REGGIOLO – LOTTA ALLA MAFIA: grande partecipazione agli incontri con Tina Montinaro

Una giornata ricca di emozioni all’insegna della legalità. Nell’ambito delle iniziative organizzate per la Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, sabato 23 marzo, Tina Montinaro ha incontrato gli studenti della scuola secondaria di primo grado e i reggiolesi in un doppio appuntamento.

È stata l’occasione per ricordare la strage di Capaci del maggio 1992, in cui persero la vita il giudice Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo, il caposcorta Antonio Montinaro insieme ai colleghi Vito Schifani e Rocco Dicillo, ma soprattutto per guardare al futuro. “Ciò che voglio trasmettere ai giovani – ha spiegato Tina, la moglie di Antonio Montinaro, oggi volto in primo piano nella lotta alla mafia – sono cose positive, perché sono necessarie per costruire il futuro”. Quello rivolto agli studenti, che ieri mattina hanno riempito l’Auditorium “Fellini-Masina” a Reggiolo, è un invito alla riflessione e ad agire senza paura e vigliaccheria.

“Se siamo bravi cittadini – ha aggiunto la Montinaro – siamo già a metà dell’opera”. Oltre 200 studenti hanno lavorato con gli insegnanti sulle parole del libro di Tina Montinaro, “Non ci avete fatto niente” (Ed. De Agostini) e il risultato è stato raccolto nella grande partecipazione all’evento. Sul palco, accanto all’attivista, i ragazzi hanno cantato e presentato i loro elaborati anche in musica. Vista la grande partecipazione di pubblico, l’evento con la presentazione del libro previsto nel pomeriggio nella Sala dei Miti di Palazzo Sartoretti, si è tenuto all’auditorium.

Dopo un breve corteo lungo Piazza Martiri guidato dagli studenti, sul palco dell’auditorium Claudio Vagnini dell’Ufficio Cultura del Comune ha dialogato con Tina Montinaro presentando i contenuti del libro “Non ci avete fatto niente”, una pubblicazione dedicata ai giovani lettori. “Con l’attentato di Capaci – ha ricordato Tina Montinaro – è venuta fuori la coscienza dei palermitani. Sull’autostrada quel giorno, era un sabato, ci potevano essere tutti. Con le stragi la mafia si è tirata la mazza sui piedi, perché ha smosso le coscienze”. Ma c’è anche la storia personale. “La bomba non è stata solo sull’autostrada, ma quel 23 maggio 1992 la bomba è arrivata anche in casa mia. I miei figli erano piccolissimi, ma io sono andata avanti con l’orgoglio per le scelte fatte da quel giovane ragazzo: Antonio aveva solo 28 anni. Io, grazie a lui, cammino a testa alta. Non abbiamo superato questa tragedia, neppure dopo 32 anni. Non l’abbiamo superata perché non abbiamo avuto giustizia: i mandanti non sono finiti in galera”.

Dopo la testimonianza di Tina Montinaro, il saluto di Reggiolo è arrivato con l’abbraccio e le parole del sindaco Roberto Angeli e dell’assessore alla Scuola e alle Poltiche sociali Livia Arioli. Il Comune sta già pensando di organizzare una visita a Palermo con i ragazzi universitari per incontrare Tina Montinaro.

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