Da Adamo ed Eva ad Einstein. Ebraismo e identità dell’Occidente – Ultimo incontro sulla Cultura ebraica a cura di Man Tovà

MANTOVA – Per celebrare il decimo anniversario della fondazione, nel 2013, dell’associazione di cultura ebraica “Man Tovà – La città della manna buona”, gli organizzatori del ciclo di incontri “Ebraismo al sesto giorno” propongono un evento speciale polifonico: a quattro voci.

L’appuntamento, intitolato “Da Adamo ed Eva ad Einstein. Ebraismo e identità dell’Occidente”, è per venerdì 17 novembre alle ore 21 presso l’Aula Magna del Liceo “Isabella d’Este” in via Giulio Romano 13, a Mantova. L’iniziativa è organizzata in collaborazione con il Comune di Mantova e la Fondazione Franchetti.

Nella prima parte dell’incontro, Stefano Patuzzi (presidente di Man Tovà) e Andrea Ranzato dialogheranno in merito al ruolo che, nei suoi tre millenni di storia, la cultura ebraica ha avuto via via nella definizione dell’identità culturale dell’Occidente, partendo appunto dalla Bibbia–da Genesi all’Esodo, dai Salmi al Cantico dei cantici–per approdare a una triade (Freud, Einstein e Schoenberg) che delineò sul nascere certa parte della fisionomia del Novecento. Basti pensare, quanto alla Bibbia ebraica, all’enorme peso specifico della narrazione della creazione del mondo, all’inizio di Genesi, o all’espressione “in principio”, diventata di uso universale, oppure all’immagine potente (anche da un punto di vista cinematografico, e ricchissima di diramazioni) del passaggio del Mar Rosso. Oppure alle immagini che sgorgano dai Salmi (“Il Signore è il mio pastore”, “Alzo gli occhi verso i monti”) o a quelle amorose che caratterizzano il Cantico dei cantici, i cui passi sono utilizzati spessissimo, in ambito cristiano, nelle celebrazioni dei matrimoni così da definire il momento di festa e celebrazione.

Nella seconda metà dell’incontro, Giorgio Pavesi e Roberto Grossi interverranno poi su aspetti specifici: Pavesi, sugli apporti ebraici (fra Quattro- e Novecento) al mondo dello spettacolo e delle arti performative (danza, musica, teatro) e il modo in cui il mondo ebraico individuò in queste discipline uno spazio di dialogo e di confronto con la cultura maggioritaria cristiana; Grossi, sui modi ragionativi ebraici, in specie sul mondo caleidoscopico, complesso, affascinante degli scacchi, le cui dinamiche di pensiero ricordano da vicino quelle del Talmud, l’altro testo sacro dell’ebraismo.

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