ROBERTO ANGELI, SINDACO DI REGGIOLO, LANCIA UN APPELLO A POSTE ITALIANE

Ritardi nel servizio postale a Reggiolo: ufficio chiuso dopo un’esplosione, cittadini in difficoltà. Chiediamo risposte e soluzioni urgenti.

Un uomo in abito formale con una fascia tricolore italiana, mentre tiene un microfono e parla in pubblico.

REGGIOLO (RE) – “A più di un mese dall’esplosione del Postamat avvenuta nella notte tra il 2 e il 3 maggio, l’ufficio postale di Reggiolo è ancora chiuso. Una situazione sempre più insostenibile per un Comune di oltre 9.000 abitanti, che si trovano senza un servizio essenziale e senza informazioni chiare da parte di Poste Italiane.

La direzione di Poste ha comunicato l’intenzione di cogliere l’occasione per riqualificare l’intero ufficio e adeguarlo ai nuovi standard del progetto Polis. Un intervento importante, ma che non può giustificare il totale abbandono del servizio in un territorio che già vive quotidiane difficoltà logistiche.

Un container provvisorio, posizionato in un parcheggio comunale in via Vittorio Veneto, è stato installato da oltre 10 giorni. Ma anche questo, ad oggi, risulta ancora chiuso e inattivo. Nel frattempo, i cittadini sono costretti a spostarsi in altri Comuni per accedere ai servizi postali… peccato che anche lì gli sportelli siano chiusi.

L’ufficio postale di Gonzaga è inaccessibile per lavori legati allo stesso progetto Polis, mentre quello di Rolo – dove erano state dirottate le giacenze di pacchi e raccomandate di Reggiolo – è stato chiuso da alcuni giorni a seguito di un’altra esplosione del Postamat.

In questo contesto, l’Amministrazione comunale di Reggiolo ha avviato da diversi giorni un’interlocuzione con la Direzione di Poste Italiane per ottenere informazioni chiare da condividere con i cittadini e avere tempi certi per il ripristino del servizio. Purtroppo, ad oggi, non è arrivata alcuna risposta ufficiale.

Tutto questo è inaccettabile. Un servizio pubblico fondamentale come quello postale non può essere sospeso a tempo indefinito, senza garantire alternative adeguate e senza comunicare nulla agli enti locali e ai cittadini.

Chiediamo a Poste Italiane di assumersi la responsabilità della situazione e di attivare immediatamente il contenitore in via Vittorio Veneto, garantendo almeno i servizi essenziali. La nostra comunità non merita questo silenzio”

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