“Ri…Tratti di un Bosco”. A Bosco Fontana le fotografie di Marisa Spiller: inaugurazione sabato 16 settembre

Sabato 16 settembre alle ore 10.30 presso la Palazzina Gonzaghesca di Bosco Fontana si terrà l’inaugurazione di “Ri…Tratti di un Bosco”, mostra fotografica di Marisa Spiller.

Alla cerimonia interverranno Anna Volpi, fotografa e presidente della Biennale della Fotografia Femminile, Massimiliano Boschini, vicesindaco di Marmirolo e assessore alla Cultura, e il maresciallo ord. Gianfrancesco D’Ambrosio, Comandante del Centro Nazionale dei Carabinieri Biodiversità di Bosco Fontana. L’evento è organizzato dal Gruppo Fotografico La Ghiacciaia in collaborazione con il Comune di Marmirolo e il Centro Nazionale Carabinieri Biodiversità Bosco Fontana.

La mostra resterà aperta al pubblico sabato 16 e domenica 17 settembre e sabato 23 e domenica 24 settembre dalle ore 10 alle ore 18 e giovedì 21 settembre e giovedì 28 settembre dalle ore 9 alle ore 17.30. L’entrata è libera e gratuita.

“La tecnica del mosso creativo – afferma Marisa Spiller, fotografa roverbellese iscritta al Gruppo Fotografico La Ghiacciaia – nasce sostanzialmente nei primi del Novecento, dove più tardi acquisirà un valore artistico nell’ambito del pensiero futurista. Il mosso  creativo, si distingue dal mosso che può nascere scattando una foto con una messa a fuoco incerta, dall’utilizzo di una precisa tecnica e dagli effetti grafici voluti. L’intento di questa mostra è anche  quello di esprimere un concetto di  fotografia  che va più verso una dimensione pittorica, facendo eco all’arte degli impressionisti. Fotografare significa letteralmente “dipingere con la luce” e il mosso creativo, a mio avviso ne è la massima espressione. Vengono mantenute le regole della composizione e modulate le linee del soggetto che si fondono  nel colore. Fondamentale oltre alla fase di scatto è poi il  lavoro di post produzione che permette di togliere la quantità di luce necessaria in fase di scatto ma che rende  l’immagine poco intellegibile, una volta che viene poi sviluppata. Credo sia importante sottolineare come la fotografia non è mai la rappresentazione fine a se stessa della realtà, bensì sta ad indicare quello che  con uno scatto si coglie in quel momento, di un soggetto, di una situazione e s’intende fermare con un fotogramma. Ho scelto di non usare titoli né didascalie per ogni singola foto perché sono dell’idea che meno parole si utilizzano per spiegare uno scatto, più siamo liberi di dare una nostra interpretazione  che  sarà sempre e comunque diversa perché nostra, da quella dell’autore”.

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