La mostra presenta un percorso biografico riassuntivo della vita del grande precursore della corrente espressionista.
Grazie all’ausilio del digitale, si entra nel vivo della carriera pittorica e del privato di Vincent van Gogh, amplificandone la forza comunicativa.






Si presenta come un racconto di formazione sul celebre pittore olandese la mostraVan Gogh Multimedia e la stanza segreta, ospitata dal 27 gennaio al 23 giugno nelle sale del prestigioso Palazzo Dalla Rosa Prati di Parma (Strada Duomo, 7) e prodotta da Navigare srl, con il patrocinio del Comune di Parma, della Regione Emilia-Romagna, con la curatela di Vincenzo Sanfo.
La mostra multimediale prende in esame, attraverso proiezioni in diversi monitor, la vita e le opere del maestro, con la visione in video di molti dipinti e disegni realizzati nel corso della sua esistenza, completata con contenuti riferiti ai periodi artistici vissuti da Van Gogh negli ultimi dieci anni della sua vita.
Le opere a video sono talmente verosimili da fare in modo che l’osservatore possa entrarci dentro e percepire così la trama della tela, i tocchi di colori posati con la spatola, la composizione ricercata, studiata, dove l’apparente caos ha dato luogo a quel cosmo fantastico e immaginifico che ha reso Vincent Van Gogh eterno e vivo nella storia di ognuno di noi.
La sala degli oculus consente di immergersi nel suo mondo con la realtà virtuale.
La stanza segreta raccoglie una selezione di opere: dipinti, disegni, opere grafiche e sculture, che raccontano il vissuto di van Gogh, gli incontri, le collaborazioni, i percorsi, che hanno ispirato la sua pittura e il suo particolare modo di vedere l’arte.
Sono presenti, quindi, in questo spazio, i suoi maestri e le sue amicizie parigine. Tra i primi, meritano sicuramente un posto d’onore Anton Mauve, Rodolphe Julian, Fernand Cormon, fonti di ispirazione che indussero il pittore olandese a seguire il colorismo di Meissonier, la poetica di Jean François Millet, di Constant Troyon, di Jean Charles Daubigny e la tecnica di Adolphe de Monticelli.
Le amicizie parigine ebbero, invece, un’influenza decisiva su van Gogh, facendogli scoprire un nuovo modo di dipingere e di rappresentare il mondo. Rientrano in questa cerchia Henri de Toulouse-Lautrec, Louis Anquetin, Jean George Jeanniot ma, soprattutto, Émile Bernard e Paul Gauguin. Tra questi spicca, infine, la figura del dottor Gachet, in arte van Ryssel, che, diagnosticato il male di vivere di van Gogh, cercherà di trovare per lui una cura, una via d’uscita dal buio della sua mente.
- Alcune delle opere esposte nella stanza segreta
Olandese e cugino acquisito di Vincent van Gogh, il pittore Anton Mauve (1838-1888) futra i maggiori esponenti della scuola dell’Aia ed esercitò sul Maestro grande influenza dal punto di vista artistico, trasmettendogli le basi sia del colore ad olio, sia quelle dell’acquarello. Molte delle opere di van Gogh risentono di ispirazioni tratte dai dipinti di Mauve, tanto nelle impostazioni di fondo quanto nella struttura delle composizioni.
Nella stanza segreta è possibile ammirare l’acquerello su carta Paesaggio olandese (1875 circa)in cui Mauve dipinge un delicato orizzonte che si staglia al largo di un rarefatto paesaggio olandese.
Rodolphe Julian e l’Académie Julian
Acqueforti per il libro, Ompdrailles le Tombeau des Lutteurs di Leon Claudel 1879, ed A. Cinqualbre
Unico libro illustrato da Rodolphe Julian che parla di Ompdrailles, famoso invincibile lottatore, soprannominato per la sua forza Tombeau des lutteurs. Il libro editato nel 1879 è un esempio della capacità di sintesi del segno di Julian che, in queste acqueforti, rivela il suo amore per la classicità, dando alla figura del lottatore Ompdrailles caratteri e pose classicheggianti e venate da una velata omosessualità.
Fondatore de L’Academie Julian, nel 1867 a Parigi, Rodolphe Julian, modesto pittore, ma dotato di grande intuizione, aprì uno spazio denominato Academie, principalmente dedicato agli artisti stranieri, che all’epoca arrivavano numerosi a Parigi e che, non conoscendo bene la lingua francese, non potevano accedere all’ Ecole des Beaux-Arts.
Julian, mise a disposizione degli artisti modelle e modelli ma soprattutto spazi, in cui gli artisti potevano dipingere, come e cosa volevano, senza interferenze di alcun genere.
Da Julian approdarono molti artisti che poi diverranno famosi, tra cui, Vincent van Gogh, Paul Serusier, Félix Vallotton, Ignacio Zuloaga, Émile Bernard, Henry Matisse, Jean Dubuffet, Marcel Duchamp e molti altri.
