La Diocesi di Mantova è legata alla Chiesa Greco-Cattolica Ucraina di Leopoli dal 1999, quando è stato accolto l’invito ad ospitare gli studenti dell’Università Cattolica Ucraina di Leopoli nei mesi estivi al fine di apprendere la lingua italiana, specializzarsi alle facoltà romane per poi tornare al proprio paese in grado di sostenere lo sviluppo culturale che era stato necessario riavviare dopo il lungo regime sovietico.
Questo rapporto di solidarietà culturale è arrivato al venticinquesimo anno e ha visto un notevole sviluppo, sopravvivendo alla pandemia e alla guerra, senza mai stancarsi. Parrocchie, famiglie, insegnanti e studenti italiani hanno dato un coraggioso contributo perché gli studenti ucraini vivessero un’esperienza immersiva nella lingua italiana, cosa che la loro università non è riuscita a fare in nessun altro paese dove hanno simili collaborazioni.
Da parte mantovana, si è conosciuto cosa voglia dire fare dell’ospitalità un’occasione di umanità e di crescita nella fede comune; inoltre molte persone hanno mantenuto i rapporti con quei giovani che sono stati loro ospiti e hanno trasmesso la loro cultura. Dal 2020 si è aggiunto un corso di lingua italiana online che si ripete ogni anno nei mesi da gennaio ad aprile e dà spazio a studenti italiani affinché maturino competenze nel campo dell’insegnamento dell’italiano agli stranieri.
Si possono enumerare almeno 500 studenti ucraini che hanno studiato italiano con in questi 25 anni e circa 50 studenti italiani si sono dedicati nel PCTO (progetto di alternanza scuola-lavoro) promosso da questo gemellaggio.
Difficile è contare tutte le persone che hanno dato un loro apporto per l’insegnamento e l’ospitalità, perché sono tantissime e grazie a loro questo impegno della Diocesi, unitamente all’Istituto Superiore di Scienze Religiose, ha dimostrato costanza e determinazione.
Questi rapporti, già intensi e duraturi, hanno facilitato nel 2022 l’accordo tra Caritas di Mantova e Caritas di Leopoli per aprire un canale di aiuti umanitari verso un villaggio particolarmente povero non lontano da Leopoli, chiamato Hlynyana.
Quest’anno si è pensato di celebrare questi 25 anni di rapporti tra Mantova e Leopoli con una tournée del coro dell’Università Cattolica Ucraina di Leopoli, composto da 16 studenti dei diversi indirizzi di studio offerti da questo ateneo. Dal 5 al 14 aprile si presentano in vari luoghi della provincia di Mantova per ringraziare di quanto è stato fatto per il loro popolo. Un fitto programma li vede esibirsi in concerti di alto livello canoro in chiese parrocchiali e basiliche come quella di Santa Barbara, al Conservatorio “Lucio Campiani” di Mantova. Molti spazi sono dedicati anche all’incontro con i giovani in scuole secondarie di secondo grado, in oratori e centri culturali. Il ricavato dei concerti sarà devoluto alla Caritas parrocchiale di Hlynyana, dove si sono avviati progetti importanti, grazie ai contributi che sono già stati inviati da Caritas di Mantova.
In 25 anni si è passati dalla solidarietà culturale della scuola di italiano alla solidarietà materiale causata dalla guerra. Tutto questo concorre alla realizzazione di un futuro migliore per il popolo ucraino e nei prossimi anni si prevede di proseguire su questi due binari di solidarietà.
I progetti di accoglienza e di integrazione e la raccolta fondi
L’invasione dell’esercito russo nel territorio ucraino, avvenuto pochi giorni prima della fine di febbraio 2022 e il conseguente avvio delle operazioni belliche, ha attivato un esodo di cittadini ucraini in fuga dalle zone teatro della guerra. Nel giro di breve tempo anche il mantovano, che vede una comunità di cittadini ucraini regolarmente soggiornanti, è stato interessato da un crescente e rapido flusso di nuclei in fuga alcuni dei quali privi di ospitalità e di alloggio.
