- Nasce “Infinity – Design della mente” opera firmata Marco Nereo Rotelli in collaborazione con Domyn per la mostra-evento di INTERNI MATERIAE
- Dal 20 al 30 aprile 2026, all’Università degli Studi di Milano, ingresso gratuito
MILANO – In un’epoca in cui l’intelligenza artificiale sembra ridefinire ogni ambito del vivere umano, Domyn rilancia una visione chiara: l’AI deve essere uno strumento al servizio dell’uomo, capace di amplificarne le capacità senza sostituirne la coscienza. È da questo approccio, profondamente umanistico, che nasce “Infinity – Design della mente”, l’installazione di Marco Nereo Rotelli realizzata per Domyn e Veolia presentata in occasione di INTERNI MATERIAE, la mostra-evento diffusa del FuoriSalone 2026, in programma dal 20 al 30 aprile in diversi luoghi simbolo di Milano, con epicentro l’Università degli Studi di Milano.
“Infinity” è un progetto basato sull’intelligenza artificiale che invita a riflettere sui valori che orientano il futuro: consapevolezza, sostenibilità, riuso, condivisione e rispetto per l’ambiente, trasformando il Cortile della Farmacia dell’Università degli Studi di Milano in un ambiente interattivo dove arte, scienza e tecnologia dialogano costantemente. Il pubblico diventa parte attiva dell’opera grazie a sensori ambientali sviluppati dal premio Nobel Riccardo Valentini, mentre l’opera sonora “Codice d’Acqua”, creata da Alessio Bertallot, non è una registrazione ma un codice scritto con AI, che produce – con infinite combinazioni – la musica generata da un verso del poeta Valerio Magrelli utilizzato come prompt.
«Infinity è un’opera guidata dall’uomo, che estende la mente senza sostituirla. È un sistema aperto, che ci invita a superare i limiti del linguaggio e della prevedibilità, mantenendo però intatta la nostra dimensione più umana», afferma Marco Nereo Rotelli.
L’installazione si configura come una vera e propria “casa del linguaggio”, in cui l’invisibile (pensiero, emozione, coscienza) prende forma attraverso la tecnologia. Una riflessione sulla condizione contemporanea, sospesa tra naturale e artificiale, tra umanesimo e transumanesimo. La scelta di Domyn di sostenere questo progetto nasce dalla volontà di portare anche nel mondo dell’arte il proprio impegno per una Responsible AI, capace di generare valore nei contesti sociali ed economici senza perdere di vista il ruolo centrale dell’essere umano. «Crediamo in un’intelligenza artificiale che non si limiti a produrre dati, ma che sappia interpretare la complessità del reale e proteggere ciò che rende umano il progresso. Infinity rappresenta questa visione: un’AI che collabora con l’uomo e ne amplifica la coscienza», dichiara Uljan Sharka, CEO e Founder di Domyn.
Attiva nell’ecosistema italiano ed europeo dell’intelligenza artificiale, Domyn sviluppa soluzioni avanzate di Responsible AI per settori regolamentati, integrando innovazione tecnologica, governance etica e attenzione ai contesti applicativi. L’azienda promuove modelli affidabili, trasparenti e sicuri, in grado di supportare decisioni complesse senza sostituire il giudizio umano.
Il progetto “Infinity” nasce inoltre da una collaborazione interdisciplinare che coinvolge diversi attori, tra cui Veolia, partner dell’iniziativa. Con questa installazione, Domyn contribuisce a ridefinire il rapporto tra uomo e tecnologia, proponendo una visione in cui l’intelligenza artificiale non è fine, ma mezzo: uno strumento per comprendere meglio noi stessi e il mondo che stiamo costruendo.

