Scopri la Venice Climate Week 2026: un evento globale dedicato alla rigenerazione ecologica e alla diplomazia climatica.
VENEZIA – Dal 3 all’8 giugno 2026 Venezia ospita la seconda edizione della Venice Climate Week – Planet Aqua, Planet Peace, presentata oggi a Roma presso la sede della Fondazione Marevivo nel Centro della Biodiversità Fluviale e Urbana, nodo territoriale di Roma del Biodiversity Gateway del National Biodiversity Future Center (NBFC).
Nata da un’idea del giornalista Riccardo Luna e curata insieme a Sara Roversi (Future Food Institute) e Cristiano Seganfreddo (FlashArt), la Venice Climate Week si è subito affermata come un punto di riferimento internazionale per la rigenerazione ecologica e la diplomazia climatica.
Organizzata dal Future Food Institute, la manifestazione è attività ufficiale della United Nations Decade of Ocean Science for Sustainable Development (UN Ocean Decade) ed è promossa con il sostegno della Città di Venezia e della Regione Veneto, insieme a una rete articolata di fondazioni, centri di ricerca, università, istituzioni culturali, partner industriali tra cui il Founding Partner Sanlorenzo e i Main Partner Deloitte e Generali, e organizzazioni civiche e attori della transizione ecologica.
Sei giorni, sette location, oltre cento speaker internazionali tra scienziati, policy maker, imprenditori, artisti e attivisti: dopo il debutto del 2025, la manifestazione si consolida come uno dei principali appuntamenti globali dedicati alla crisi climatica e alla transizione ecologica, con un focus specifico sulle società fondate sull’acqua.
La Venice Climate Week si configura come un laboratorio vivente di diplomazia, un processo globale di costruzione di alleanze e una piattaforma di leadership rigenerativa: uno spazio in cui innovatori, sindaci, decisori politici, scienziati, imprenditori e attori finanziari sono chiamati a co-progettare strategie per la rigenerazione planetaria attraverso le lenti dell’acqua, del clima e della giustizia. Un progetto che quindi supera la dimensione dell’evento per configurarsi come una piattaforma
internazionale di lavoro e cooperazione, capace di mettere in relazione scienza, politica, finanza, cultura e società civile.
UN CONTESTO SIMBOLICO E OPERATIVO
La scelta di Venezia non è casuale.
Città d’acqua per eccellenza – fragile e al tempo stesso potentissima, esposta ma resiliente – Venezia incarna in modo emblematico la condizione contemporanea: quella di un equilibrio instabile tra vulnerabilità e capacità di trasformazione.
Qui, dove la crisi climatica è esperienza concreta e quotidiana, la Venice Climate Week costruisce un modello operativo: un luogo in cui discipline diverse convergono per progettare soluzioni, trasformando la città in un vero e proprio laboratorio vivente di diplomazia climatica.
In questo senso, Venezia si afferma come una possibile capitale morale della trasformazione climatica.
DAL 2025 AL 2026: UN CAMBIO DI SCALA
Dopo un’edizione 2025 che ha segnato un punto di svolta – posizionando subito la Venice Climate Week da iniziativa pionieristica, come era stata concepita, a strumento di diplomazia climatica operativa – il progetto compie oggi, in vista della sua seconda edizione, un ulteriore salto.
Nel 2025 è stata lanciata e sottoscritta la Venice Water Declaration, un appello internazionale promosso insieme a Jeremy Rifkin e alla Città di Venezia per la tutela delle città d’acqua e per l’adozione di modelli rigenerativi fondati su giustizia climatica, ecologia integrale e cooperazione territoriale.
