Presentata la stagione 2026-2027 del Teatro Sociale di Mantova: sette spettacoli che uniscono classici e nuove opere per un’esperienza unica

La stagione si aprirà il 10 novembre con Sogno di una notte di mezza estate di W. Shakespeare, diretto da Daniele Salvo e interpretato da Melania Giglio e un cast di tredici attori.

MANTOVA – Il Teatro Sociale di Mantova si prepara ad accogliere una nuova stagione di prosa, confermandosi ancora una volta il fulcro della vita culturale cittadina. Dopo il successo delle ultime stagioni, Comune di Mantova e Fondazione U. Artioli Mantova Capitale Europea dello Spettacolo presentano Mantova Teatro 2026-2027, un cartellone composto da sette spettacoli che intrecciano grandi classici, testi di drammaturgia contemporanea e nuove scritture affidate ad alcuni dei più importanti interpreti della scena italiana.

Sul palco del Teatro Sociale saliranno infatti artisti del calibro di Umberto Orsini, Silvio Orlando, Maria Paiato, Ambra Angiolini, Ivana Monti, Anna Della Rosa, Melania Giglio e Claudio “Greg” Gregori, protagonisti di una stagione capace di attraversare epoche, linguaggi e sensibilità differenti. Un percorso teatrale che spazia da Shakespeare a Pirandello, da Michela Murgia a Martin McDonagh, capace di alternare momenti di riflessione, ironia e grande spettacolo per un’esperienza teatrale a trecentosessanta gradi.

La stagione si aprirà martedì 10 novembre con Sogno di una notte di mezza estate di William Shakespeare, diretto da Daniele Salvo e interpretato da Melania Giglio e un cast di tredici attori. Uno dei capolavori del Bardo torna in scena in una nuova produzione che, tra magie, equivoci e passioni, esplora il sottile confine tra ragione e istinto, desiderio e illusione, in un affascinante gioco di teatro nel teatro.

Giovedì 26 novembre sarà la volta di Accabadora, tratto dall’omonimo romanzo di Michela Murgia vincitore del Premio Campiello 2010. Diretto da Veronica Cruciani e interpretato da Anna Della Rosa, lo spettacolo racconta il complesso rapporto tra Maria e Tzia Bonaria, affrontando temi universali come la maternità, la morte e il perdono.

Martedì 8 dicembre Ambra Angiolini e Ivana Monti saranno protagoniste de La reginetta di Leenane di Martin McDonagh, con la regia di Raphael Tobia Vogel. Un intenso thriller psicologico dai toni grotteschi e ironici che indaga il rapporto conflittuale tra una madre e una figlia, tra dipendenza affettiva, solitudine e desiderio di riscatto.

Martedì 22 dicembre il Teatro Sociale ospiterà Assassinio sull’Orient Express, adattamento teatrale del celebre romanzo di Agatha Christie firmato da Ken Ludwig e diretto da Roberto Valerio. Protagonista sarà Claudio “Greg” Gregori nei panni di Hercule Poirot, chiamato a risolvere uno dei casi più celebri e complessi della storia del giallo.

Il nuovo anno si aprirà giovedì 21 gennaio con Riccardo III di William Shakespeare, con Maria Paiato diretta da Andrea Chiodi. Una delle più grandi interpreti del teatro italiano contemporaneo affronta il ruolo dell’ambizioso duca di Gloucester in una lettura intensa e rigorosa di una delle tragedie più celebri del repertorio shakespeariano.

Martedì 9 febbraio Silvio Orlando sarà protagonista de Il berretto a sonagli di Luigi Pirandello, diretto da Andrea Baracco. Un grande classico del teatro italiano che, attraverso la figura di Ciampa, riflette con straordinaria attualità sul rapporto tra verità, apparenza e convenzioni sociali.

Accanto a questi spettacoli, il Teatro Sociale ospiterà il 25 febbraio Scaramuccia, appuntamento speciale fuori abbonamento organizzato in occasione della Giornata Mondiale della Commedia dell’Arte. Dopo il successo di Arlecchino muto per spavento, Stivalaccio Teatro torna a Mantova con una nuova produzione diretta da Marco Zoppello, un grande omaggio alla tradizione della Commedia dell’Arte tra maschere, equivoci, avventura e comicità.

