Inaugurazione dei nuovi depositi del Museo Civico Polironiano di Sam Benedetto Po

Il chiostro dei secolari, come indica il nome, era destinato all’accoglienza delle persone che arrivavano nel monastero, nella fattispecie poveri e pellegrini.

Essi venivano accolti dal monaco ospitalario e dall’abate, le uniche persone che potevano entrare in contatto con i forestieri.

Al piano terra vi erano spazi per la refezione, mentre al piano superiore i dormitori.
I recenti restauri sulle superfici murarie hanno fatto emergere le firme che questi visitatori hanno lasciato sulle pareti.

Dopo la soppressione del monastero avvenuta nel 1797, gli ambienti vennero utilizzati a fini militari, successivamente come abitazioni, infine adibiti nella seconda metà del Novecento a scuola di avviamento professionale e in seguito fino al 2001, come sede dell’Istituto Professionale dell’Agricoltura.
Dopo il trasferimento della scuola presso la frazione di Villa Garibaldi, gli spazi sono stati destinati a deposito delle collezioni del Museo Civico Polironiano.
Gli oggetti hanno trovato quindi collocazione negli ambienti prima destinati ad aule e laboratori della scuola.

A seguito del sisma del 2012 tutta la zona dei depositi è stata interessata da importanti interventi di messa in sicurezza di tutti gli ambienti, in particolare dei corridoi, con posizionamento di impalcature sia al piano superiore che al piano inferiore (puntelli in legno) e di alcune stanze su via Dugoni (zona sovrastante l’ufficio postale), con collocazione di tiranti e puntelli.
Questi interventi hanno considerevolmente ridotto gli spazi e limitato negli ultimi anni le attività connesse alla valorizzazione dei materiali in deposito.

E’ stato quindi possibile intraprendere gli improrogabili lavori di adeguamento sismico, restauro e adeguamento impiantistico grazie ai seguenti finanziamenti:
per il primo stralcio:

  • € 400.000,00 fondi propri bilancio
  • € 200.000,00 fondi di Regione Lombardia, direzione cultura, Fondo di rotazione
    per il secondo stralcio:
  • contributo di € 2.517.720,63 quali fondi della Struttura Commissariale post-sisma 20 e 29 maggio 2012 ai sensi del D.L. 74/2012 e delle Ordinanze del Presidente della R.L. n. 459 del 29/01/2019 e n. 774 del 13/06/2022;
  • € 150.000,00 finanziati con fondi propri del bilancio comunale.

Il progetto ha previsto il recupero del percorso circolare, prima interdetto dalla presenza di numerose stanze adibite a zone di servizio e inaccessibili al pubblico, e fruire quindi dei corridoi nella loro interezza.

Il percorso museale prosegue quindi nei nuovi ambienti, con un allestimento che valorizza la collezione di teatro di figura, per la prima volta interamente visibile al pubblico.
Di grande suggestione anche la zona adiacente la sagrestia, con finestre che permettono di ammirarla dall’alto; qui è stata allestita una mostra che illustra le dipendenze del monastero di San Benedetto in Polirone in tutto il nord Italia.

Negli altri due lati superiori del chiostro, trovano collocazione le stanze con gli oltre 13000 oggetti delle collezioni museali, che saranno via via ricollocati in maniera funzionale, a seconda delle specifiche esigenze conservative, su nuove scaffalature, armadi e rastrelliere antisismiche.

I depositi, resi funzionali e accessibili, costituiranno il naturale proseguimento del percorso di visita museale in particolare per gruppi scolastici, studiosi e per un pubblico più ampio in determinate occasioni, che saranno calendarizzate annualmente.

La sistemazione in un unica sede di tutti i materiali delle collezioni consentirà un constante e puntuale controllo dello stato di ogni oggetto e la conseguente programmazione di interventi conservativi.
Gli spazi dedicati alla consultazione banche dati, prima non presenti, permetteranno di compiere ricerche direttamente sul posto, di aggiornare in tempo reale l’inventario e serviranno come punto di appoggio per campagne fotografiche o di catalogazione.

Il riordino degli ambienti faciliterà tutte le operazioni relative alla conservazione del patrimonio, allo studio e alla ricerca, alla movimentazione degli oggetti, all’allestimento di mostre temporanee.

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