Sempre nel 2025 è nata la Blue Communities Task Force, un’alleanza tra sindaci, amministratori locali e territori costieri impegnati nello sviluppo di strumenti innovativi per la gestione sostenibile delle risorse idriche, basati su modelli di governance partecipativi, adattivi e intergenerazionali. In questo quadro, ANCI ha assunto un ruolo attivo all’interno della Task Force, insieme all’Università IUAV di Venezia, avviando un percorso strutturato volto a rafforzare la capacità delle città costiere di affrontare le sfide idroclimatiche.
Durante quella settimana, Venezia si è trasformata in un vero e proprio laboratorio vivente di diplomazia climatica, un luogo in cui scienza, finanza, arte, industria e istituzioni multilaterali hanno lavorato insieme per progettare soluzioni per il Pianeta Acqua.
Tutte le università veneziane sono state coinvolte attivamente, contribuendo con competenze, ricerca e presenza sul territorio. Gli speaker internazionali – tra scienziati, amministratori pubblici, leader indigeni, investitori e attivisti – hanno animato la città attraverso incontri, dialoghi e laboratori.
L’intera Venezia è diventata un ecosistema civico diffuso, in cui discipline diverse si sono intrecciate e le tradizionali separazioni tra ambiti sono state superate, lasciando spazio alla costruzione di nuove alleanze e a una leadership orientata alla rigenerazione.
In questo senso, la Venice Climate Week 2025 si è rivelata molto più di una conferenza: un catalizzatore di alleanze trasformative, capace di attivare comunità di apprendimento, mobilitare territori e cittadini e proporre un modello replicabile di collaborazione multi-stakeholder per il futuro del Pianeta Acqua.
2026: PLANET AQUA, PLANET PEACE
Con il titolo Planet Aqua, Planet Peace, la seconda edizione introduce una prospettiva ancora più ampia e radicale: ripensare il futuro del pianeta a partire dall’acqua.
L’acqua non più soltanto come emergenza o risorsa, ma come infrastruttura fondamentale del XXI secolo: una chiave di lettura attraverso cui interpretare le grandi trasformazioni contemporanee – dalle città costiere ai sistemi alimentari, dalla governance globale all’innovazione tecnologica, fino ai temi della salute, delle migrazioni e della sicurezza.
L’acqua diventa così il punto di convergenza tra crisi e possibilità, tra vulnerabilità e progetto: una forza generativa attraverso cui immaginare nuovi modelli di sviluppo, nuovi equilibri tra umano e naturale, nuove forme di cooperazione tra territori.
In questa prospettiva, la Venice Climate Week 2026 si configura come uno spazio di convergenza in cui ricerca scientifica, politiche pubbliche, pratiche artistiche e partecipazione civica si intrecciano per costruire nuovi modelli di convivenza tra sistemi naturali e sistemi umani.
TRE ASSI, UN’UNICA TRAIETTORIA
Il programma si articola attorno a tre dimensioni strettamente interconnesse:
- Planetary Knowledge: uno spazio dedicato alla co-produzione di conoscenza, in cui scienziati, ricercatori e giovani lavorano insieme per ridefinire i paradigmi della ricerca oceanica e climatica, in linea con gli obiettivi della Ocean Decade;
- Civic Imagination: un insieme di pratiche artistiche, dispositivi narrativi e momenti di confronto intergenerazionale che restituiscono all’acqua una dimensione culturale e simbolica, riconoscendola come bene comune, memoria condivisa e spazio di futuro;
- Regenerative Alliances: tavoli di lavoro, summit e momenti di confronto ad alto livello che riuniscono città, istituzioni e attori del settore pubblico e privato per co-progettare nuovi modelli di cooperazione per la rigenerazione dei territori costieri e la governance degli oceani.
Tre livelli distinti ma interdipendenti, che riflettono la natura stessa del progetto: un dispositivo capace di tenere insieme conoscenza, immaginazione e azione.