La stagione si concluderà 10 marzo con Prima del temporale, nuovo progetto teatrale ideato da Umberto Orsini e Massimo Popolizio, che ne firma anche la regia. Un racconto poetico e autobiografico in cui memoria, sogno e realtà si intrecciano nel percorso di un attore alle soglie di una nuova entrata in scena.

La programmazione del Teatro Sociale sarà inoltre arricchita da altri due importanti appuntamenti speciali:

Il 26 settembre verrà riproposta la maratona del Teatro. Un momento significativo per scoprire gi spazi più nascosti del Teatro Sociale. il pubblico si addentrerà sia nei luoghi conosciuti che in quelli più inesplorati dell’iconico edificio, per viverne tutta la magia e la suggestione lungo un percorso che saprà stupire e meravigliare i suoi ospiti. Danzatori, attori, performer e installazioni saranno i protagonisti di questa esperienza fuori dal comune. Questo evento speciale è frutto di una collaborazione con 4D Teatro.

Sabato 17 ottobre il Teatro Sociale ospiterà la data zero di Monet – Una vita a colori, il nuovo spettacolo ideato e interpretato da Marco Goldin dedicato a Claude Monet nel centenario della sua scomparsa. Accanto a Goldin saliranno sul palcoscenico Remo Anzovino al pianoforte e Daniela Savoldi al violoncello e alla voce, per un’esperienza immersiva che intreccia narrazione, musica e immagini nel racconto della vita e dell’opera del maestro dell’Impressionismo.

Domenica 20 dicembre il Teatro Sociale ospiterà inoltre La Traviata di Giuseppe Verdi, nuovo allestimento con la regia di Andrea Bernard e la direzione musicale di Jacopo Brusa. La celebre opera verdiana sarà proposta in una rilettura contemporanea del dramma di Violetta Valéry, interpretata da Elisa Verzier, con l’Orchestra Filarmonica Italiana e il Coro Sinfonico di Parma e dell’Emilia Romagna. Lo spettacolo è promosso da Comune di Mantova, Fondazione U. Artioli Mantova Capitale Europea dello Spettacolo, Teatro Sociale di Mantova e International Music and Arts.

Il Teatro Sociale di Mantova si conferma così luogo di incontro tra tradizione e contemporaneità, capace di accogliere grandi interpreti, produzioni prestigiose e progetti artistici di respiro nazionale. Un cartellone ricco e articolato che invita il pubblico a vivere ancora una volta le emozioni irripetibili dello spettacolo dal vivo e a condividere l’esperienza del teatro come spazio di confronto, riflessione e crescita culturale.

La campagna abbonamenti e la vendita dei biglietti per i singoli spettacoli apriranno sabato 20 giugno.

Andrea Murari, Sindaco di Mantova

Contemporaneità, tradizione, innovazione. È una stagione fatta di nomi forti quella che la Fondazione Artioli propone dal prossimo autunno presso la prestigiosa sede del Teatro Sociale, che una volta di più si conferma centro della nostra vita teatrale. Celebri classici, attrici e attori che si misurano in una gara di maestria. L’Amministrazione comunale saluta con grande soddisfazione il rinnovato impegno, che proseguirà certamente nel tempo e che accoglie la sensibiltà autentica della nostra cittadinanza, rivolgendosi con passione anche alle nuove generazioni.