Famiglie accolte nella rete attivata dalla Diocesi
La Chiesa mantovana, attraverso la Caritas diocesana, ha sostenuto un progetto di accoglienza per le famiglie ucraine che non erano autonome nella ricerca di un’abitazione. Sono stati così accolti 69 nuclei per un totale di 235 persone (con una media di 3,41 persone per nucleo), delle quali 116 minorenni; 4 sono le persone accolte con situazioni di disabilità.
L’accoglienza ha mobilitato una rete di solidarietà che ha consentito di accompagnare ed orientare le famiglie verso i servizi sanitari, la Questura e gli uffici delle forze dell’ordine nell’accesso alle procedure di regolarizzazione del soggiorno, l’organizzazione di servizi educativi per minori, l’accesso a corsi di italiano per l’apprendimento della lingua, l’orientamento ai servizi scolastici, la cura di fragilità o di malattia pregresse, l’accompagnamento delle donne in gravidanza e nella fase dei primi mesi di vita, …
Le accoglienze sono state effettuate prevalentemente in appartamenti autonomi, infatti sono stati solo 5 i nuclei ospitati in convivenza con famiglie mantovane che hanno condiviso parte della propria abitazione. In questo ampio e diffuso progetto di accoglienza sono stati coinvolti il seminario diocesano, 35 privati cittadini e 12 comunità parrocchiali: Cerlongo, Malcantone, Soave, Barbassolo, Cadè, Bancole, Marcaria, Campitello, San Siro, Sailetto, Cereta e Guidizzolo.
Alcune famiglie hanno intrapreso percorsi di integrazione e di stabilizzazione nelle nostre comunità mediante percorsi di inserimento lavorativo che hanno consentito nel tempo anche forme di autonomizzazione economica. Tali percorsi si sono generati nonostante le difficoltà che questi nuclei hanno dovuto affrontare per l’azzeramento delle reti sociali e di solidarietà di cui si disponeva nel paese d’origine.
Diversa invece la situazione dei famigliari arrivati nelle prime fasi dell’emergenza che sono tornati in patria, perché dimoranti in zone lontane da quelle teatro di combattimento e sollecitati dalla necessità di mantenere il posto di lavoro o di svolgere gli esami scolastici per quegli studenti che potevano evitare di perdere l’anno scolastico.
Ad oggi rimangono in percorsi di accoglienza solamente due famiglie.
Il sostegno dei Centri di Ascolto
Gli interventi della chiesa mantovana in favore delle famiglie ucraine si sono ampliati anche grazie all’attività ordinaria della rete dei Centri di Ascolto diocesani che, durante il periodo di maggior afflusso di profughi, hanno sostenuto 293 nuclei famigliari grazie a servizi di ascolto e orientamento, distribuzione di alimenti o indumenti e aiuti di carattere economico. Le famiglie erano prevalentemente composte da un adulto (generalmente una donna) e da due o più minori (non sempre figli della donna, anche se coinvolti in un legame di parentela collaterale o di affinità).
Considerato che la composizione media dei nuclei è stata di 3,04 persone, possiamo stimare che siano state poco meno di 900 le persone raggiunte dall’aiuto della rete dei servizi ecclesiali. Incrociando questo dato con quelli divulgati dalla Prefettura, che indicano che nella nostra provincia sono stati circa 1.800 cittadini ucraini a fare richiesta di un permesso di soggiorno di protezione, emerge che un profugo su due è stato aiutato dalla rete dei servizi caritativi diocesani.
La raccolta fondi per sostenere i progetti di accoglienza – rendiconto al 31 marzo 2024
Contemporaneamente all’attività di accoglienza diffusa e alla distribuzione di aiuti, la Diocesi di Mantova ha intrapreso una raccolta fondi per sostenere l’accoglienza nel mantovano dei profughi e alcuni progetti che si sono sviluppati nella diocesi di Leopoli.