PLANET AQUA – THE WORLD BLUE COMMUNITY FORUM
Il momento culminante della settimana sarà il Planet Aqua – World Blue Community Forum, un incontro internazionale che riunirà sindaci delle principali città d’acqua, rappresentanti delle Blue Communities, governi locali, scienziati, leader dell’industria e della finanza, organizzazioni filantropiche, agenzie multilaterali, artisti e innovatori. Non un semplice appuntamento istituzionale, ma un luogo operativo, in cui visioni e competenze convergono per costruire un’alleanza strategica per il Pianeta Acqua.
Al centro del Forum, una consapevolezza condivisa: l’acqua è la condizione stessa della vita, e come tale richiede nuovi modelli di governance fondati su giustizia, resilienza e responsabilità collettiva.
In questo contesto saranno presentati e valorizzati i progetti più efficaci sviluppati da città e territori, capaci di offrire soluzioni concrete e replicabili per la rigenerazione delle risorse idriche.
Saranno attivate task force internazionali per la definizione di un Action Plan multilivello – locale, regionale e globale – e verrà costruita una roadmap condivisa, frutto della collaborazione tra scienza, policy, industria, finanza, cultura e società civile. Il Forum si concluderà con una chiamata collettiva all’azione, fondata su tre principi: la giustizia dell’acqua come base dell’equità climatica; lo sviluppo di economie blu capaci di rigenerare, e non sfruttare, le risorse; il rafforzamento della leadership locale nella gestione dei beni comuni.
Questa chiamata non resterà dichiarativa: sarà accompagnata da un percorso concreto di adesione e da un impegno formale da parte delle comunità politiche, economiche, accademiche e civiche coinvolte.
L’atto finale del Forum segnerà la convergenza tra discipline e settori diversi, traducendo il dialogo in responsabilità condivisa e in impegni concreti.
In un tempo segnato da crisi sistemiche e frammentazione, Venice Climate Week 2026 propone un cambio di paradigma: non più solo interpretare la complessità, ma organizzarla in azione.
Venezia, ancora una volta, non si limita a rappresentare la fragilità del presente, ma si offre come luogo in cui immaginare e costruire, collettivamente, le condizioni di un futuro possibile.
Venice is calling the world.
I PROMOTORI
Il progetto porta la firma di Riccardo Luna, giornalista, già direttore di Wired Italia, Digital Champion per l’Italia, autore di documentari e progetti editoriali dedicati al clima. La curatela è condivisa con Sara Roversi, fondatrice e presidente del Future Food Institute, e Cristiano Seganfreddo, innovatore e imprenditore creativo, editore di Flash Art.
La Venice Climate Week è organizzata dal Future Food Institute, fondazione internazionale impegnata nello sviluppo di modelli rigenerativi e nella formazione di nuove generazioni di leader per la transizione ecologica, in collaborazione con una rete globale di istituzioni, università e partner strategici.
LE LOCATION
Il programma si sviluppa in alcuni dei luoghi più significativi di Venezia, trasformando la città in una piattaforma diffusa di incontro e lavoro.
Tra le sedi principali: La Casa di The Human Safety Net alle Procuratie, Ocean Space, UniversitàIUAVdiVenezia, CNR–Biodiversity GatewayeArsenale, Teatro Goldoni, Fondazione Giorgio Cini, Casa Sanlorenzo, il centro SEABEYOND–UNESCOsull’isola di San Servolo e Fabbrica H3 all’Ex Chiesa Santi Cosma e Damiano alla Giudecca.
Luoghi diversi per storia e funzione – istituzioni culturali, spazi di ricerca, sedi accademiche e contesti produttivi – che, nel corso della settimana, vengono messi in relazione per costruire un ecosistema temporaneo in cui conoscenza, progettualità e azione si incontrano.
IL PROGRAMMA
3 GIUGNO 2026 – OPENING | THE HUMAN SAFETY NET ALLE PROCURATIE
La Venice Climate Week 2026 si apre nel cuore di Venezia con una giornata inaugurale dedicata alla definizione della visione strategica dell’intera settimana.
