Riflettori puntati sul Festival della Fotografia Etica 2026: ecco i vincitori del World Report Award

Scopri le emozionanti storie del Festival della Fotografia Etica di Lodi 2026, incentrato su crisi umanitarie e fotogiornalismo d’autore.

26 settembre – 25 ottobre 2026

LODI – Il Festival della Fotografia Etica di Lodi si prepara a tagliare il traguardo della sua diciassettesima edizione, in programma dal 26 settembre al 25 ottobre 2026.

Al centro della manifestazione si conferma il World Report Award – Documenting Humanity, giunto quest’anno alla sua sedicesima edizione. Il premio rappresenta il vero e proprio cuore pulsante del festival e si consolida come l’unico riconoscimento in Italia specificamente dedicato al fotogiornalismo, capace di puntare i riflettori sulle grandi questioni umane e sociali del nostro tempo attraverso lo sguardo dei più importanti reporter internazionali.

I vincitori di questa edizione offrono una panoramica di straordinario impatto visivo ed emotivo sulle crisi umanitarie, le ferite storiche e le trasformazioni ambientali che segnano il pianeta. Nella categoria MASTER, l’iconica fotografa Carol Guzy propone con “ICE – Broken Families” una testimonianza delle deportazioni di massa avviate dall’amministrazione Trump, catturando il trauma dei minori e delle famiglie tra giugno e dicembre 2025.

Per la sezione SPOTLIGHT, il progetto a lungo termine di Chinky Shukla intitolato “When Buddha Stopped Smiling” restituisce voce e memoria alle comunità desertiche del Rajasthan, che ancora oggi mostrano una silenziosa resilienza di fronte alle conseguenze umane e ambientali dei test nucleari indiani del 1974 e 1998.

Il racconto dei conflitti contemporanei prosegue con Abdulmonam Eassa, vincitore della categoria SHORT STORY con “Sudan War, a Nation Trapped”, una cronaca della devastante guerra civile esplosa nel 2023 che ha intrappolato la popolazione in una spirale di inaudita violenza.

La sezione STUDENT vede invece l’affermazione di Mashruk Ahmed con “Broken Promises: July of Memory”, un lavoro incentrato sulle conseguenze dell’insurrezione studentesca del luglio 2024 in Bangladesh e sulla lotta per la giustizia dei sopravvissuti e delle famiglie delle vittime.

“Boy with kippa”, con cui Gianluca Pannella ha vinto categoria SINGLE SHOT, è una di quelle fotografie che non hanno bisogno di una didascalia. Un ragazzo guarda dritto nell’obiettivo. In testa, una kippà stampata con il volto di Donald Trump e il celebre slogan Make America Great Again. Il sacro e il politico, cuciti insieme in un unico oggetto, portato sulla sommità del capo. La fotografia è stata scattata nell’ottobre 2025 presso Hostage Square a Tel Aviv, nell’atmosfera carica e straziante dell’attesa della liberazione degli ostaggi ancora detenuti a Gaza, in seguito agli attacchi di Hamas del 7 ottobre 2023.

Infine, le sezioni in collaborazione con The  Alexia, partnership siglata quest’anno tra il Festival e la S.I. Newhouse School Of Public Communications di Syracuse,  arricchiscono il palmarès con due sguardi di profonda riflessione territoriale.

Per la sezione SPOTLIGHTCarlos Folgoso Sueiro firma “Alén do Lago (Beyond The Lake)”, un’epopea contemporanea che intreccia la storia personale del fotografo con il declino della Galizia, sua terra natale, segnata da incendi, siccità, abbandono e collasso ambientale.

Per la categoria STUDENTJubair Ahmed Arnob esplora con un linguaggio visivo surreale l’impatto dell’inarrestabile urbanizzazione a Dhaka, in Bangladesh, documentando in “The Place Where I Used to Play…” la perdita di memoria e di senso di appartenenza delle comunità fragili.

Pilastro fondamentale di questa diciassettesima edizione è lo spazio dedicato alle organizzazioni non governative attraverso l’Open Call Nonprofit World 2026, una sezione speciale che mette in luce il potere della fotografia come strumento di supporto e denuncia per le ONG globali.

Il percorso espositivo si arricchisce così di sei straordinari progetti documentari: si parte da “Questione di sangue” (Out for Blood), in cui Ginevra Bonina documenta per Pinkishe Foundation la povertà mestruale in India come violazione dei diritti umani e stigma sociale tra le comunità indù, musulmane e adivasi.

La collaborazione con l’UNHCR porta in mostra “Nient’altro che coraggio“ (Nothing But Courage) di Antoine Tardy, un reportage sul riscatto sociale e l’accesso all’istruzione superiore per i rifugiati in contesti complessi come Ciad, Ruanda e Messico.

L’inclusione è anche al centro di “Come una favola” di Stefania Carraturo per Abracadown ODV, che racconta il dietro le quinte di un musical interpretato da giovani con la sindrome di Down per scardinare i pregiudizi attraverso l’arte.

Dalle sfide sociali si passa agli scenari di guerra con “Lezioni nei sotterranei” di Antti Yrjönen per Finn Church Aid, che testimonia la tenacia della scuola in Ucraina, costretta a trasferirsi nei rifugi antiaerei.

Il legame tra comunità e tutela del territorio è invece descritto da Andrea Zanenga in “Il secondo primo volo” per la SPEA, incentrato sulla mobilitazione degli abitanti dell’isola di Corvo nelle Azzorre per salvare i giovani uccelli disorientati dall’inquinamento luminoso.

Infine, lo sguardo si sposta sulle emergenze del Mediterraneo con “ACQUAINTANCE – Ricerca e Soccorso nel Mar Mediterraneo” di Max Cavallari per SOS Humanity, un reportage immersivo sulle delicate operazioni di salvataggio in mare aperto e sul loro profondo impatto emotivo.

Tutte le mostre dei vincitori saranno visitabili durante i fine settimana del festival, offrendo al pubblico un’occasione unica di riflessione e approfondimento.

Per tutte le informazioni e dettagli visitate il sito del Festival www.festivaldellafotografiaetica.it

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