Matilde di Canossa e gli Estensi: legami storici alla Vangadizza – Ultima Cena di Girolamo Bonsignori – Incontro con Paolo Aguzzoni

SAN BENEDETTO PO: “L’ABBAZIA DELLA VANGADIZZA DI BADIA POLESINE: DAI RAPPORTI TRA LA SIGNORIA DEGLI ESTENSI E MATILDE DI CANOSSA, ALL’ULTIMA CENA DI GIROLAMO BONSIGNORI”  A CURA DEL PRESIDENTE DELL’ARCHIVIO VANGADICIENSE, PAOLO AGUZZONI

INTERVENTO DEL 29 SETTEMBRE 2024 ORE 16.00 A SAN BENEDETTO PO -BIBLIOTECA MONASTICA DEL MUSEO POLIRONE

L’incontro del 29 settembre su “L’Abbazia della Vangadizza di Badia Polesine: dai rapporti tra la signoria degli Estensi e Matilde di Canossa, all’ultima Cena di Girolamo Bonsignori” permetterà di  esplicitare i legami antichi dell’abbazia badiese, prima benedettina e poi Camaldolese dal 1213, con Mantova visto che la prima donazione del 954 arrivò per mano mantovana.

Quando gli Estensi elessero la Vangadizza a loro mausoleo e la loro potenza si estese in gran parte del nord Italia e pure alla Baviera con il matrimonio di Azzo II con la bavarese Cunizza d’Altdorf Baviera, ecco arrivare il legame forte con Matilde di Canossa quando per ragioni politiche quest’ultima a 43 anni sposò nel 1089 il sedicenne Guelfo V figlio di Guelfo IV a sua volta figlio di Azzo II.

Quindi seppure per pochi anni, visto che il matrimonio si concluse nel 1095 e che Azzo II era ancora vivo (morirà a cento anni nel 1097), si può dire che l‘estense fu “nonno” acquisito di Matilde di Canossa. Azzo II viveva nel suo castello di Este e dominava tutti i territori circostanti e quindi non è da escludere che nel 1091, quando Matilde affrontò l’imperatore Enrico IV nella sua terza discesa in Italia in un luogo non distante da Este, i due si siano incontrati. L’intervento si chiuderà con il racconto della vicenda legale che ha opposto dal 1985 al 1989 il comune di San Benedetto Po e quello di Badia Polesine per il possesso del cenacolo di Girolamo Bonsignori.

Causa che si concluse con l’ordinanza del presidente del Tribunale Civile di Mantova che riconobbe al comune polesano la legittimità del possesso della splendida  tela custodita nella Vangadizza. La vicenda dell’ultima Cena conferma il legame storico fra l’abbazia del Polirone e la Vangadizza che per un periodo furono proprietà della stessa nobile famiglia francese D’Espagnac che acquisì il cenacolo per poi spostarlo prima nel castello/palazzo estense di Sassuolo, poi a Parigi e infine alla Vangadizza dove rischiò di andare distrutto  da un incendio scoppiato nel refettorio vangadiciense nel maggio 1981.

Gli stessi D’Espagnac quando lasciarono San Benedetto Po spostarono il loro archivio amministrativo sambenedettino alla Vangadizza dove tuttora è custodito dal Sodalizio Vangadiciense.

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