TESORI
IL GRANDE ROMANZO DEI MUSEI BRESCIANI. 1826|2026
La rassegna, apice delle celebrazioni del Bicentenario della scoperta della Vittoria Alata, propone un corpus di 100 opere, abitualmente non esposte, tutte appartenenti al patrimonio museale di Brescia.
Il progetto espositivo, che copre un ampio arco cronologico, dall’antico al contemporaneo, intreccia le testimonianze materiali con la grande Storia e con le biografie di chi ha studiato e donato le opere che rendono unico il patrimonio museale bresciano.
A cura di Roberta D’Adda e Stefano Karadjov.
Dal 4 novembre 2026 al 22 agosto 2027, il Museo di Santa Giulia a Brescia è il palcoscenico che ospita la mostra “TESORI. Il grande romanzo dei Musei bresciani. 1826 | 2026”.
La mostra, curata da Roberta D’Adda e Stefano Karadjov, promossa dal Comune di Brescia e da Fondazione Brescia Musei, con la collaborazione del Museo di Scienze Naturali, il Sistema Bibliotecario Urbano, il patrocinio dell’Ateneo di Brescia, accademia di scienze, lettere ed arti, e grazie al contributo di Regione Lombardia che ha deciso di sostenere questo progetto attraverso l’Avviso Unico Cultura, conclude le celebrazioni del Bicentenario della scoperta della Vittoria Alata, una delle sculture più importanti della romanità per composizione, materiale e conservazione, nonché uno dei rari grandi bronzi romani proveniente da scavo giunto fino a noi, insieme a sei teste di età imperiale e centinaia di reperti in bronzo, oggi conservata nella cella orientale del Capitolium di Brixia. Parco archeologico di Brescia romana.
La rassegna propone un corpus di 100 nuclei tematici, con opere abitualmente non esposte, provenienti dalle Collezioni d’arte e da quelle scientifiche del patrimonio museale di Brescia.
Il progetto espositivo, che copre un arco cronologico ampio, dall’antico al contemporaneo, intreccia le testimonianze materiali con la grande Storia e con le biografie di chi ha studiato e donato le opere che oggi rendono unico il patrimonio museale bresciano: un racconto corale in cui, sullo sfondo dei grandi eventi storici, gli oggetti diventano testimoni delle vicende delle donne e degli uomini che li hanno raccolti, custoditi e tramandati, trasformandosi in potenti dispositivi di trascrizione della memoria. Ne emerge una trama di relazioni, passioni e dialoghi tra generazioni, che attraversa l’eredità dell’enciclopedismo settecentesco, gli ideali del Risorgimento tradotti nel culto del patrimonio, il fascino per l’esotico della cultura romantica, la complessità delle opere legate alla dittatura fascista e, infine, i principi contemporanei della tutela e della valorizzazione del patrimonio culturale.
È dunque un percorso che racconta l’identità cittadina e propone la valorizzazione di un patrimonio di cui l’intera comunità bresciana è parte. In ragione della essenziale componente museale della mostra che si fonda esclusivamente sulla Collezioni bresciane, la mostra è inclusa nella visita del museo e dunque di conseguenza gratuita per i residente in città e per i residenti in provincia per i periodi in cui il Comune di Brescia valutasse l’estensione di questa gratuità durante le festività natalizie o estive: un segno che sottolinea quanto il progetto espositivo sia profondamente radicato in un patrimonio che vuole, e deve, essere di tutti.
Tesori si suddivide in 5 sezioni dedicate ad altrettanti ambiti della museologia di impostazione ottocentesca – Archeologia, Belle Arti, Naturalia e Artificialia, Storia, Culture – intorno alle quali si costruisce un suggestivo e inedito dialogo tra epoche. Ognuna di esse, infatti, adotta un tracciato cronografico circolare che prende avvio dalla contemporaneità, attraverso opere di autori contemporanei quali Mohammed Al–Hawajri, Badiucao, Giuseppe Bergomi, Bruce Gilden, Axel Hütte, David LaChapelle, Victoria Lomasko, Joel Meyerowitz, Giulio Paolini, Fabrizio Plessi, Davide Rivalta, Alfred Seiland, Massimo Sestini, Mary Zygouri, acquisite da Fondazione Brescia Musei negli ultimi 10 anni in continuità con un tracciato secolare di arricchimento delle civiche raccolte, che sono accostate, come in un viaggio a ritroso nel tempo, a capolavori di maestri presenti nelle collezioni, tra cui Albrecht Dürer, Lattanzio Gambara, Francesco Hayez, Angelo Inganni, Giovan Battista Moroni, Pelagio Palagi, Rembrandt, Romanino, Angelo Zanelli.
