A Palazzo Te e al Museo MACA un fine settimana dedicato alla metamorfosi: il convegno internazionale esplora il tema ovidiano dal mito antico alla pratica contemporanea, i concerti serali con le musiche di György Ligeti e Benjamin Britten, lo spettacolo Performative Speech: studio sul fauno di Roberto Zappalà e l’opening dell’installazione Mutaforma dell’artista Dario Moretti
MANTOVA – Venerdì 21 giugno al Museo MACA di San Sebastiano, alle ore 14.30, apre il convegno internazionale organizzato da Fondazione Palazzo Te “Metamorfosi: mito antico, pratica contemporanea” che proseguirà sabato 22 giugno e nella mattinata di domenica 23 giugno.
Alle giornate di studio, con il Direttore Stefano Baia Curioni e la curatrice della mostra Picasso a Palazzo Te. Poesia e Salvezza Annie Cohen-Solal, interverranno altri importanti studiosi e storici dell’arte, tra cui Stéphane Verger (Museo Nazionale Romano), Raffaella Morselli (Università La Sapienza), l’artista londinese Isaac Julien in dialogo con Giuliana Bruno (Harvard University) e Lorenzo Giusti (GAMeC Bergamo) in un focus sull’arte contemporanea.
Il tema della metamorfosi è saldamente al centro delle riflessioni artistiche e filosofiche lungo tutta la modernità. Certamente lo è nella cultura Cinquecentesca che dal mito antico attinge a piene mani per comporsi in un amalgama capace di combinare magia e meccanica; ma anche successivamente, nel tempo del pensiero della potenza dalla metà del Seicento in poi fino ai giorni nostri.
Il convegno è chiamato a esplorare tale pensiero includendolo in una visione di lungo periodo in cui l’antico, il moderno e il contemporaneo, pur precisandosi nei loro caratteri culturali, si pongono come estremi in dialogo e come occasione di delucidare un concetto capace di abbracciare arte e scienza.
Perno dell’intera riflessione, Palazzo Te è stato concepito come una camera delle meraviglie, come un labirinto di metamorfosi, traendo esplicitamente ispirazione da Ovidio che racconta, nel suo famoso libro, il farsi del mondo antico e usa il mito per spiegare i segreti della natura, i loro rapporti con gli dèi e con l’umanità. L’intero palazzo è costellato di riferimenti espliciti a storie di trasformazioni che risuonano dall’antichità. Cosa esso lascia di essenziale alla contemporaneità rispetto alla questione oggi cruciale del rapporto con il cambiamento?
L’ipotesi è che, cifrata nei riferimenti più letterali ai passaggi della poesia latina, la narrazione delle Metamorfosi a Palazzo Te ci conduca verso il riconoscimento di un’esperienza essenziale relativa al tempo e al senso, instabile, dell’umano in esso. Come se l’umano fosse sospeso inesorabilmente tra la provvisorietà dell’istante e la durata sempiterna delle forme ereditate dal passato che si connettono simultaneamente al presente, rigenerandosi in un atto in cui arte è al tempo stesso scienza, memoria e gioco erotico, modelli archetipi, libertà e trasformazione.
Altrettanto stimolante il programma delle due serate del fine settimana a Palazzo Te dedicato alla metamorfosi: venerdì 21 giugno alle ore 18.30 inaugura, con un evento aperto al pubblico nel Giardino Segreto, il percorso MUTAFORMA o dell’essere ciò che non è con sculture e installazioni di Dario Moretti.
Gli ambienti del Giardino Segreto, dalla stanza di Attilio Regolo al cortile, fino alla grotta, diventano lo scenario di prodigi e mutazioni che l’artista mantovano racconta attraverso una serie di sculture, video installazioni e dipinti. Sono opere che richiamano alla mente storie antiche di uomini tramutati in animali e piante.
Il percorso s’ispira all’idea di trasformazione presente nelle Metamorfosi di Ovidio, ma la sviluppa in modo da evocare e svelare la capacità del teatro e delle arti di creare magie, illusioni, per stupire e meravigliare l’osservatore. Nella realtà non esiste magia senza un trucco, nessun uomo potrà mai trasformarsi in un maiale né una donna in un ragno, un albero o una tartaruga. Servono artifici tecnici e figurativi e grande maestria nel loro utilizzo.
