Al via a Bologna la IV Conferenza regionale per l’inclusione lavorativa delle persone con disabilità. Nel 2025 le imprese con obbligo di assunzione superano quota 18mila, ma aumentano anche le richieste di esonero. Il punto su dati, scuola e qualità dei contratti. Il vicepresidente Colla e l’assessore Paglia: “Garantire il diritto a una buona occupazione, stabile e di qualità, significa affiancare le aziende e personalizzare gli inserimenti”
BOLOGNA – In Emilia-Romagna le persone con disabilità attualmente occupate sono circa 34.000, mentre gli iscritti agli elenchi del collocamento mirato in età lavorativa (e dunque tra i 15 e i 64 anni) superano le 37.400 unità. A fronte di questi numeri, nelle aziende i posti riservati per legge non ancora occupati sono poco meno di 9.800: sostanzialmente, un posto in obbligo disponibile ogni quattro iscritti al collocamento mirato.
È, in estrema sintesi, il quadro rilevato dalla Regione e dall’Agenzia regionale per il lavoro e illustrato in occasione della IV Conferenza regionale per l’inclusione lavorativa delle persone con disabilità, in programma a Bologna oggi e domani, lunedì 29 e martedì 30 giugno, nella Sala XX Maggio della Terza Torre, in viale della Fiera 8. Alla Conferenza – momento conclusivo di sei mesi di lavoro con il coinvolgimento di tutte le realtà interessate – intervengono rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico, delle parti sociali e delle associazioni per confrontarsi sul presente e sul futuro delle politiche di inclusione lavorativa. Partecipano il presidente della Regione, Michele de Pascale, il vicepresidente della Regione con delega alla Formazione professionale, Vincenzo Colla, e l’assessore al Lavoro, Giovanni Paglia.
“Per noi, qui in Emilia-Romagna, il lavoro non può e non deve essere semplicemente un impiego, ma il motore del progetto di vita e dell’autonomia di ogni persona- afferma il presidente de Pascale-. Per questo non possiamo accontentarci dei pur buoni risultati raggiunti in Emilia-Romagna, dove oltre il 77% dei posti riservati alle persone con disabilità è coperto. I dati ci dicono che la domanda di inclusione è destinata a crescere strutturalmente, a partire dalle scuole, e che oggi abbiamo ancora un posto vuoto ogni quattro iscritti al collocamento mirato. La nostra sfida è colmare questa forbice: superare le resistenze culturali del mondo economico, andare oltre la logica assistenziale e investire su percorsi personalizzati e formazione mirata. Vogliamo un territorio, una comunità, dove le competenze di ciascuno trovino uno spazio reale, costruendo un mercato del lavoro che sia lo specchio di una società matura e finalmente senza barriere”.
“I dati dimostrano che il sistema territoriale risponde bene, ma mettono in luce anche alcune contraddizioni su cui dobbiamo intervenire con urgenza- sottolineano il vicepresidente Colla e l’assessore Paglia-. Da un lato registriamo il successo delle convenzioni con le cooperative sociali, cresciute del 350%, che si rivelano uno strumento importante per dare dignità e occupazione alle persone con disabilità psichica o intellettiva, intercettando le situazioni più complesse. Dall’altro, assistiamo a un ricorso troppo frequente agli esoneri da parte delle imprese: vanno individuate giuste modalità di accompagnamento condivise con il sistema imprese e le loro rappresentanze per abbassare la modalità di contributo alternativo all’inserimento. Garantire il diritto a una buona occupazione, stabile e di qualità, significa affiancare le aziende e personalizzare gli inserimenti, affinché la disabilità non sia vista come un obbligo di legge da assolvere, ma come una risorsa di valore per l’intera comunità”.
Lavoro, la forbice tra domanda e offerta
In Emilia-Romagna le imprese soggette all’obbligo di assunzione hanno superato quota 18.000 nel 2025, per circa 43.700 posti riservati complessivi. Cresce dunque la capacità del sistema di favorire gli inserimenti nei posti in obbligo (dal 69,8% del 2020 al 77,9% del 2025), ma i nuovi iscritti in età lavorativa aumentano a un ritmo superiore rispetto alle disponibilità.
Gli strumenti del collocamento mirato
Le convenzioni con le cooperative sociali (previste dall’articolo 22 della legge regionale 17/2005) sono lo strumento in maggiore espansione, con una crescita di oltre il +350% dei posti dal 2013: intercettano soprattutto le situazioni più difficili, dato che l’82,6% delle persone avviate ha una disabilità psichica o intellettiva. Sotto osservazione, invece, il ricorso agli esoneri, che crescono più rapidamente dell’obbligo stesso: le imprese esonerate – che versano un contributo alternativo all’assunzione – sono aumentate del +116,4% e i posti esonerati del +121,7%, a fronte di incrementi assai più contenuti della base obbligata.
Qualità degli inserimenti e situazione scolastica
Negli inserimenti prevale il tempo determinato (74%), ma il tempo indeterminato cresce più in fretta: segnale, questo, di un graduale miglioramento qualitativo. Per quanto riguarda la scuola, l’incidenza degli alunni con disabilità negli istituti statali è salita dal 3,6% al 4,4% nell’arco di cinque anni: la domanda di inclusione lavorativa è, dunque, destinata strutturalmente a crescere.