Federica Restani, Presidente di Fondazione Artioli

Mantova Capitale Europea dello Spettacolo

Negli ultimi anni di attività in cui Fondazione Artioli è stata il soggetto che ha tradotto per il Comune di Mantova,in progettualità culturale l’identità di Mantova come città della cultura, mettendo in relazione istituzioni, artisti, cittadini, scuole, associazioni e realtà produttive del territorio, ci consegnano un risultato che va oltre la qualità delle stagioni realizzate e i numeri del pubblico ritrovato. Abbiamo contribuito a consolidare un’identità culturale della città fondata sul desiderio di incontro, di esperienza condivisa, di interrogazione collettiva sul nostro tempo. Il Teatro Sociale è oggi il luogo in cui questo progetto di città ha preso la forma concreta di uno spazio aperto e inclusivo, capace di accogliere generazioni, sensibilità e visioni differenti; un punto di riferimento in cui Mantova si riconosce e, al tempo stesso, si racconta.  Da questo abbiamo preso spunto per la realizzazione di una stagione attraversata da una domanda ricorrente: che cosa tiene insieme le persone? I grandi classici e le drammaturgie contemporanee che compongono il cartellone esplorano i temi del legame, della responsabilità reciproca, del rapporto tra verità e rappresentazione, tra memoria e identità — spettacoli che parlano di famiglie, comunità, relazioni umane, ovvero di ciò che oggi ci riguarda da vicino. In un’epoca segnata da spinte verso l’isolamento e la frammentazione, il teatro continua a offrire un’esperienza rara: la presenza condivisa, l’emozione vissuta insieme, la riflessione comune. Per questo il Teatro Sociale rappresenta molto più di una programmazione artistica: incarna un’idea di città che sceglie di investire nella cultura come occasione di crescita collettiva, spazio di relazione, strumento per comprendere meglio noi stessi e il mondo che abitiamo. È con questo spirito che presentiamo il nuovo cartellone: non una successione di appuntamenti, ma un percorso da vivere insieme, nella convinzione che il teatro resti uno dei luoghi più preziosi in cui una comunità può riconoscersi, confrontarsi e immaginare il proprio futuro.

Raffaele Latagliata, Direttore artistico della stagione di prosa

Nelle passate edizioni, la strategia di proporre a Mantova un cartellone teatrale di assoluto pregio culturale, capace di intercettare sensibilità diverse e al contempo appassionare la platea, si è rivelata pienamente vincente. La risposta del pubblico, numerosa e calorosa, ha confermato la validità delle nostre scelte. Abbiamo deciso di dare continuità a questo cammino per la stagione 2026-27, proponendo un cartellone poliedrico, intenso e ricco di sfumature. Uno spazio in cui i grandi classici dialogano con la drammaturgia contemporanea e le riscritture moderne. Al centro di tutto restano l’attore e la parola, pronti però a contaminarsi con nuovi linguaggi e regie innovative, capaci di rendere l’esperienza teatrale un viaggio immersivo e attuale. Si rinnova, infine, il nostro impegno prioritario verso le nuove generazioni: avvicinare i giovani al teatro significa investire sul futuro stesso di questa forma d’arte, sia a livello locale, nella realtà di Mantova, sia su scala nazionale.

Federico Ferrari, Coordinatore Fondazione Artioli

Dietro alla complessa gestione e al coordinamento di una stagione così ricca e articolata, batte prima di tutto il cuore di un’organizzazione che desidera far sentire ogni singolo spettatore parte di una grande famiglia. Vogliamo premiare la fedeltà e la passione di chi, anno dopo anno, sceglie di condividere con noi questo viaggio e allo stesso tempo desideriamo avvicinare nuovo pubblico. Sentiamo la forte necessità di valorizzare l’esperienza teatrale come bene davvero condiviso. Peter Brook diceva che il teatro non ha categorie, si occupa della vita, ed è questo l’unico punto di partenza e non c’è niente di più alto; è proprio questa connessione con la vita vera e comune che vogliamo coltivare. Per questa ragione, il nostro obiettivo è spalancare le porte del Teatro Sociale, abbattendo ogni barriera per rendere l’arte accessibile a tutti, per riabbracciare la nostra comunità e tornare a vivere insieme l’emozione pura e la magia irripetibile dello spettacolo dal vivo

Policy Prezzi stagione di prosa (Sogno di una notte di mezza estate, Accabadora, La reginetta di Leenane, Assassinio sull’oriente Express, Riccardo III, Il berretto a sonagli, Prima del temporale)

– Platea Gold: € 35,00;

– Platea: € 30,00

– I, II, III ordine di palchi: € 27,00;

– Loggia: € 20,00

– Loggione: € 17,00;

– Abbonamento Platea Gold: € 210,00;

– Abbonamento Platea: € 180,00.