Nella Casa di The Human Safety Net alle Procuratie, istituzioni, scienza, impresa e cultura si incontrano per interrogarsi sul costo – spesso invisibile – dell’inazione climatica.
Ad aprire i lavori, gli interventi istituzionali di Alberto Stefani, Presidente della Regione Veneto, e Andrea Sironi, Presidente di Generali, affiancati dalla voce delle nuove generazioni con l’attivista indiana Licypriya Kangujam e da un momento artistico affidato alla cantautrice Marianne Mirage.
Il dialogo tra etica, arte e responsabilità vede protagonisti il Cardinale Fabio Baggio, Sotto-Segretario del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, e l’artista Michelangelo Pistoletto, mentre la giornata culmina con la keynote dell’economista e sociologo Jeremy Rifkin, che rilancia il tema della Water Declaration come fondamento di una nuova civiltà basata sull’interdipendenza.
Nel pomeriggio, Deloitte presenta il report globale The Cost of Climate Inaction con le keynote di Fabio Pompei, CEO di Deloitte Italia, e Massimo Tavoni, Direttore RFF-CMCC del Politecnico di Milano, seguita da una tavola rotonda su finanza e responsabilità con Lucia Silva, Group Chief Sustainability Officer di Generali, Laura Maida, Head of ESG Steering di Intesa Sanpaolo, e rappresentanti del sistema economico italiano.
La giornata si chiude con Canto d’Acqua, performance del filosofo Telmo Pievani e del musicista Cristiano Godano, un attraversamento poetico e scientifico dell’acqua come memoria e futuro.
A Casa Sanlorenzo, al tramonto, prende avvio il ciclo dei Sanlorenzo Talks con un primo incontro dedicato alla ridefinizione del valore tra economia e natura, con l’ambientalista Hunter Lovins e l’architetta e attivista Giulia Foscari.
4 GIUGNO 2026 – SCIENCE, POLICY & THE CLIMATE TRANSITION
Sempre nella Casa di The Human Safety Net alle Procuratie, la seconda giornata mette al centro il dialogo tra scienza e decisione politica, con l’obiettivo di tradurre conoscenza scientifica in azione sistemica.
Dalla lettura dello stato del clima con Carlo Barbante (Ca’ Foscari) e la climatologa Elisa Palazzi (Università di Torino), alla progettazione dei sistemi energetici del futuro con l’architetto Mario Cucinella in dialogo con Fabrizio Pilo (Università di Cagliari), Maria Giovanna Parisi (Università di Palermo) e Giulia Genuardi (Direttore Generale, Fondazione Centro Studi Enel), fino al ripensamento dell’industria marittima con Fabio Fritelli (Managing Director di NEXTCHEM) e Massimo Perotti (Executive Chairman di Sanlorenzo), il programma attraversa i nodi chiave della trasformazione contemporanea.
Nel pomeriggio, la Blue Economy diventa terreno operativo di innovazione: l’imprenditore belga Gunter Pauli introduce una visione economica rigenerativa, mentre Elisa Zambito Marsala(Responsabile Education Ecosystem and Global Value Programs, Intesa Sanpaolo), Jan Pachner (Secretary General of the One Ocean Foundation), Massimo Deandreis (Direttore Generale, SRM Centro Studi, Intesa Sanpaolo), Francesco Perrini (SDA Bocconi) e Iñigo Larraya Tejero (Chief Sustainability Officer Europe L’Oréal Groupe) dialogano su modelli concreti di impatto territoriale.
Parallelamente, a San Servolo, il programma Cosmopolites coinvolge studenti provenienti da tutta Italia in un percorso educativo immersivo dedicato alla cultura dell’oceano e alla cittadinanza attiva. Tra sessioni con Francesca Santoro (UNESCO – Ocean Literacy) e Gabriele Laffranchi (Vicepresidente di ApiS – Amore per il Sapere), esperienze presso il centro SEA BEYOND e momenti di confronto, i partecipanti sono chiamati a misurarsi con la complessità della crisi climatica attraverso laboratori, simulazioni e dibattiti strutturati, sviluppando strumenti critici e consapevolezza del proprio ruolo nella transizione.