Nel complesso la raccolta fondi ha raggiunto i 344.125,16 € e si è costituita grazie a 1.015 donazioni, dell’importo medio di 339,04 €, ricevute da privati cittadini, parrocchie e associazioni. Di particolare rilievo è stata la partecipazione della Fondazione Comunità Mantovana che, dopo aver deliberato l’istituzione di uno specifico Fondo Pro Ucraina, è intervenuta con contributo complessivo di 35.000 € per sostenere progetti di accoglienza e integrazione per le famiglie profughe. Tra le iniziative finanziate, si segnala l’accoglienza di donne e minori, effettuata insieme al Centro Aiuto alla vita, oltre all’offerta di attività di alfabetizzazione e socializzazione per le mamme e i loro figli e a corsi di sport gratuiti per bambini.
La parte delle risorse che è stata destinata a progetti che si sono sviluppati in Ucraina è di 80.703,14 €, pari al 23,5% del totale. Di questi, 25.000 €, sono confluiti nella colletta nazionale promossa dal Consiglio Episcopale Permanente della Cei per i progetti che Caritas Italiana ha coordinato per il tramite di Caritas Ucraina.
Ad aprile 2022 è stata inviata una prima tranche di aiuti economici alla diocesi di Leopoli, 27.380 €, utilizzati per far fronte ai primi bisogni emergenziali: l’organizzazione del supporto psicologico per adulti e bambini, la distribuzione di generi di prima necessità e l’accoglienza dei profughi interni provenienti dall’est del paese dove il conflitto è tuttora più intenso.
Infine, la Caritas di Leopoli ha chiesto il sostegno al progetto di potenziamento di un centro pastorale in una zona particolarmente povera della diocesi, per il quale sono già stati impegnati altri 25.000 €.
La parte rimanente delle risorse, 3.323,14 €, è stata impiegata per coprire i costi di invio di generi di prima necessità direttamente in Ucraina.
La quota del Fondo utilizzata per sostenere i profughi arrivati nel mantovano ammonta a 258.757,12 €, pari al 75,2% sul totale di quanto raccolto. La quota più significativa, 141.357,27 €, è stata impiegata per sostenere l’accoglienza all’interno della rete Caritas attraverso dei contributi destinati ai proprietari degli immobili – seminario vescovile, parrocchie o privati cittadini – per la copertura delle spese delle utenze e alle famiglie profughe in caso di situazioni di indigenza.
Il sostegno ai nuclei ospitati, pari a 27.522,10 €, è stato concordato dalle stesse insieme agli operatori dei Centri di Ascolto. Come indicazione è stata individuata la cifra di 70 € al mese per persona, 30 € di buoni spesa e 40 € in contanti, che gli operatori hanno aumentato o diminuito a seconda dei bisogni (farmaci, spese scolastiche, abbonamenti per mezzi di trasporto, …), del grado di autonomia del nucleo e di eventuali contributi ricevuti dallo Stato.
In riferimento alle realtà ospitanti, è da segnalare che tutti gli alloggi impiegati per l’accoglienza sono stati offerti a titolo gratuito, non sono stati pagati quindi canoni di affitto ma solamente i costi relativi alle utenze degli alloggi destinati all’accoglienza, per un totale di 113.835,17 €.
Superato il momento emergenziale dove sono stati reperiti e assegnati gli alloggi, si è evidenziala la necessità di sostenere dei progetti tesi all’integrazione sociale dei profughi e al supporto dei volontari coinvolti nell’ospitalità. Sono stati così individuati due operatori part-time, uno per la zona del basso e l’altro per quella dell’alto mantovano, che fino a fine 2023 hanno sostenuto i processi di integrazione e di inclusione dei nuclei ospitati. Per favorire l’apprendimento della lingua italiana sono stati organizzati dei corsi dedicati, coinvolgendo Scuola Senza Frontiere e altre organizzazioni della provincia, e sostenuto i percorsi scolastici di alcuni minori. Per questo ambito sono state utilizzati 50.763,07 €.
La parte rimanente delle risorse sono state impiegate per il sostegno alimentare (46.979,76 €), per interventi di mediazione culturale (2.336,95 €), le utenze dello sportello aperto in collaborazione con la Questura (4664,90 €), la registrazione dei contratti di comodato (2.800 €) e per la formazione di volontari e degli operatori (1.639,06 €).
Ad oggi il fondo è stato completamente utilizzato.

