MONDI PRESENTI, il Padiglione della Sierra Leone alla Biennale di Venezia 2026, dove arte e racconti di resilienza s’intrecciano

Padiglione Nazionale della Sierra Leone

61. Esposizione Internazionale d’Arte

La Biennale di Venezia

MONDI PRESENTI/ WORLDS OF TODAY

Fernando Garbellotto, Rete frattale 375 KN, 2018

La 61. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, sotto la guida visionaria di Koyo Kouoh e il tema “In Minor Keys”, invita a un esercizio di decentramento acustico e visivo.

Chiede di abbandonare la tonalità maggiore delle narrazioni egemoniche — quelle del clamore, della crisi perpetua e della monumentalità — per sintonizzarsi sulle frequenze sottili, sulle storie che germogliano nell’ombra, sulle resilienze silenziose.

Abu Bakarr Mansaray, Alien’s ultimate (Bad ass), 2016 Courtesy The Gallery of Everything

In risposta a questa chiamata, il Padiglione Nazionale della Sierra Leone, alla sua prima partecipazione storica all’Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, presenta “Mondi Presenti”. Il progetto espositivo, non rimanda soltanto a un “adesso”, ma a un processo in divenire. Ispirandosi al concetto filosofico di minorità – inteso in senso deleuziano come luogo generativo in cui il linguaggio vibra e produce nuove realtà – si configura come un dispositivo dinamico di ricerca e relazione.

Come affermano i curatori Sandro Orlandi Stagl e Willy Montini: “Non stiamo esponendo oggetti statici, ma processi vitali. La Sierra Leone non chiede di essere ‘scoperta’, ma di essere ‘ascoltata’ mentre intona, insieme al mondo, una nuova partitura etica.”

Eros Bonamini, Fuoco in-per 1 2 3
minuti, 2003. Courtesy Artenetwork Orler

Nella sede del Padiglione la mostra si articola come una conversazione intima e serrata. La scelta curatoriale rifugge l’accumulo per favorire la profondità, mettendo in scena un dialogo tra quattro artisti della Sierra Leone, quattro artisti scelti fra paesi dell’ECOWAS e alcuni artisti internazionali. Questa struttura non è aritmetica, ma alchemica. Gli artisti sierraleonesi portano in dote l’epistemologia della loro terra: una terra in trasformazione che, attraverso pratiche comunitarie e spirituali, sta riscrivendo il proprio futuro.

Piergiorgio Colombara, Interno, 2024

Gli artisti internazionali, selezionati per la loro affinità elettiva con i temi della cura, della memoria e della sostenibilità sociale, fungono da cassa di risonanza. Ogni opera esposta infatti è un vettore di cambiamento e risponde a una funzione civile fondamentale come quella di immaginare l’inimmaginabile: la pace duratura, la giustizia ambientale, la fratellanza radicale.

Jacopo Di Cera, Retreat, 2025

Artisti:

Sierra Leone: Hawa-Jane Bangura, Ayesha Feisal, Hickmatu Leigh, Abu Bakarr Mansaray.

Internazionali: Eros Bonamini (Italia), Piergiorgio Colombara (Italia), Jacopo Di Cera (Italia), Fernando Garbellotto (Italia), Gianfranco Gentile (Italia), Armando Romero (Messico), Margherita Levo Rosenberg (Italia), Alberto Salvetti (Italia).

ECOWAS: Seini Awa Camara (Senegal), Abdoul Ganiou Dermani (Togo), Eloy Lokossou (Benin), Mòy??sór?? Martins (Nigeria).

Hawa-Jane Bangura, The Black Athenas: African Medicine, 2022

All’interno del padiglione, il progetto della Sierra Leone compie il suo gesto più audace e politicamente rilevante, espandendo il concetto di rappresentanza nazionale verso una dimensione transnazionale e panafricana. In un momento storico in cui i nazionalismi tendono a frammentare il discorso globale, la Sierra Leone offre il proprio spazio a Venezia per ospitare un progetto allargato, dedicato all’area ECOWAS (Economic Community of West African States). Gli artisti scelti provengono da Nigeria, Togo, Senegal e Liberia; questa sezione riunisce diverse voci distinte, “solisti” che accettano di formare un coro dissonante ma armonico. Non si tratta di una semplice mostra collettiva, ma di una Assemblea Costituente Visuale.

