenendo intatta la consistenza morbida e collosa, è più piacevole da mangiare.

La tradizione del mastello di plastica

Sul fronte commerciale ha preso forma nel secolo scorso e forse anche prima una sorta di usanza abbinata alla fiera; in particolare a ribadire questo concetto sono le persone anziane e si sa che quello che suggeriscono “i nostar vec” (nostri vecchi) molto spesso è la saggezza della sincerità e della genuinità.

Un’usanza che si è fortemente radicata nella cultura delle persone, non solo di quelle mantovane, ma anche di quelle che provengono da tutti i territori d’Italia e che sono solite frequentare questa manifestazione.

Una tradizione che si traduce in una frase che si sente riecheggiare molto spesso girando tra i banchetti del mercato della fiera: “comperiamo il mastello della nonna?”.

Come mai tutti hanno rotto i secchi e i mastelli? No.

La risposta è di una semplicità disarmante: “perché porta bene, perché è benedetto dalla Madonna. Ha il “potere” di trasmettere positività nell’abitazione che l’accoglie per tutto l’anno”.

Perché allora il mastello o il secchio e non altri utensili che si è soliti usare tra le mura domestiche?

Questo non è dato a sapere quel che è certo e consolidato nel tempo è che chi visita i vari angoli della manifestazione graziese, a qualsiasi generazione appartenga, non riesce a fare a meno di soffermarsi negli stand che propongono prodotti in plastica per la casa, per il vivere quotidiano.

Si aggiunga a ciò il fatto che “mastello” o “mastella“, come riporta il dizionario Zanichelli, deriva dall’antico greco bizantino “mastos” che significa oggetto a forma di mammella. Si può, pertanto, ipotizzare che la tradizione beneaugurale di comperare una mastella alla Fiera della Madonna delle Grazie derivi dal fatto che ci si impossessa di una sorta di simulacro del seno di Maria visto come apportatore di ricchezza e abbondanza.

Sempre rimanendo in ambito ipotetico si può vedere una relazione tra i seni che ornano l’interno del Santuario con l’oggetto che viene acquistato dai fedeli che vi si recano in pellegrinaggio o, per arrivare ai giorni nostri, in visita turistica.

Brevi cenni storici dell’Antichissima fiera delle Grazie e del Santuario

Era l’11 agosto 1425 infatti quando Gian Francesco Gonzaga, marchese di Mantova, con una grida dichiarò il piazzale antecedente il Santuario della Beata Vergine delle Grazie luogo di “libero mercato di merci”. Da allora, ogni Ferragosto, viene allestita “La Fiera delle Grazie” un connubio tra sacro e profano, che costituisce un enorme laboratorio artistico all’aperto e un forte richiamo tradizionale per la gente del posto.

Ancora oggi è frequente l’usanza di raggiungere a piedi il Sagrato delle Grazie, proprio nei giorni di Ferragosto fin dalle prime luci del giorno, come voto alla Madonna o dopo aver ricevuto una grazia. La Fiera delle Grazie però è anche bancarelle, giostre, spettacolo pirotecnico e il tipico appuntamento col cotechino (mangiato anche alle prime ore dell’alba dai pellegrini/visitatori), è quindi su tutti i fronti un incontro genuino tra fedeli, curiosi, devoti, tradizione e entusiasmo popolare, un po’ come la basilica che la ospita.

Il Santuario della Beata Vergine delle Grazie è una chiesa di stile gotico lombardo, dedicata alla Beata Vergine Maria, e sorge nella piccola frazione “Le Grazie” del Comune di Curtatone a 5 km da Mantova. Edificata su un ampio piazzale, la basilica sovrasta e si affaccia sulle acque palustri del Mincio creando un’atmosfera suggestiva per le numerose delegazioni di turisti e fedeli devoti alla Madonna.

Le origini della chiesa sono da connotare addirittura al 1200; nella località allora chiamata Prato Lamberto su di un piccolo promontorio emergente da un dedalo di flora e canne lacustri, sorgeva un altarino con l’immagine della Madonna col Bambino a cui i pescatori del lago e i contadini erano particolarmente devoti. La devozione della gente della zona era antica e ben consolidata, in quei tempi l’ambiente lacustre era sì fonte di sostentamento ma anche di lavoro pesante, stenti e malattie, superstizioni e paure, la forza della fede era quindi di conforto, e quella cristiana era solo successiva a quella anteriore per le divinità e forze della natura. Dal piccolo altare, nel corso degli anni, venne edificato un sacello con una cappella votiva per proteggere l’immagine sacra dalle intemperie. Col crescere della struttura architettonica, crebbe anche l’interesse per questa immagine miracolosa, diffondendo la sua “fama” per tutto il territorio limitrofo.

GB (ph di Paolo Biondo e web)

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