Gli abbonamenti sono disponibili esclusivamente presso la biglietteria del Teatro Sociale di Mantova

Policy Prezzi “Scaramuccia”

– Platea: € 30,00

– I, II, III ordine di palchi: € 27,00;

– Loggia: € 20,00

– Loggione: € 17,00;

Policy Prezzi “Monet – Una vita a colori”

– Platea: € 38,00

– I, II, III ordine di palchi: € 38,00;

– Loggia: € 28,00

– Loggione: € 22,00;

Policy Prezzi “La Traviata”

– Platea Gold: € 65,00;

– Platea: € 60,00

– I, II, III ordine di palchi: € 55,00;

– Loggia: € 40,00

– Loggione: € 40,00;

Ciascun abbonato alla stagione di prosa avrà la possibilità di acquistare un biglietto IN PLATEA per gli spettacoli “Scaramuccia” e “Monet – Una vita a colori“ a prezzo scontatissimo. Il biglietto dovrà essere richiesto al momento del dell’acquisto dell’abbonamento di prosa. Il posto verrà assegnato tra i migliori posti disponibili al momento.

Informazioni su riduzioni presso la Biglietteria del Teatro Sociale e sul sito http://www.mantovateatro.it

Biglietti in vendita

– online su Ticketone.it

– presso la biglietteria del Teatro Sociale di Mantova, P.zza Cavallotti 14/a – 46100 Mantova:

  Orari di apertura: martedì dalle 10:00 alle 13:00, giovedì dalle 16:00 alle 19:00, sabato dalle 10:00 alle 13:00    

  Telefono: 0376 1590869 (negli orari di apertura) – Mail biglietteria@mantovateatro.it

Stagione Prosa ’26-’27

Martedì 10 Novembre 2026 ore 21.00

SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE

di William Shakespeare

con Melania Giglio

e con Martino Duane, Alessandro Marmorini, Maria Luisa Zaltron, Federico Gatti, Marial Bajma Riva, Alberto Mariotti, Matilda Farrington, Tommaso Sartori, Odette Piscitelli, Eleonora Russo, Filippo Rusconi, Raffaele Vernieri, Joyce Conte

regia di Daniele Salvo

acting coach in english Eleonora Russo, scene Fabiana Di Marco, costumi Daniele Gelsi, luci Giuseppe Filipponio, musiche originali Patrizio Maria D’Artista, assistente alla regia Matteo Fiori, assistente scenografia Giovanna Stringa organizzazione Alessia Nardecchia

Produzione Bis Tremila srl in collaborazione con Teatro Quirino srl

Il Sogno di una notte di mezza estate è un vero e proprio teorema sull’amore ma anche sul nonsense della vita degli uomini che si rincorrono e che si affannano per amarsi, che si innamorano e si desiderano senza spiegazioni, che si incontrano per una serie di casualità di cui non sono padroni. Un gioco, a volte divertente a volte crudele, di specchi e di scatole cinesi che rivelano quanto la vita degli uomini sia soggetta a mutamenti inspiegabili e come il meccanismo del “teatro nel teatro” riveli la verità più profonda della vita.

Gli uomini si affannano in un folle girotondo e nel frattempo i goblin si burlano di loro per soddisfare i propri capricci: il dissidio tra Oberon e Titania, infatti, sconvolge la natura e le stagioni mentre un magico fiore rompe le dinamiche degli innamorati che si scambiano ruoli e amanti. Uno spettacolo sul dissidio continuo e inevitabile tra ragione e istinto, tra apollineo e dionisiaco, tra il bello e il bestiale che vive in ognuno di noi e sulla riflessione quanto mai attuale di come nell’uomo questi due aspetti debbano necessariamente convivere. E il ruolo del teatro? Come Bottom e i suoi compagni, il teatro trasfigura ed esplicita, talvolta goffamente, talvolta poeticamente, quello che sono i segreti del cuore e dei sentimenti umani. Ai poveri teatranti non resta, tra tutta questa confusione che cercare di entrare nel fitto bosco delle umane passioni e tentare di rappresentarle, per dirla alla Bottom, “nel modo più osceno e coraggioso”

Giovedì 26 Novembre 2026 ore 21.00

ACCABADORA

 dal romanzo di Michela Murgia

con Anna Della Rosa

regia di Veronica Cruciani

edito da Giulio Einaudi Editore

drammaturgia Carlotta Corradi

Produzione Savà Produzioni Creative, Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale

Accabadora, uno dei più bei romanzi di Michela Murgia nonché uno dei libri più letti in Italia negli ultimi anni (vincitore del Premio Campiello 2010) è lo spettacolo di Veronica Cruciani interpretato da Anna Della Rosa.

