SCULTURA CUSTODE DELL’ANIMA
Dal 22 maggio 2026 al 6 giugno 2027
Museo d’Arte Cinese ed Etnografico di Parma
PARMA – Una quarantina di sculture lignee, lance, scudi e i maestosi pali degli antenati: il Museo d’Arte Cinese ed Etnografico di Parma apre le porte a una delle culture più remote e affascinanti del pianeta.
Dal 22 maggio 2026 al 6 giugno 2027 “Asmat: scultura custode dell’anima” porterà nelle sue sale la straordinaria tradizione artistica del popolo Asmat, custodi millenari dell’isola di Papua, con il patrocinio del Comune di Parma.
Tra i popoli che hanno saputo preservare con maggiore integrità la propria identità culturale, gli Asmat occupano un posto di assoluto rilievo. L’inaccessibilità del loro territorio ha protetto per secoli una civiltà affascinante e remota, rendendo possibile un primo contatto con il mondo esterno solo in epoca recente e mantenendo intatta una coerenza culturale rara nel panorama etnografico contemporaneo.
Nel mondo Asmat tutto è spirito. Un credo che permea ogni aspetto dell’esistenza quotidiana e trova la sua espressione più potente nell’intaglio del legno: manufatti pregiati che non sono semplici oggetti d’arte, ma custodi viventi delle anime degli antenati. La necessità costante di ricercare l’equilibrio e la comunicazione tra il mondo dei vivi e quello dei morti, tra la comunità umana e il pervasivo regno degli spiriti, plasma ogni gesto, ogni forma, ogni simbolo.
L’esposizione accoglierà circa quaranta opere tra sculture, lance, scudi e i grandi bisj pole, i celebri pali degli antenati che sintetizzano il senso più profondo di questa tradizione. La mostra consente inoltre di comprendere le trasformazioni che hanno attraversato la cultura Asmat nel corso dei secoli: pratiche rituali come il cannibalismo e la caccia alle teste – oggi non più presenti – appartenevano a un orizzonte culturale che ha saputo reinventarsi. In tempi più recenti, la rivalità tra villaggi ha trovato nell’arte il proprio linguaggio privilegiato, attraverso competizioni di scultura che producono manufatti unici, capaci di comunicare al presente gli aspetti più intimi e profondi di questa straordinaria civiltà.
“La società Asmat – puntualizza Padre Enzo Oliviero Verzeletti, direttore del Museo – ha sviluppato nei secoli un sistema simbolico complesso, in cui arte, rito e rapporto con gli antenati erano strettamente intrecciati. Alcune pratiche del passato, oggi non più presenti e non condivisibili nella sensibilità contemporanea, appartenevano a quell’orizzonte culturale. Nel XX secolo il contatto con il mondo esterno ha determinato una trasformazione profonda della comunità e delle sue espressioni rituali. Le sculture lignee esposte testimoniano questa evoluzione e la vitalità di una tradizione artistica ancora capace di parlare al presente”.
Maurizio Salvarani, curatore dell’esposizione e archivista del Museo, sottolinea: “Uno degli aspetti più interessanti riguardo agli Asmat è che, nel breve tempo di una cinquantina d’anni da cui i contatti si sono fatti più assidui, si è andata formando una vera intellettualità locale, che include anche antropologi capaci di indagare approfonditamente la propria cultura dall’interno”.
La Collezione e il patrimonio
La mostra è resa possibile grazie alla donazione della Collezione Fardella-Azzaroli e si inserisce nel solco delle grandi collezioni etnografiche avviate nel 1901 da San Guido Maria Conforti, fondatore della Congregazione dei Missionari Saveriani e del Museo Cinese: un patrimonio di valore storico e antropologico straordinario, che il Museo custodisce e valorizza da oltre un secolo.
Informazioni pratiche
La visita alla mostra è compresa nel costo del biglietto di ingresso al Museo. Biglietto intero: €5, ridotto (minorenni): €2. Ingresso gratuito: persone con disabilità, giornalisti con tesserino, insegnanti in accompagnamento di gruppi scolastici.
Per informazioni:
Museo d’Arte Cinese ed Etnografico, viale San Martino, 8 – 43123 Parma
Tel: 0521 257337
Sito web: www.museocineseparma.org
E-mail: info@museocineseparma.org
Orari: da martedì a sabato dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 19. La domenica dalle 15 alle 19



