Adagiato sui dolci colli piacentini, il Castello di Agazzano si staglia immerso in un paesaggio da favola. Alle spalle delle torri, i vigneti regalano uve in abbondanza, da cui la nobile famiglia Gonzaga fa nascere con passione vini generosi, tra cui il rinomato “BB Bevi Barbera”.
Questa cornice da sogno ospita una giornata dedicata ai libri di Oligo Editore: presentazioni, visite guidate e degustazioni di vini.
Tutto questo è “Libri in Castello”: un festival che unisce il fascino del libro alla gioiosa convivialità dei grandi vini del territorio, organizzato da Oligo Editore e Castello di Agazzano in collaborazione con La Valle dei Libri.
Quando
Domenica 21 aprile 2024, dalle ore 10.40 alle 18.00
Per partecipare
Biglietto = 10,00 Euro
Minori di anni 18 omaggio
Il biglietto dà diritto a:
1 calice di bonarda + 1 libro selezionato dallo staff;
l’ingresso (fino a esaurimento posti) a tutte le presentazioni;
visita al castello (di gruppo; con accesso diretto alle presentazioni)
Extra: Degustazioni dei vini prodotti nel Castello (Euro 20,00)
Prenota il tuo biglietto
www.oligoeditore.it/libri-in-castello-agazzano
+39 328 9705300 info@oligoeditore.it
Gli ospiti della terza edizione
L’edizione 2024 vedrà l’alternarsi di saggi e romanzi con un focus sul territorio emiliano. Si parlerà di Templari e medioevo con Alberto Cavazzoli, mentre il romanzo di Franca Gualtieri, a pochi giorni dalla Festa della Liberazione, farà rivivere la fine della Seconda guerra mondiale. Il declino della Pianura Padana sarà letto con ironia da Roberto Barbolini, ospite d’onore del festival. A Federica Falzone, accompagnata dagli psichiatri Marco Trabucchi e Renato Bottura, il compito di parlare di salute, a partire dalla propria esperienza personale, anche come psicologa clinica attiva nel Piacentino. A uscire dal territorio ci penserà Davide Barilli, che porterà i lettori nella sua Cuba alla scoperta di itinerari sbiecati dell’Habana.
Programma
10.40 Visita al castello
11.20 Alberto Cavazzoli, I Templari lungo la via Emilia occidentale (CN)
«Le Templiers sont parmi nous» scriveva il noto e controverso scrittore francese Gérard De Sède, «i Templari sono fra di noi», e ancora qui tra noi possiamo trovare “frammenti” della loro presenza. Perché i monaci guerrieri non furono presenti solo in Terra Santa o in Francia, ma per almeno due secoli stanziarono sulla più grande arteria viaria dell’Italia, la via Emilia, proteggendola e portando in quei territori le straordinarie conoscenze che avevano acquisito in Oriente. Alberto Cavazzoli, esperto di esoterismo e leggende medioevali, ci guida alla scoperta di quanto ancora rimane dei luoghi templari emiliani: resti di commende, magioni, ospitali e chiese che, a dispetto della damnatio memoriae che colpì l’ordine, si scoprono nelle città oppure abbandonati nelle campagne.
12.00 Visita al castello
12.40 Franca Gualtieri, L’invasor (CN)
Una Resistenza al femminile, dove le donne sulla scena non sono eroine dotate di forza sovrumana, ma incarnano perfettamente lo spirito di un’opposizione popolare fatta di scelte coraggiose. Nella provincia modenese degli anni Quaranta, si intrecciano le vicende di Aida ed Elvira, due amiche che durante la guerra si sono unite alla Resistenza rischiando la loro vita e quelle dei loro cari. Aida subisce una violenza sessuale da parte di un ufficiale tedesco che comporterà decisioni sofferte ed Elvira con la sua famiglia costruisce un rifugio per ospitare partigiani e persone in fuga dalla violenza nazifascista. Sarà la voce di Elvira, che ha lasciato dopo la sua morte diverse pagine scritte, a raccontare la storia dell’amica, da sempre sconosciuta a tutti.
14.00 Visita al castello
14.40 Federica Falzone, Qualsiasi cosa accada, tu scrivi (CN).
In dialogo con Marco Trabucchi e Renato Bottura
Il diario appassionato e pieno di speranza di una psicologa clinica, che si trova dall’“altra parte”, a vivere su di sé l’esperienza della malattia. Ma la scoperta della sclerosi multipla non abbatte Federica, che riesce a fare della fragilità il punto di forza della nuova se stessa.
Il libro si conclude con una lettera di Marco Trabucchi, già presidente dell’Associazione Italiana di Psicogeriatria.
15.20 Visita al castello
16.00 Davide Barilli, Bestiario habanero (Oligo).
Presenta Roberto Ceresini
Galline suicide, ronzini azzoppati, galli da combattimento, uccellini muti, pipistrelli alcolici, cani bitorzoluti, cammelli a diciotto ruote, teste di maiale incastonate come inquietanti pietre miliari agli angoli delle strade. Un anomalo zoo di animali reali o metaforici – tra antichi rituali della brujería, feticci, sculture, memorie hemingwayane, immagini letterarie e réclame scomparse – pulsa in Bestiario habanero. Caleidoscopica rete (o trappola) di un paesaggio urbano surreale, in bilico tra realtà e finzione, tra reportage e mascheramento, questo piccolo libro non è solo un opuscolo letterario, ma l’esplorazione visionaria di un mosaico sbriciolato che non richiede di essere ricomposto, ma raccontato. Attraversando Cayo Hueso, in un percorso tortuoso, da calle Vapor a Perseverancia, da San Lázaro a Infanta, dal parque Trillo al Bodegón de Teodoro, dal Callejón de Hamel al Malecón: un tragitto dove ogni luogo diventa profondo come una ruga, vivo come una ferita sempre aperta.
16.40 Visita al castello
17.20 Roberto Barbolini, Piccola città bastardo posto (CN).
In dialogo con Roberto Ceresini e Davide Barilli
«Tanto per cominciare, Delfo Semprini perse la memoria»: non è un caso che questo romanzo si apra con un’amnesia del protagonista durante il pedinamento dell’amata. È infatti la memoria, con le sue aporie e reinvenzioni, il filo conduttore di Piccola città bastardo posto, che fin dal titolo gucciniano rimanda a quella terra “tra la via Emilia e il West” situata sulle rive del Po. E se dietro la figura di Delfo s’intravede un grande irregolare del Novecento come Antonio Delfini, nei disincantati redattori d’un giornale di provincia che gli fanno da ironico coro non è difficile scorgere il profilo dello stesso Barbolini. Mescolando un robusto realismo padano al fantastico, lo scrittore modenese rilegge la provincia italiana alle soglie del boom. E – come per magia – un paesaggio ritenuto familiare si tinge d’una luce nuova quanto imprevedibile.
