Antonio Castronuovo racconta Formiggini nel contesto della mostra su Pietro Cavallini – Biblioteca Trisi, Lugo

Alcuni libri dell’editore modenese sono nel fondo della Trisi.
Altri appuntamenti alla sala Codazzi fino a sabato 1 febbraio

Un importante editore del Novecento incontra virtualmente un grande collezionista. Sabato 18 gennaio, alle 11 nella sala Codazzi della biblioteca Trisi di Lugo, lo scrittore Antonio Castronuovo presenterà il volume Formíggini, vita umoristica e tragica di un editore del ‘900 (Pendragon, 2024), nel contesto della mostra «La biblioteca di Pietro Cavallini, storie e passioni di un collezionista lughese», in corso fino al 1° febbraio 2025.

Un modo per far «incontrare» due figure legate dalla passione comune per i libri e la letteratura, tanto più che l’allestimento dell’esposizione alla biblioteca Trisi contempla anche alcune pubblicazioni dell’editore modenese Formiggini, custodite nel fondo Cavallini, che consta di circa 30mila volumi tra libri, opuscoli e periodici, dal cui intervento di catalogazione è nata la mostra, visitabile negli orari di apertura della biblioteca.

Angelo Fortunato Formiggini, figura al centro della biografia di Castronuovo, diventò editore nel 1908 e nell’arco di trent’anni pubblicò circa 600 titoli su celebri collane, dai «Classici del ridere» ai «Profili», vantandosi di essere «l’editore meno noioso della sua epoca». Ma fu anche scrittore, collezionista e fondatore di cenacoli letterari. Essendo ebreo, la sua attività venne brutalmente interrotta nel 1938 dall’introduzione delle leggi razziali, contro le quali decise di protestare gettandosi dal campanile del duomo di Modena. Il libro narra quindi la vita di un uomo straordinario, attraversando i drammi e le miserie del ventennio fascista. Anche per questa ragione, la presentazione del libro rientra fra le iniziative legate al Giorno della Memoria.

L’autore, Antonio Castronuovo, è saggista, traduttore e bibliofilo. Scrive per le riviste italiane di cultura del libro e per la Gazzetta di Parma. Dirige collane per gli editori Pendragon e La Mandragora. I suoi ultimi lavori: Dizionario del bibliomane (Sellerio), Il male dei fiori: Baudelaire a processo (Rubbettino), Ossessione bibliofila (Nave di Teseo). Nel 2022 ha ricevuto dal Ministero della Cultura il premio nazionale per la traduzione; nel 2023 il premio Manara Valgimigli per il complesso della sua attività intellettuali.

A corollario della mostra su Pietro Cavallini, seguiranno altri due appuntamenti sempre alla biblioteca Trisi. Mercoledì 22 gennaio alle 17.30 è in programma una visita guidata gratuita al percorso espositivo, mentre in occasione del finissage di sabato 1 febbraio, alle 11 in sala Codazzi sarà presentato il volume La costola di Adamo di Sfinge, a cura di Jessy Simonini (Fernandel, 2024). Sfinge è lo pseudonimo di Eugenia Codronchi Argeli, figura significativa della cultura romagnola e italiana di inizio secolo, nata a Imola nel 1865, esponente dell’aristocrazia bolognese, alcune opere della quale sono conservate nel fondo Cavallini.

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