A fine giornata la musica diventa catalizzatore di una coscienza climatica collettiva con momenti live affidati alla Climate Playlist di Luca Sofri e alla performance di Eugenio in Via di Gioia, mentre a Casa Sanlorenzo proseguono i Sanlorenzo Talks serali con il Guest Artist di questa edizione della Venice Climate Week, Emiliano Ponzi, e Gabriele Rossi (Founder di Accurat), che insieme esplorano come le immagini plasmino la nostra comprensione della crisi climatica.
5 GIUGNO 2026 – NET POSITIVE FUTURES & STATE OF THE WATER
Al centro della terza giornata, l’acqua come infrastruttura critica del presente e del futuro.
Nella Casa di The Human Safety Net alle Procuratie, Kaveh Madani (Director, United Nations University – Institute for Water, Environment and Health) apre con una riflessione sul concetto di “water bankruptcy”, seguito da un panel con Mario Sprovieri (Director of the Institute for the study of Anthropic Impacts and Sustainability in the marine environment, CNR) e Roberto Danovaro (Università Politecnica delle Marche) e una keynote di Jeremy Rifkin su risorse idriche, sistemi e civiltà.
Il clima riflesso nell’acqua è l’evento di presentazione del Report di Italy for Climate, per riflettere sui legami tra acqua e clima attraverso una combinazione di dati e performance artistica. Con Edo Ronchi (Presidente, Fondazione sviluppo sostenibile) e Maria Alessandra Gallone (Presidente, Ispra) per un dialogo sullo stato dell’acqua in Italia, con Andrea Barbabella (Coordinatore, Italy for Climate) che presenterà una fotografia del Rapporto, seguiti dal monologo musicale Tropico mediterraneo di Stefano Liberti.
Il panel Venice 2100 con Andrea Rinaldo (Direttore Laboratoire d’Écohydrologie, École Polytechnique Fédérale di Losanna) e Piero Lionello (Direttore Museo dell’Ambiente, Università del Salento), moderato da Francesco Musco (Vice Rettore per la Sostenibilità, Università IUAV di Venezia, e Direttore Planning Climate Change Lab) immagina il futuro della città come laboratorio di adattamento climatico.
Nel pomeriggio, Paul Polman (Co-founder e Presidente emerito, IMAGINE, co-autore di Net Positive) guida una riflessione sulla transizione verso modelli capaci di generare valore ecologico e sociale, seguito da una conversazione tra Emma Ursich (Group Head of Corporate Identity di Generali e CEO della Fondazione The Human Safety Net) e Michele Falcone (Direttore Generale Gruppo CAP) che si confrontano sul passaggio dai sistemi estrattivi a economie rigenerative.
Segue un panel su rischi climatici e transizione energetica con Carlo Carraro(Ex Rettore, Ca’ Foscari), Paolo D’Aprile (Amministratore Delegato, Deloitte Climate & Sustainability) e il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica dell’Italia, Gilberto Pichetto Fratin.
In parallelo, presso lo IUAV, un’intera giornata è dedicata al ruolo delle città e delle istituzioni locali, con tavoli operativi su adattamento, governance delle Blue Communities e gestione del rischio climatico, che vedono la partecipazione, con Francesco Musco, di Stefano Pisani (Sindaco di Pollica – Delegato ANCI ai Rapporti con l’UNESCO), Paola Mercogliano (Principal Scientist, CMCC Foundation).