Il testo teatrale è scritto da Carlotta Corradi su richiesta della regista che da subito ha pensato di farne un monologo partendo dal punto di vista di Maria, la figlia di Bonaria Urrai, l’accabadora di Soreni.

Michela Murgia racconta una storia ambientata in un paesino immaginario della Sardegna, dove Maria all’età di sei anni viene data a fill’e anima a Bonaria Urrai, una sarta che vive sola e che all’occasione fa l’accabadora.

La parola, di tradizione sarda, prende la radice dallo spagnolo acabar che significa finire, uccidere. Bonaria Urrai aiuta le persone in fin di vita a morire. Maria cresce nell’ammirazione di questa nuova madre, più colta e più attenta della precedente, fino al giorno in cui scopre la sua vera natura. È allora che fugge nel continente per cambiare vita e dimenticare il passato, ma pochi anni dopo torna sul letto di morte della Tzia Bonaria. L’accudimento finale è uno dei doveri dell’essere figlia d’anima, una forma di adozione concordata tra il genitore naturale e il genitore adottivo.  La drammaturgia di Carlotta Corradi parte proprio dal ritorno di Maria sul letto di morte di Tzia Bonaria. C’è un tempo di separazione tra le due donne che pesa in questo incontro. La verità, la rabbia che la ragazza ancora prova per il tradimento subito dalla Tzia viene a galla prepotentemente, nonostante gli sforzi che Maria compie per galleggiare tra i migliori ricordi.

Martedì 8 Dicembre 2026 ore 21.00

LA REGINETTA DI LEENANE

di Martin Mcdonagh

con Ambra Angiolini, Ivana Monti

e con Stefano Annoni, Edoardo Rivoira

regia di Raphael Tobia Vogel

scene Angelo Linzalata, luci Oscar Frosio,

costumi Simona Dondoni, musiche Andrea Cotroneo

Produzione Teatro Franco Parenti

in accordo con Arcadia & Ricono Ltd per gentile concessione di Knight Hall Agency Ltd

Con La reginetta di Leenane il drammaturgo irlandese Martin McDonagh, maestro del teatro contemporaneo e del grottesco, costruisce un thriller psicologico dal sapore noir, in cui la tensione e lo humour si fondono in un racconto spietato sulla famiglia e sulla solitudine. Un legame, quello tra una madre e una figlia, avvelenato dall’odio, segnato da un conflitto incessante dove il rancore e la dipendenza si intrecciano in un gioco perverso di potere e frustrazione.La madre sembra fare di tutto per sabotare la felicità della figlia, vincolandola a sé con sottili manipolazioni e stratagemmi meschini. Ma è davvero solo colpa sua se la vita non le ha riservato grandi opportunità? Nessuna delle due è un mostro, nessuna è completamente innocente.

Sono semplicemente due anime in lotta, aggrappate con ferocia alla propria disperazione. Non c’è mai un gesto di affetto tra loro, mai una carezza: il loro linguaggio è fatto di battute

taglienti, di litigi urlati, di crudeltà a tratti brutali, ma sempre venate di una vulnerabilità disarmante. In questa tensione costante, ogni oggetto quotidiano diventa una minaccia e l’ambiente domestico si trasforma in una pol- veriera pronta a esplodere. A spezzare questa atmosfera ci pensa l’ironia nera di Mc- Donagh, con uno humour tagliente e dissacrante, capace di strappare risate amare. Si ride, sì, ma a denti stretti, perché l’inquietudine è sempre presente, in un crescendo che lascia emergere un pessimismo quasi tragico sulla famiglia e, forse, sull’umanità intera.

Uno spettacolo che è una sfida emotiva e attoriale di grande intensità per due interpreti straordinarie come Ambra Angiolini e Ivana Monti.