Móyòsóré Martins, Feed the machine, 2025 Courtesy TrafficArts

Questa scelta basilare serve a mappare la complessità dell’Africa Occidentale, ogni artista selezionato diventa l’ambasciatore di una specifica “tonalità minore” proveniente dal proprio contesto geografico e culturale. L’Occidente spesso guarda all’Africa come a un monolite e questa mostra, presentando artisti di altre nazioni africane consociate, evidenzia le fratture, le specificità linguistiche, le differenze religiose e le diverse velocità di modernizzazione.

Hickmantu Bintu Leigh, Let our boys be boys again, 2025

Citando Édouard Glissant, questo progetto incarna la Poetica della Relazione, dove ogni identità si definisce non per opposizione, ma attraverso il contatto con l’altro. Nello spazio interno, le opere dialogano per contiguità, creando una rete di significati che attraversa i confini imposti.Queste nazioni, unite nello spirito del Padiglione, generano una frequenza sismica impossibile da ignorare. È la dimostrazione tangibile che l’arte può anticipare la politica: l’ECOWAS culturale si presenta forte a Venezia prima ancora che molte integrazioni politiche siano completate.

Gianfranco Gentile, Aqua alta (Piazza S. Marco, Venezia), 2024. Courtesy ARTantide Gallery

Sandro Orlandi Stagl e Willy Montini hanno orchestrato questo doppio movimento, nazionale e sovranazionale, mantenendo saldo il timone sui principi di un’idea di Arte Etica. La selezione degli artisti per la sezione ECOWAS non segue necessariamente le logiche del mercato dell’arte mainstream. Al contrario, i curatori hanno selezionato quegli autori che, nei rispettivi paesi, lavorano “in minor keys”: artisti che operano con le comunità, che utilizzano materiali vernacolari, che narrano storie di resistenza quotidiana.

Il progetto interno al Padiglione Nazionale, incoraggiato dalla presidenza concomitante della Sierra Leone e dell’Ecowas, del Presidente H. E. Julius Maada Bio, dimostra che la creatività è la risorsa rinnovabile più potente dell’Africa Occidentale.

10 Eloi Lokossou, Senza titolo, 2010

Visitare il Padiglione Nazionale della Sierra Leone e il suo allargamento all’ECOWAS nel 2026 significherà attraversare un arcipelago di mondi già fortemente presenti. Come suggerisce la compianta curatrice Koyo Kouoh, dobbiamo imparare ad ascoltare il silenzio tra le note. In quel silenzio, tra un’opera della Nigeria e una della Sierra Leone, tra un’installazione internazionale e un’installazione africana, risiede la promessa di un futuro diverso.

“Mondi Presenti” è, in ultima analisi, una dichiarazione di fede nella capacità dell’uomo di rigenerarsi. È un invito a vedere l’Africa Occidentale come il laboratorio avanzato dove si stanno sperimentando le nuove forme dell’umanesimo globale.

Alberto Salvetti, Lupo Alpha, 2016. Courtesy ARTantide Gallery

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Padiglione Nazionale della Sierra Leone

61. Esposizione Internazionale d’Arte La Biennale di Venezia

MONDI PRESENTI / WORLDS OF TODAY

Apertura ufficiale: 7 maggio ore 12.00

Anteprima stampa: 6-7-8 maggio dalle 11.00 alle 19.00

Dal 9 maggio al 22 novembre 2026

Sede: Liceo Guggenheim, Campo dei Carmini, 30123 Venezia

Orari

Maggio – settembre · dalle 11 alle 19

Ottobre – novembre · dalle 10 alle 18

Chiuso il lunedì

Armando Amaya Romero, Laziness from The 7 Deadly Sins Series, 2024. Courtesy Galeria Errante
Margherita Levo Rosemberg, Della democrazia, 2023
Ayesha Feisal, Rooted (Infinite source), 2023
Seyni Awa Camara, Madre Terra, 2011
Abdoul Ganiou Dermani, Skin and color, 2017

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