L’agricoltura mantovana, tra meccanizzazione, zootecnia e strumenti di adattamento e resilienza del settore ai rischi crescenti del clima; questo è il tema di fondo al centro dell’attenzione di uno studio che stanno svolgendo i responsabili di Azione Mantova affiancati da Caterina Avanza, responsabile nazionale agricoltura per Azione e consigliera politica a Bruxelles per Renew Europe.
Da quanto emerso sino ad oggi dal lavoro compiuto, anche grazie ad alcune visite ad aziende del settore, si è dinanzi ad un momento in cui sta cambiando la consapevolezza della grande trasformazione che interessa il settore agricolo da parte della cittadinanza.
Si è dinanzi, in definitiva a sfide epocali dettate dai cambiamenti climatici, dall’arrivo di nuove specie dannose, dalla transizione del green deal che impatta significativamente e dalle incertezze negli orizzonti di mercato con grandi influenze delle situazioni internazionali.
“Il settore – afferma l’esperta Caterina Avanza – merita un grande lavoro coordinato a tutti i livelli, da Bruxelles fino a quello regionale e locale, per garantire la sovranità alimentare all’unico livello che abbia senso perseguire, quello comunitario. Il comparto primario dovrà trovare misure di resilienza e adattamento al dinamismo del clima e l’attenzione sulle tutele assicurative nei confronti delle avversità è fondamentale per mantenere il sistema sostenibile a fronte delle bordate degli ultimi anni. Non ha senso accusare il sistema Italiano dei Condifesa come ha fatto il ministro prendendosi, poi, i meriti per aver reperito fondi che si sono resi necessari non per inefficienza, ma per un’aumentata incidenza degli eventi calamitosi”.
“Il maggior ricorso alla copertura assicurativa da parte delle aziende – fa notare la responsabile nazionale di Azione per il settore agricolo – ha bisogno di certezze sul lato delle tariffe e delle coperture, tanto più perché è virtuoso sollevando la politica da interventi d’emergenza che non può più permettersi”.
La delegazione mantovana nell’ambito del programma predisposto ha visitato, pure, la Ferrari Growtech, azienda del settore della meccanizzazione innovativa dove si stanno ponendo in essere delle soluzioni per la riduzione della chimica nel suolo; progetti che per il loro rilievo sono da sostenere e incentivare aprendo industria 4.0 alla transizione ambientale.
Richiesta, questa, fortemente voluta dagli imprenditori del settore e alla quale il governo non sta dando risposta.
Negli allevamenti a seguire risalta la vitalità dei progetti per organizzare la filiera e renderla competitiva sui mercati in mezzo alle sfide anche qui dettate dai vincoli imposti dalla PAC.
“La politica comune – ribadisce Caterina Avanza – impatta molto sui nostri territori ed alcune misure del green deal sono palesemente da rivedere perché, pur mantenendo l’obiettivo della de carbonizzazione, che è sacrosanta. Un percorso che a nostro avviso deve essere pensato per non intaccare la produttività e la redditività delle aziende. Condizione, questa, necessaria per quelle innovazioni che le aziende del settore agricolo dovranno sostenere per essere più efficienti ed in equilibrio con l’ambiente. Certamente l’ambientalismo ideologico impatta negativamente sulla capacità delle aziende di produrre, perché punta a spostare le emissioni verso zone del mondo dove si praticano coltivazione ed allevamento meno sostenibili e con l’uso di molecole che da noi sono vietate da decenni”.