Martedì 22 Dicembre 2026 ore 21.00

ASSASSINIO SULLORIENT EXPRESS

di Agatha Christie

adattamento Ken Ludwig

traduzione Edoardo Erba

un cast di 12 attori (in via di definizione)

regia di Roberto Valerio

scene Laura Benzi

Produzione Viola Produzioni – Centro di Produzione Teatrale

Assassinio sull’Orient Express è l’adattamento teatrale del celebre romanzo di Agatha Christie, firmato da Ken Ludwig, che porta in scena uno dei capolavori assoluti del genere giallo, trasformando il palcoscenico in un dispositivo narrativo di suspense, tensione e ambiguità morale.

Durante l’inverno del 1934, una valanga spezza il silenzio delle montagne e intrappola il leggendario Orient Express in un deserto di ghiaccio. Il treno, immobilizzato in un paesaggio di neve e silenzio, diventa uno spazio chiuso e sospeso. Nel cuore della notte, un ricco passeggero americano viene ritrovato brutalmente assassinato nella sua cabina: molte coltellate, nessuna traccia nella neve, nessuna via di fuga.

Tra i viaggiatori si trova Hercule Poirot, il celebre detective belga, interpretato da Claudio “Greg” Gregori, costretto a confrontarsi con uno dei casi più complessi e destabilizzanti della sua carriera. Attraverso una serie di interrogatori serrati, Poirot ricostruisce un intricato mosaico di testimonianze, contraddizioni e false piste. Le identità si sfaldano, le versioni dei fatti si moltiplicano, e ciò che inizialmente appare come un semplice delitto si rivela progressivamente come l’esito di una vicenda collettiva, in cui responsabilità individuali e colpe condivise si sovrappongono. Il treno si trasforma così in una vera e propria gabbia morale, un luogo in cui la verità non è mai univoca e la giustizia si rivela problematica e ambigua.

Nel corso dell’indagine, Poirot è chiamato non solo a risolvere un enigma perfetto dal punto di vista logico, ma anche a prendere posizione di fronte a una verità che mette in crisi i principi stessi su cui si fonda il suo metodo investigativo. La rivelazione finale, inattesa e sconvolgente, costringe il detective, e con lui lo spettatore, a interrogarsi sul confine sottile che separa la legge dalla giustizia, la colpa dalla punizione, la vendetta dal riscatto.

La regia di Roberto Valerio costruisce un dispositivo scenico immersivo e fortemente evocativo, in cui il treno diventa un organismo vivo che trattiene i personaggi e li mette a nudo, coinvolgendo lo spettatore in un’esperienza di tensione continua fino all’ultimo, decisivo svelamento.

Assassinio sull’Orient Express si configura così come un thriller teatrale elegante e implacabile, capace di trasformare un enigma poliziesco in una riflessione profonda sulla responsabilità collettiva e sul senso stesso della giustizia.

Giovedì 21 Gennaio 2027 ore 21.00   

RICCARDO III

di William Shakespeare

riduzione e adattamento Angela Dematté

regia di Andrea Chiodi

con Maria Paiato

e con Riccardo Bocci, Tommaso Cardarelli, Francesca Ciocchetti, Ludovica D’Auria, Giovanna Di Rauso, Giovanni Franzoni, Igor Horvat, Emiliano Masala, Cristiano Moioli, Lorenzo Vio, Carlotta Viscovo

scene Guido Buganza, costumi Ilaria Ariemme, musiche Daniele D’Angelo, luci Cesare Agoni, trucco e parrucco Bruna Calvaresi, sartoria Mediapont Arte Tessile,
assistente alla regia Francesco Biagetti, assistente ai costumi Valentina Volpi

Produzione Centro Teatrale Bresciano, Teatro Nazionale di Genova,

Teatro Biondo di Palermo, Teatro di Roma – Teatro Nazionale

Tutto il talento e la straordinaria forza di Maria Paiato incontrano il Riccardo III di Shakespeare. Un progetto desiderato dall’attrice veneta che prende ora vita grazie all’intesa con il regista Andrea Chiodi: una corrispondenza nello sguardo sul testo che vuole Paiato nei panni di Re Riccardo l’usurpatore, il genio cattivo, il tipo di uomo politico crudele, machiavellico, più volte preso di mira dal teatro elisabettiano. La sua sarà un’interpretazione del ruolo maschile che punta a restituire uno Shakespeare fedele all’originale.