Infine, la sessione Food for Climate esplora i sistemi alimentari come leva strategica per mitigazione, adattamento ed equità, contribuendo alla definizione di una roadmap globale FAO per sistemi resilienti, con interventi di David Laborde( Director, Agrifood Economics Division, FAO), Paul Polman, Merijn Dols (Innovation Catalyst on Circular Economy & Food Systems) e Hunter Lovins (Presidente e fondatrice, Natural Capitalism Solutions).
La giornata si conclude al Teatro Goldoni con lo spettacolo Mar de Molada di Marco Paolini, con il Coro delle Cicale, diretto da Giuseppina Casarin: una performance che intreccia narrazione, scienza e memoria del territorio.
6 GIUGNO 2026 – CAPITAL, CULTURE & CONSCIOUSNESS
Immaginare un mondo diverso: il ruolo dell’arte nell’era della crisi climatica.
Nell’ex Chiesa di San Lorenzo, sede di Ocean Space, il programma realizzato in collaborazione con TBA21 immagina un altro mondo, mettendo al centro il ruolo dell’arte, dell’immaginazione civica e della finanza nell’epoca della crisi climatica, per ridefinire il concetto di valore.
Il rapporto tra percezione, conoscenza e crisi climatica viene esplorato a partire da The Overview Effect: Ersilia Vaudo Scarpetta (astrofisica dell’Agenzia Spaziale Europea, coinvolta nel programma Artemis) ci guida nel cambio di prospettiva tra spazio, immaginazione e futuro della Terra.
Una proiezione speciale di Net Positive – The Movie introduce un dialogo sul capitale rigenerativo, guidato da Giovanna Melandri (Presidente di Human Foundation), con Paul Polman, Marco Lambertini (ex Direttore Generale WWF International), Bertrand Badré (CEO, Blue Like an Orange Sustainable Capital) e Nick Hurd (Presidente, GSG Impact).
Nel pomeriggio, il confronto si sposta sul ruolo dell’arte come dispositivo di consapevolezza e attivazione, con una conversazione tra l’artista Davide Monteleone e Barbara Tagliaferri (Chief Brand & Communications Officer, Head of Arts & Culture, Deloitte).
Una keynote session di Thomas Crowther (ETH Zürich, fondatore di Restor) introduce una riflessione sul rapporto tra arte, cultura e oceano, seguita da un dialogo sulle residenze artistiche con Sébastien Ruiz (Fondation Tara Océan) e Haley Ha (Schmidt Ocean Institute), moderato da Markus Reymann (Co-direttore TBA21).
Momento centrale della giornata è The Queens of the Deep: A Vision for Planet Aqua, dialogo tra Sylvia Earle (oceanografa, National Geographic, Mission Blue) e Rosalba Giugni (Fondatrice e Presidente di Marevivo) che si confrontano sulla tutela degli oceani come responsabilità globale e fondamento di una visione rigenerativa.
Infine, un confronto su città e bioregioni, dedicato alla rigenerazione dei sistemi urbani attraverso acqua, cibo e territorio, moderato da Sara Roversi con Toshikazu Sawa (Direttore, Urban Development Division,Tokyo Tatemono), Cynthia Echave Martínez (co-fondatrice di SharedAgendas, Strategic Advisor on Systemic) e Merijn Dols (EU Portfolio Weaver, BWL Collective), seguito da Art for Climate, a cura di Cristiano Seganfreddo, con Paolo Naldini (Direttore di Cittadellarte Fondazione Pistoletto) e Francesco Stocchi (Direttore Artistico del MAXXI, Museo nazionale delle arti del XXI secolo).
La giornata si conclude con la performance Tech Rider di Chiara Luzzana: una spedizione sonora nel Circolo Artico, tra racconto del progetto SONARTICO e anteprima live di brani tratti dal nuovo album in uscita.
7-8 GIUGNO 2026 – PLANET AQUA | THE WORLD BLUE COMMUNITY FORUM
Il momento culminante della Venice Climate Week è rappresentato, nelle due giornate di chiusura, dal Forum internazionale dedicato al Pianeta Acqua.