Alle sonorità e immagini animate dei video è affidato il compito di mostrare l’avvio di questi processi di trasformazione che appariranno compiuti nelle sculture e installazioni disseminate lungo il percorso che l’osservatore è invitato a cercare e osservare in ogni minimo dettaglio, da diverse angolazioni. Carapaci, alberi dai tanti volti, dipinti dove s’intrecciano elementi naturali e umani. Niente è come appare al primo sguardo.
Anche la musica è luogo di metamorfosi: la serata di venerdì 21 giugno prosegue alle ore 21.00 con il concerto a cura di MantovaMusica Le bellezze ritrovate che vede protagonisti il Quartetto Adorno (Edoardo Zosi e Liù Pellicciari al violino, Benedetta Bucci alla viola e Francesco Stefanelli al violoncello) e il pianista Sandro De Palma. In apertura nella Sala dei Cavalli verrà eseguito il Quartetto n. 1 di György Ligeti Metamorfosi notturne e a seguire, sotto la Loggia di Davide, il Quintetto per pianoforte e archi di César Franck, tra i più celebri lavori cameristici del compositore belga.
Nella serata di sabato 22 giugno, alle ore 21.00, viene presentato al pubblico A narrar il mutar delle forme in corpi nuovi, spettacolo di musica e danza itinerante articolato in tre parti: nella Sala dei Cavalli, l’esibizione dei membri di Icarus vs Muzak Ensemble in Variazioni Concertanti con musiche di Juan Trigos; nel Cortile d’Onore, Melinda Maxwell (oboe e aulos) e Francesco Pedrazzini (percussioni) interpretano le Metamorfosi di Benjamin Britten con coreografie di COD Danza; infine, nella Loggia di Davide, Performative Speech: studio sul fauno creato sulla musica del Prélude a l’Aprés-midi d’un faune di Debussy, basato su concept e coreografia di Roberto Zappalà, con la partecipazione di Leonardo Zunica al pianoforte (Info e prenotazioni: http://www.mantovamusica.com – www.palazzote.it).
PROGRAMMA CONVEGNO INTERNAZIONALE
Metamorfosi: mito antico, pratica contemporanea
21, 22, 23 giugno 2024
Mantova, Museo MACA di San Sebastiano
21 giugno
14.30 – 17.30 | Museo MACA – ITA
Mattia Palazzi, Sindaco Comune di Mantova
Enrico Voceri, Presidente Fondazione Palazzo Te, Mantova
Stefano Baia Curioni, Direttore Fondazione Palazzo Te, Mantova
Metamorfosi: lo sguardo delle cose
Monica Centanni, IUAV, Venezia
Dalla figura retorica all’incarnazione: la metamorfosi dal mito greco a Ovidio
Claudia Cieri Via, Università La Sapienza, Roma
Dal caos al cosmo. Le metamorfosi di Ovidio e le origini del mondo
Annie Cohen-Solal, Università Bocconi, Milano
Artista, poeta, stratega e da sempre mercuriale: Pablo Picasso in Francia 1900-1973
22 giugno
10.00 – 13.00 | Museo MACA – ITA
Stéphane Verger, Direttore Museo Nazionale Romano
Rappresentare il processo di metamorfosi nel mondo etrusco, italico e celtico
Stefania Gerevini, Università Bocconi, Milano
Metamorfosi / Trasfigurazioni: il cristallo di rocca nell’arte medievale
Piero Boitani, Università La Sapienza, Roma
Qualche appunto sulle metamorfosi di Giulio Romano dopo e prima di Palazzo Te
Raffaella Morselli, Università La Sapienza, Roma
Sulle “pitture mostrifiche” di Ulisse Aldrovandi
Chair: Claudia Cieri Via
15.00 – 18.00 | Museo MACA – ENG
Jean-Francois Corpataux,Université de Fribourg
Inner Affinity. Ovid, Titian, Philip of Spain
Johan Popelard, Musée Picasso, Parigi
Picasso the poet or the metamorphosis play
Cècile Godefroy, Musée Picasso, Parigi
Picasso and the metamorphosis of images
Chair: Annie Cohen-Solal
23 giugno
10.00 – 13.00 | Museo MACA – ENG
Lorenzo Giusti, Galleria di Arte Moderna e Contemporanea, Bergamo
Nothing lost. Three paths to investigate Metamorphosis
Isaac Julien, Artista e Giuliana Bruno, Harvard University, Cambridge
Metamorphosis: Museum Space and Moving Images
Marc Mézard, Università Bocconi, Milano – Accademia dei Lincei, Roma
Metamorphosis and science






