L’esule istriana Italia Giacca incontra gli studenti di Medole in occasione della Festa della donna

Venerdì 8 marzo Festa della donna a Medole questa ricorrenza diverrà, per volontà del Comune, l’occasione per un momento di confronto sul tema delle foibe.

Un incontro, per andare nello specifico, con una donna, Italia Giacca, che ha vissuto sulla sua pelle i drammi dettati della dittatura di Tito nella sua terra d’origine l’Istria.

Un’iniziativa dal forte valore storico, sociale ed umano che si terrà dalle ore 11:00 alle ore 13:00 nel Teatro comunale e sarà riservato in particolare agli studenti delle locali scuole secondarie di primo grado. A dialogare con l’esule istriana vi sarà anche lo storico Manlio Paganella che in apertura illustrerà i vari aspetti inerenti il contesto in cui si svolsero quei tremendi fatti che hanno portato alla scomparsa di numerose persone.

Italia Giacca, nata a Stridone di Portole, è membro dell’esecutivo dell’Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, realtà che riunisce gli esuli di quella terra e che è riconosciuta come la più rappresentativa in ambito italiano. Inoltre è presidente onorarie del Comitato di Padova dell’Anvgd del quale è stata massimo dirigente per dieci anni.

Ora sempre per l’associazione nazionale Venezia Giulia Dalmazia ricopre il ruolo di coordinatrice a livello di Regione Veneto.

“Alla firma del Trattato di Pace – racconta Italia Giacca – avvenuta a Parigi il 10 febbraio del 1947, il padre si trovava a Trieste, dove era rimasto una volta ottenuto il congedo militare ed anche perché “ricercato per italianità” dalle milizie titine e quindi candidato alle foibe”.

L’anno successivo con la mamma, dopo varie richieste, ottiene il permesso di raggiungere il consorte. Così con le due figlie, Italia e la sorella, a piedi s’incamminano verso Trieste.

“A Trieste – ricorda l’esule istriana – ho compiuto l’iter scolastico sino alla laurea in Scienze Naturali. Contemporaneamente ero da un lato impegnata nel Direttivo del Circolo Giovanile dell’Unione degli Istriani, costituitosi sin dai primi arrivi di esuli, e dall’altro rivestivo il ruolo di co-direttore della rivista giovanile “La Capra d’oro”. Subito dopo la laurea mi sono sposata e trasferita in Veneto, a Dolo prima e a Piove di Sacco poi. Dal 2000 vivo a Padova”.

“Tornando al periodo in cui ho vissuto a Trieste – prosegue – buona parte della popolazione era formata da esuli, si respirava, infatti, aria di casa istriano-dalmata. Nel resto d’Italia la nostra storia di esuli non trovava spazio. Il silenzio pubblico istituzionale aveva contagiato anche il nostro spazio privato, per cui gli eventi erano sporadici e per lo più riservati quasi solo a noi esuli”. “Grazie – fa notare Italia Giacca – alla legge 92 del 2004 che riconosce il 10 febbraio quel Giorno del Ricordo al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale, siamo stati sollecitati a far conoscere la nostra storia e ad inserirci sempre più nella vita culturale dell’Italia”.

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