“Ora l’inverno del nostro scontento è diventato gloriosa estate sotto questo sole di York”: è così che si apre la tragedia del Bardo, tra le opere più celebri, divisa in cinque atti, che racconta l’ascesa al trono e la repentina caduta del malvagio Riccardo, duca di Gloucester.

Èl’ultima delle quattro opere della tetralogia minore di Shakespeare e conclude il drammatico racconto della storia inglese iniziato con l’Enrico IV parte I. Il Bardo la scrisse intorno al 1592, drammatizzando gli eventi storici avvenuti circa un secolo prima quando, al termine della Guerra delle due rose, il potere dei Plantageneti in Inghilterra fu sostituito dalla dinastia Tudor. Tali eventi, culminanti con la sconfitta di Riccardo nella battaglia di Bosworth Field nel 1485, erano ben noti a tutti gli inglesi del tempo di Shakespeare, e il pubblico si identificava con le fazioni politiche rappresentate in scena. Al centro dell’opera sta la figura di Riccardo: in un fisico deforme, racchiude un’indomabile forza negativa, e la sua fedeltà al proprio destino suscita, nonostante la crudeltà del personaggio, un innegabile fascino.

Martedì 9 Febbraio 2027 ore 21.00

IL BERRETTO A SONAGLI

di Luigi Pirandello

con Silvio Orlando

e con (in o.a.) Francesca Botti, Michele Eburnea, Francesca Farcomeni, Davide Lorino, Annabella Marotta, Stefania Medri, Marta Nuti

regia di Andrea Baracco

revisione linguistica Letizia Russo e Andrea Baracco, aiuto regia Andrea Lucchetta, scena Roberto Crea, costumi Marta Crisolini Malatesta, luci Simone De Angelis, sound designer Giacomo Vezzani, aiuto regia Andrea Lucchetta, management Federico Corona

Produzione Cardellino srl in coproduzione con Teatro Stabile dell’Umbria – Teatro Stabile di Bolzano

Al suo primo Pirandello a teatro, Silvio Orlando sfiora con delicatezza e intelligenza tutte le ambigue e complesse sfumature della tragica umanità di Ciampa nel Berretto a sonagli, diretto da Andrea Baracco.

Cinque anni dopo aver scritto la novella La Verità, Luigi Pirandello la trasforma nei due atti de Il berretto a sonagli, la cui versione siciliana confezionata per Angelo Musco debutta nel 1917 al Teatro Nazionale di Roma. In una delle lettere indirizzate a Musco che metteva in dubbio le qualità della commedia e del suo protagonista, Ciampa, Pirandello dice di come questo sia un personaggio “strapieno di tragica umanità, non vivo ma arcivivo”.

L’umiltà dell’uomo Ciampa giganteggia, il ridicolo lo infanga; è come se una lama inesorabile gli spaccasse sempre più profondamente il petto, per mostrare il suo cuore e allora si difende con parole vive e umanamente strazianti. Comincia il suo percorso con una semplicità che gli consente di avere aspetti comici, di una comicità ironica con cui si prende ferocemente gioco dell’ottusità degli altri, per poi precipitare – conclude il regista –, nella sua umiliazione da vinto, in una sorta di esaltazione lirica che fa transitare continuamente lo spettatore dal riso all’angoscia.

Giovedì 25 Febbraio 2027 ore 21.00

in occasione della giornata mondiale della Commedia dell’arte

SCARAMUCCIA

soggetto originale e regia di Marco Zoppello

con Sara Allevi, Marie Coutance, Anna De Franceschi, Michele Mori, Stefano Rota,

Pierdomenico Simone, Marco Zoppello ed altri 2 attori in via di definizione

Produzione Stivalaccio Teatro, TSV – Teatro Nazionale delmVeneto, Teatro Stabile di Bolzano

Spettacolo fuori abbonamento

Ciascun abbonato alla stagione di prosa avrà la possibilità di acquistare un biglietto IN PLATEA per lo spettacolo Scaramuccia” a prezzo scontato. Il biglietto dovrà essere richiesto al momento del dell’acquisto dell’abbonamento di prosa. Il posto verrà assegnato tra i migliori posti disponibili al momento.

