GIORNATA API, COLDIRETTI MANTOVA: IN 2-3 ANNI PERSO IL 20% DEGLI ALVEARI
LA DIMINUZIONE CAUSATA DALL’INSTABILITÀ LEGATA AI CAMBIAMENTI CLIMATICI
MANTOVA – Sono circa 10mila gli alveari in provincia di Mantova, ma a causa dei cambiamenti climatici e di una instabilità meteo che sembra sempre più caratterizzare il periodo primaverile ed estivo, il numero è diminuito del 20% nell’arco di 2-3 anni. È la stima di Coldiretti Mantova sulla base di un sondaggio fra i propri associati, in occasione della Giornata mondiale delle Api, istituita dall’Onu, che si celebra il 20 maggio.
“Le stagioni sono sempre più imprevedibili, con forti siccità estive, ma soprattutto dei ritorni di freddo e di pioggia in primavera frequenti, che qualche anni fa non c’erano o non erano così sistematici”, dichiara Pietro Rovesti, allevatore con 600 alveari e consigliere dell’Associazione apicoltori mantovani.
Una frenata sulle produzioni è confermata anche da Alice Perini, imprenditrice di Roncoferraro che produce miele prevalentemente nelle varietà millefiori, melata, acacia, e che in un decennio ha toccato con mano gli effetti del climate change. “Ho iniziato esattamente dieci anni fa – racconta – e all’inizio era tutto più facile, con una maggiore stabilità sul fronte meteo-climatico. Adesso è tutto molto più complicato, in particolare nei mesi di aprile e maggio, dove ci siamo dovuti abituare a piogge improvvise e talvolta violente, sbalzi di temperatura, precipitazioni a volte prolungate e, in alcuni casi, anche a fenomeni di gelate notturne nel mese di aprile”.
Incrociando le dita, la stagione 2026 si è aperta senza particolari choc per le api, grazie a condizioni meteo per ora meno ostili rispetto ai trend degli anni precedenti.
La produzione italiana di miele ammonta oggi a 31 milioni di chili, secondo l’analisi Coldiretti su dati dell’Osservatorio Miele, con la Lombardia che si attesta poco al di sopra dei 4 milioni di chilogrammi, grazie al supporto di quasi 147mila alveari.
Con il solo servizio di impollinazione portato avanti nei campi dalle api e dagli altri insetti che viene stimato in Italia – secondo Coldiretti – in 3 miliardi di euro occorre salvaguardare un settore importante per l’economia, per l’ambiente e per la salute che conta oltre 1,5 milioni di arnie curate dai circa 77mila apicoltori nazionali.
Il ruolo delle api va ben oltre la produzione di miele: tre colture alimentari su quattro (75%) dipendono in una certa misura per resa e qualità dalla loro attività di impollinazione, tra cui le mele, le pere, le fragole, le ciliegie, i cocomeri ed i meloni. In media – sottolinea Coldiretti – una singola ape visita in genere circa 7000 fiori al giorno e ci vogliono quattro milioni di esplorazioni floreali per produrre un chilogrammo di miele.
In Italia si consuma circa mezzo chilo di miele a testa all’anno, sotto la media europea che è di 600 grammi. L’Italia vince però in biodiversità con più di 60 varietà. Inoltre, nuovi studi scientifici hanno evidenziato le proprietà salutistiche dei prodotti delle api (miele, propoli, polline, pappa reale), ricchi di composti bioattivi con proprietà antiossidanti, antinfiammatorie, antimicrobiche e immunomodulanti.