L’Academie Julian divenne famosa anche perché apri le sue porte alle donne, che a quel tempo, non potevano essere ammesse all’Ecole des Beaux Arts e, soprattutto, non potevano accedere ai corsi di nudo.
Fernand Cormon (1845-1924), è presente nella mostra di Parma con l’olio su tela Infermiera in preghiera del 1914, opera poco conosciuta del maestro di van Gogh, di Toulouse-Lautrec, di Bernard, di Matisse e di molti altri artisti. Dedito soprattutto a soggetti legati alla Preistoria e a temi tipici invece dell’Orientalismo, si interessò anche alla pittura a tema religioso come nel caso dell’infermiera in preghiera per lo scoppio della Prima Guerra Mondiale, il cui candido velo si staglia su un cielo plumbeo. Alcuni tra i suoi capolavori, tra cui Caino, furono ispirati ai poemi di Victor Hugo.
Tra gli artisti più ammirati da van Gogh, anche il marsigliese di origini italiane Adolphe Joseph Thomas Monticelli (1824-1886). I fiori e i girasoli dell’artista olandese hanno molti debiti nei confronti di questo pittore poco conosciuto malgrado la grande originalità delle sue ricerche. Appartenente alla generazione precedente a quella degli Impressionisti, non conobbe mai Van Gogh, ma la sua tecnica pittorica influenzò tanto quella di van Gogh quanto quella di Matisse.
Artista piuttosto isolato, coltivò la predilezione per paesaggi e personaggi femminili, soprattutto eroine mitologiche, presenti anche nell’opera qui esposta nell’olio su tela Femmes dans une parc.
Del neoimpressionista Émile Bernard (1868-1941), grande innovatore della pittura europea, e riferimento per tutti gli artisti post-impressionisti, in particolar modo per van Gogh e per Gauguin, che da lui erediterà un’estetica simbolista, l’esposizione di Parma presenta una serie di xilografie acquerellate del 1844. Dopo un primo approccio alla tecnica puntinista di Seurat, Bernard si dedicherà al Sintetismo sperimentando la tecnica del cloisonnisme: colori intensi racchiusi in nette linee di contorno nere che rimandano al filo di piombo delle vetrate medievali. Gettò quindi le basi per una nuova arte lontana dal ritrarre meticolosamente la realtà, come fino ad allora in uso tra gli Impressionisti.
Di Paul Cézanne (1839-1906) si conoscono poche opere grafiche: circa cinque acqueforti e quattro litografie. Di queste, la stanza segreta ospita la preziosa acquaforte. La maison du docteur Gachet. Paysage a Auvers (1873). L’opera, considerata un piccolo capolavoro dagli appassionati, non solo rappresenta uno studio per il successivo lavoro su tela, ma testimonia anche la grande forza espressiva dell’artista che in alcuni casi, come questo, va ben oltre la descrizione impressionista, aprendo lo sguardo verso direzioni che portano ad intuire la nascita dell’Espressionismo e la futura rivoluzione di stampo picassiano. Come van Gogh, anche Cézanne fu amico del medico, artista e collezionista d’arte Gachet e nella sua casa ad Auvers-sur-Oise soggiornò tra il 1872 e il 1874. In questo periodo il medico e l’artista instaurano una proficua collaborazione. Il medico sarà tra i primi estimatori del talento di Cézanne divenendone fin da subito collezionista.
Di Paul Gauguin (1848-1903) la mostra propone 6 opere, 5 incisioni e una scultura in terracotta, in cui figura anche la xilografia tahitiana Pape Moé ((1894).L’artista francese, per un periodo amico di van Gogh sino al leggendario quanto violento litigio ad Arles, instaurò una relazione profonda con la cultura polinesiana, tanto da trasferirsi definitivamente nella Polinesia francese nel 1895, prima a Tahiti e poi nelle Isole Marchesi.
Henri de Toulouse-Lautrec (1864-1901) è presente in mostra con 2 disegni: Carrozza con cavalli e Figura a cavallo e studio di volto. Intenso e duraturo fu il rapporto di amicizia tra Vincent ed Henri. I due si conobbero nell’Atelier Cormon, insieme ad altri pittori. Di carattere chiuso, van Gogh non legò facilmente con tutti, ma con Toulouse-Lautrec instaurò un’amicizia esclusiva, condividendo anche molte idee, in particolare sull’importanza del ritratto nell’approfondire la realtà umana attraverso la pittura. Non a caso, Toulouse-Lautrec, proprio nel periodo di formazione presso la scuola di Cormon, realizzerà un ritratto di Vincent con la tecnica del pastello su carta oggi conservato al Van Gogh Museum di Amsterdam.
Di Gachet, Vincent scriveva al fratello Theo: “Simpatico ma disturbato quanto me” e ancora “Ho incontrato il dottor Gachet, mi ha dato l’impressione di essere abbastanza eccentrico, ma la sua esperienza di medico lo deve tenere in equilibrio. Sto lavorando al suo ritratto”. Pare sia stato proprio Gachet a consigliare al pittore una sorta di ‘arte-terapia’ e, quindi, a far convogliare sulla tela tutto il malessere dell’artista.

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