La mostra raccoglie una ricca varietà di oggetti finora custoditi nei depositi, disposti in uno spettacolare allestimento da Camera delle Meraviglie: preziosi lavori come un astrolabio bizantino del 1062 appartenuto probabilmente al cardinale Bessarione, raffinati dipinti kakemono orientali, antiche sculture in marmo, affreschi, bronzetti egizi, disegni e incisioni, fotografie e opere di videoarte, maioliche e vetri, strumenti musicali, cimeli storici e manifesti, maschere cerimoniali e dipinti dal Cinquecento al Novecento, ai quali, grazie alla collaborazione con il Museo di Scienze Naturali, si affiancano mummie umane e animali, impronte fossili di dinosauro e rari frammenti delle preziose meteoriti cadute nel XIX secolo in territorio bresciano. La rappresentazione delle culture non occidentali attraverso oggetti accumulati durante l’epoca coloniale e l’età fascista propone anche importanti oggetti appartenuti a Benito Mussolini e sequestrati dopo la caduta della Repubblica di Salò. Le armi africane portate a Brescia da commercianti e militari sono messe in relazione a maschere rituali e sculture acquistate a Parigi dall’artista Bruno Romeda, e successivamente donate a Fondazione Brescia Musei.
Il percorso è scandito dalle storie di chi ha raccolto, salvato, donato o studiato gli oggetti che oggi costituiscono le collezioni civiche bresciane. Accanto alle grandi figure dei più noti collezionisti emergono i tanti straordinari e insospettabili sconosciuti che hanno avuto un ruolo emblematico: un orologiaio di fine Ottocento, una crocerossina, un maestro di equitazione, un marinaio, un soldato innamorato e una “accumulatrice seriale”, un sacerdote dalle dubbie frequentazioni, un capitano degli Alpini, un professore del liceo sono tra i protagonisti di una saga scritta a più mani intorno all’idea del Museo e della sua funzione. Per dare corpo a questa memoria, l’illustratrice Elisa Macellari ha creato una galleria di 20 ritratti che accompagnano il visitatore nelle sale e che sono raccolti, insieme a tutte le sue tavole, nel catalogo della mostra. La scelta di affidare all’illustrazione il racconto di queste figure dà lo stesso valore a ciascuna di esse, indipendentemente dal titolo o dalla posizione sociale, perché tutte contribuiscono in egual modo alla costruzione della memoria e del patrimonio identitario di una città.
La mostra si conclude con Sulle ali della storia, un’experience digitale realizzata con Invisiblefarm, partner di Alleanza Cultura. Nella Digital Room finale ogni visitatore sceglie uno dei venti protagonisti conosciuti nel percorso e, con un selfie, entra nella sua scena grazie all’intelligenza artificiale. Se lo desidera, può donare la propria immagine, che diventerà una tessera della Vittoria Alata proiettata in mostra: un ritratto collettivo che si rinnova nei mesi di apertura.
Facendo così propri i principi della Convenzione di Faro, il trattato del Consiglio d’Europa del 2005 ratificato dall’Italia nel 2020, la mostra mette in relazione il patrimonio materiale e quello intangibile delle vicende umane, riconoscendo l’eredità culturale come un diritto e una responsabilità condivisa e sviluppando il ruolo attivo dei cittadini nella sua tutela, trasmissione e valorizzazione.
La mostra è accompagnata da un catalogo edito da Skira con testi dei curatori Roberta D’Adda e Stefano Karadjov e di Sandro Debono, museum thinker e museologo, membro di NEMO – Network of European Museum Organisations. Il volume è arricchito da cento schede dettagliate, che restituiscono l’aggiornamento degli studi condotti su questo patrimonio.
La mostra in Santa Giulia si completa con un sistema di itinerari urbani, a cura di Chiara De Ambrogio, in un Quaderno edito nei tipi di Fondazione Brescia Musei, che collega l’esposizione e le storie narrate a tutto il tessuto cittadino, specchio e custode della memoria collettiva. Attraverso questi Itinerari, disponibili gratuitamente presso tutte le biglietterie delle sedi museali, cittadini e turisti potranno scoprire i luoghi più significativi del lungo percorso di trasmissione del patrimonio e dell’identità di Brescia.
Per accompagnare il pubblico nei mesi di apertura dell’esposizione, Fondazione Brescia Musei ha previsto un articolato Public Program. Visite guidate, laboratori per famiglie e, grazie allo speciale contributo di Rotary Club Brescia, anche attività sulla mostra gratuite per le associazioni che si occupano di pubblici fragili, dalle persone con disabilità sensoriali, motorie e cognitive a chi vive situazioni di marginalità sociale e povertà educativa. Un’attenzione che per Fondazione Brescia Musei non è un’iniziativa occasionale, ma una costante del proprio modo di intendere il museo e un fil rouge che accompagna l’intera attività, rendendo la cultura un bene realmente accessibile a tutti.