Tra CNR,Arsenale e Fondazione Giorgio Cini, due giornate di lavoro riuniscono sindaci, istituzioni, scienziati, imprese e organizzazioni internazionali per trasformare il dialogo in azione.
Fin dalla prima giornata, domenica 7 giugno, il Forum si configura come uno spazio di co-progettazione concreta: dalla definizione di nuovi paradigmi economici e politici – con interventi di Jeremy Rifkin, Mario Sprovieri (Direttore ISMAR CNR – National Research Council), Sandrine Dixson-Declève (Global Ambassador, The Club of Rome) e dell’economista Enrico Giovannini – alla costruzione operativa di task force tematiche.
Le sessioni affrontano il ruolo delle città come attori chiave della governance climatica, il rapporto tra intelligenza artificiale e risorse naturali, e la necessità di nuovi indicatori economici oltre il PIL.
L’8 giugno, in occasione della Giornata Mondiale degli Oceani, si comincia con un keynote dialogue sull’acqua come infrastruttura strategica per geopolitica, ecologia e cultura, con interventi di Jessika Roswall (Commissaria europea per l’ambiente, la resilienza idrica e un’economia circolare e competitiva), Khaled El-Enany (Direttore Generale UNESCO), Maurizio Martina (Vice-Direttore Generale FAO), Kilaparti Ramakrishna (Woods Hole Oceanographic Institution) Massimo Perotti e Sandrine Dixson-Declève.
Il Forum culmina con l’assegnazione dei Planet Aqua City Awards, dedicati alle città che stanno sviluppando modelli replicabili di adattamento e rigenerazione.
La chiusura affida ad Andrea Rinaldo una riflessione finale sul ruolo delle città nella costruzione del futuro, mentre eventi diffusi – tra una lectio magistralis di Timothy Beatley (University of Virginia) allo IUAV e conversazioni con la landscape designer Julia Watson e la musicista americana Madame Gandhi alla Fabbrica H3 nell’Ex Chiesa Santi Cosma e Damiano, alla Giudecca – accompagnano la conclusione della settimana con momenti di approfondimento e celebrazione collettiva.
I PARTNER
La seconda edizione della Venice Climate Week – Planet Aqua, Planet Peace è resa possibile grazie al sostegno di una rete articolata di partner istituzionali, scientifici, culturali e industriali, che contribuiscono allo sviluppo del programma e alla costruzione di un ecosistema internazionale di collaborazione. Fondazioni, centri di ricerca, università, imprese e organizzazioni della società civile partecipano attivamente al progetto, rafforzandone la dimensione operativa e la capacità di generare impatto sui territori e nelle politiche della transizione ecologica.
Founding Partner: Sanlorenzo
Main Partner: Deloitte, Generali
Institutional patronage: ANCI, Città metropolitana di Venezia, Città di Venezia, Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Regione Veneto, 2021-2030 United Nations Decade of Ocean Science for Sustainable Developement
Supporting Partner: Intesa Sanpaolo, L’Oreal, Gruppo CAP, NEXTCHEM
Legacy Partner: FAO, ASVIS, C40 Cities, Centro Euro Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici (CMCC), The EU climate Pact, Ecosistema Futuro, Fondazione Cini, Fondazione Centro Studi Enel, IUAV, Legambiente, Fondazione MareVivo, Ocean Space – TBA21,
One Ocean, SEA BEYOND, Swimmable Cities, The Human Safety Net Ente Filantropico (Fondazione Generali), UNESCO, Università Ca’ Foscari Venezia, Venice International University, Venice Sustainability Foundation, Zeitgeist, Fondazione Sviluppo Sostenibile Media Partner: ANSA, Corriere della Sera
Info e programma completo
Il programma completo è consultabile su veniceclimateweek.org.
Tutti gli eventi sono gratuiti, sarà presto possibile procedere con la registrazione via Eventbrite.
