FAUNA ALLOCTONA, ORA L’ALLARME È PER L’IBIS SACRO. Coldiretti Mantova: Prevedere fondi per danni in agricoltura

MANTOVA

Non bastavano le nutrie, i corvidi, gli ungulati a minacciare l’agricoltura mantovana. Da qualche tempo, sempre più presente con colonie numerosissime, si è aggiunta la specie del “Threskiornis aethiopicus”, l’Ibis sacro.

Animale che popola storicamente le aree del Nilo, ma che da alcuni anni ha colonizzato la Lombardia e le aree del Nord Italia, provincia di Mantova compresa. Ne dà l’allarme la Federazione provinciale di Coldiretti, che chiede un monitoraggio attento e interventi mirati al contenimento di questi uccelli dannosi per l’agricoltura.

“Siamo di fronte a una specie esotica alloctona, che ha un impatto negativo sul nostro ecosistema, con risvolti che vanno dalle predazioni di uova o nidiacei di altri uccelli, fino alla scomparsa di anfibi, rane, insetti, anche quelli utili per l’agricoltura”, commenta il presidente di Coldiretti Mantova, Fabio Mantovani.

La politica, questa volta, si è mossa per tempo e una delibera di giunta regionale è stata adottata alla fine dello scorso ottobre, anche grazie alle segnalazioni di Coldiretti Lombardia. “La Regione Lombardia – prosegue Mantovani – ha approvato un piano di controllo numerico dell’Ibis sacro, mettendo in luce anche i potenziali rischi per la trasmissione di patologie che colpiscono la specie. Coldiretti Mantova chiede un attento monitoraggio della situazione, azioni operative concrete per il depopolamento e la previsione nel bilancio regionale di fondi dedicati al ristoro degli agricoltori danneggiati dalla presenza dell’animale”.

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