Non mancheranno le attività pensate per le scuole di ogni ordine e grado. La mostra Tesori. Il grande romanzo dei musei bresciani 1826-2026 conta sul contributo di BTL Banca del Territorio Lombardo, educational activity partner che sostiene il programma educativo dedicato alle scuole edi Italmark, sostenitore del concorso Il museo del futuro.
Proprio per la sua portata civica, la mostra ha riscosso un grande sostegno da parte della comunità cittadina, quella “comunità di patrimonio” bresciana che la Convenzione di Faro riconosce in chi attribuisce valore a un patrimonio e sceglie di prendersene cura. L’eredità dei concittadini che nel 1826 diedero vita ai musei, riconoscendone l’idea come nobile e necessaria, rivive oggi in chi ogni giorno rinnova la propria fiducia nel museo, visitandolo e partecipando alle sue iniziative e al lavoro di cura. Una cura che ha preso forma concreta nell’adesione al progetto di numerose realtà del territorio, che lo hanno fatto proprio e sostenuto con impegno: il Consiglio Notarile di Brescia, l’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Brescia, l’Ordine degli Avvocati di Brescia, l’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Brescia, l’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Brescia e l’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della Provincia di Brescia. Accanto a loro i mecenati Marina Franceschini, Marco Medeghini, Gioielleria Pasini e Laura Virgili, il cui contributo ha permesso il restauro di alcune opere, alimentando anche un progetto di ricerca e studio legato alla mostra e Metalwork – già partner della Pinacoteca Tosio Martinengo con la cui collezione permanente questa mostra inevitabilmente dialoga a doppio filo: un gesto di cura nel senso più letterale, che restituisce al patrimonio comune la sua piena leggibilità.
Hanno contribuito al restauro delle opere esposte: Abeni Guerra, Alessia Bonali, Maria Facchinetti, Frammenti di carta di Licia Zorzella, Marchetti e Fontanini, Elisa Monfasani, Cristina Morgani, Cinzia Oliva, Ilaria Bianca Perticucci, Luca Rocca, Gianluca Selmi, Studio Diagnostica Restauro di Massimiliano Lombardi.
Un ringraziamento anche a tutte le realtà che hanno sostenuto con il loro know how il progetto espositivo: Poliambulanza per il supporto scientifico alle indagini diagnostiche sulle opere, Tipolitografia Pagani S.r.l., che ha contribuito al Quaderno degli Itinerari, Studio Restauro Lombardi che ha fornito le proprie competenze come Conservation Partner, Bresciani Tendaggi intervenuto in qualità di Design Partner, la Scuola di Restauro di Botticino e il centro di formazione e di ricerca sulle nuove metodologie da applicare al restauro Valore Italia, gli sponsor tecnici Invisiblefarm e Limelight per l’installazione dell’exitus, Top Color – Montecolino per la stampa di tutto l’apparato grafico della mostra, VIP per le tinteggiature nelle sale espositive.
Sostiene la mostra anche il Comitato di San Floriano di Illegio (Udine): un sostegno particolarmente significativo, perché testimonia la capacità di Fondazione Brescia Musei di costruire relazioni solide e credibili con i propri interlocutori, tanto da indurre anche realtà extra bresciane a contribuire attivamente alla realizzazione di questo grande progetto espositivo, riconoscendone il valore di eccellenza e di esempio nella tutela e nella valorizzazione del patrimonio storico-artistico dei territori.
Partner nella comunicazione è infine Visit Brescia, a testimonianza del ruolo di primo piano che la mostra riveste per la promozione turistica del territorio e per la capacità di richiamare sulla città un pubblico di turismo culturale.
L’immagine e il progetto grafico, così come il progetto di allestimento, sono a cura di TOP TAG, studio nato a Milano nel 2008 da Nick Bellora, Nicole Bonini e Francesco Carli, che si occupa di set design, exhibition design, architettura e graphic design, con una particolare attenzione ai progetti in ambito artistico e culturale.
La mostra fa parte dell’offerta dell’Associazione Abbonamento Musei.