Siamo nel 1645 ed a Creta, importantissima isola del dominio da mar veneziano, sta per avere luogo il più terribile assedio che la Serenissima abbia mai conosciuto. E mentre la quinta guerra turco-veneziana è alle porte, Pantalone de’ Bisognosi, mercante e colono dell’isola, intreccia rapporti con la capitale Venezia per dare in sposa la figlia Ortensia al ricco Don Alonso. Ma proprio a Venezia Don Alonso si imbatte in Scaramuccia, napoletano male in arnese, e nel suo servo Arlecchino, e ne nasce, per l’appunto, una scaramuccia che vede Don Alonso avere la peggio e perire. Scaramuccia fugge in direzione di Candia (così era allora chiamata l’isola di Creta), inseguito da Flavia, innamorata di Don Alonso e assetata di vendetta. A Candia la situazione precipita, levando un momento gli occhi verso oriente, si intravedono già le vele nere della flotta Ottomana dirigersi a gran velocità verso l’avamposto veneziano. In questo Mediterraneo che non è solo mare, ma un’anima liquida dove storie millenarie hanno intessuto un arazzo di lingue multiformi, prende vita una storia che parla d’amore, di gelosia, di lotte e di guerre. Una storia che, come nella migliore tradizione della commedia all’improvviso, mescola il serio e il faceto, il sacro e il profano, la verità e il romanzo, e ci porta in un viaggio straordinario tra le antiche maschere, le navi d’alto bordo e le solide mura dell’isola di Creta

Di origine napoletana, evoluzione del capitano fanfarone e vanaglorioso, Scaramucia è diventato poi, grazie alla sapienza dell’attore Tiberio Fiorilli, una sorta di simpatico furbacchione che preferì sostituire la spada con la chitarra. Ancora una volta un lavoro di ricerca nel mescolare materiale antico e ritmi moderni, dove l’approccio filologico si affianca all’artigianato e al lavoro d’insieme. Un grande omaggio alla Commedia dell’Arte, anche chiamata «Commedia d’intrecci», proprio per il gran mulinare di situazioni, di rovesciamenti e di fraintendimenti, di celamenti ed agnizioni.

Mercoledì 10 Marzo 2027 ore 21.00

PRIMA DEL TEMPORALE

da un’idea di Umberto Orsini e Massimo Popolizio

con Umberto Orsini

e con Flavio Francucci e Diamara Ferrero

regia Massimo Popolizio

scene Marco Rossi e Francesca Sgariboldi

costumi Gianluca Sbicca

video Lorenzo Letizia

luci Carlo Pediani

suono Alessandro Saviozzi

assistente alla regia Mario Scandale

produzione Compagnia Umberto Orsini

Con un rovesciamento della percezione del tempo tipica dei sogni un vecchio attore, nella mezz’ora che lo separa dall’entrare in scena per recitare da protagonista nel “Temporale” di Strindberg, si ritrova a rivivere in un tempo senza fine alcuni momenti della propria vita. La colonna sonora della realtà di un teatro che si sta animando fuori dal suo camerino diventa il pretesto e l’invito a volte spensierato e a volte commosso ad aggirarsi e addirittura a dialogare con i fantasmi del proprio passato in un mescolarsi senza logica temporale dove un suono ne evoca un altro una risata riporta ad un momento di gioia un lungo silenzio ad una perdita lontana nel tempo.

Massimo Popolizio ha voluto aggirarsi intorno alla figura dell’attore con la delicatezza con cui si cerca di svelare dei segreti che vogliono comunque restare misteriosi e offrire un ritratto di artista che si stacchi da ogni intento celebrativo. In una scenografia di forte impatto evocativo, dove il suono e le immagini creano un dialogo immaginario col protagonista, si assiste al lungo viaggio verso quel “Temporale” che viene vissuto come un’ultima meta non ancora raggiunta ma appena rimandata.

Orsini si lascia guidare da Popolizio con la fiducia del vecchio attore che affida alla discrezione del più giovane il compito di raccontare frammenti della sua vita e la storia del nostro paese dal dopoguerra ad oggi.


Rispondi

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.