Con la mostra TESORI. Il grande romanzo dei Musei bresciani. 1826-2026 siamo orgogliosi di offrire alla città e a tutti i visitatori uno sguardo inedito e prezioso sulla storia delle collezioni civiche. Come in tutti i più grandi musei del mondo, molta parte del patrimonio non riesce a trovare posto nei percorsi di visita e resta invece custodito, studiato e curato nei depositi. Ora questa mostra ne porta alla luce una accurata selezione, piccoli grandi tesori in grado di raccontare non solo la ricchezza delle nostre collezioni ma anche la storia delle persone che, con passione, competenza e generosità, hanno contribuito a formarle e a tramandarle. Questo progetto ci invita a guardare ai musei come spazi vivi di conoscenza, partecipazione e comunità. Nel celebrare il bicentenario della scoperta della Vittoria Alata, divenuto uno dei simboli di Brescia, con questa esposizione riaffermiamo il valore della cultura come bene comune e come strumento capace di rafforzare il legame tra la città, la sua memoria e il suo futuro. Laura Castelletti, Sindaca di Brescia
Brescia ha costruito i suoi musei nel corso di due secoli, grazie a persone che hanno riconosciuto in un’opera, in una collezione o in un documento qualcosa che meritava di essere conservato e condiviso. La mostra Tesori ci permette di conoscere questa storia anche attraverso i suoi protagonisti meno noti, ai quali dobbiamo una parte delle raccolte che oggi possiamo ammirare. Come Regione abbiamo scelto di sostenere il progetto attraverso l’Avviso Unico Cultura, finanziando alcune azioni del palinsesto per il Bicentenario della scoperta della Vittoria Alata. L’anniversario offre l’occasione di far conoscere una parte del patrimonio bresciano rimasta a lungo nei depositi e il lavoro di chi l’ha custodita e studiata. Trovo significativo che il percorso comprenda anche le acquisizioni degli ultimi dieci anni: la storia raccontata da Tesori continua, e le raccolte crescono insieme alla città. Ringrazio il Comune di Brescia, la Fondazione Brescia Musei, la presidente Francesca Bazoli e i curatori Stefano Karadjov e Roberta D’Adda per aver dato forma a questo progetto. Francesca Caruso, Assessore alla Cultura della Regione Lombardia
La mostra “Tesori, il grande romanzo dei musei bresciani” celebra i gesti di cura ripetuti infinite volte da conservatori, direttori, mecenati, amministratori pubblici, cittadini ammirati e partecipi della propria storia culturale e desiderosi di trasformarla in un motore di sviluppo civile e sociale. La mostra mette così in scena il rinnovarsi e il susseguirsi di un’eredità che rivive ancora oggi, quotidianamente, nell’attenzione posta da chi tutti i giorni ripone fiducia nell’idea stessa di museo. Un’idea nobile e necessaria, come espressero i nostri concittadini nel 1826. Frequentiamo dunque anche oggi i nostri musei oggi per partecipare ognuno con le proprie possibilità alle iniziative che li animano, ai progetti grandi e piccoli, al diuturno lavoro di cura dell’eredità patrimoniale della nostra comunità perché essa sia sempre più consapevolmente un motore di sviluppo culturale sociale e civile. Francesca Bazoli, Presidente Fondazione Brescia Musei
La mostra “Tesori” è stata fondamentale, nell’ultimo triennio, per lo sviluppo della ricerca intorno alle Collezioni bresciane e costituisce uno snodo chiave nello sviluppo della strategia di valorizzazione culturale operata da Fondazione Brescia Musei. In qualità di curatori della mostra, ma anche come direttore e coordinatore delle Collezioni e della Ricerca della Fondazione incaricata della gestione di tale patrimonio, preme qui sottolineare il grande apporto che tanti bravi ricercatori, studiosi, conservatori e storici dell’arte e della cultura hanno apportato al progetto, in primis i colleghi, sino agli autori delle documentatissime schede che corredano il catalogo edito da Skira. In un progetto culturale che mette in scena una saga cittadina scritta da mille mani nel corso di due secoli, essere riusciti a concretizzare una sinfonia museale a tante voci è certamente il retaggio più profondo, e la soddisfazione più alta, per chi l’ha firmata. Roberta D’Adda e Stefano Karadjov, curatori della mostra
Le sezioni della mostra
ARCHEOLOGIA
Il percorso si apre idealmente nel luogo dove, il 20 luglio 1826, avvenne il ritrovamento della Vittoria Alata e in cui la città decide di iniziare gli scavi che, sotto la guida di Luigi Basiletti, avrebbero portato alla scoperta del Capitolium, tempio principale dell’antica città romana, e quindi alla edificazione del Museo Patrio, primo museo civico della città, che raccoglie gli oggetti rinvenuti negli scavi. La risonanza dei lavori porta alcuni eminenti cittadini a donare opere d’arte o suppellettili di loro proprietà. È il caso della Testa di atleta in marmo bianco di età giulio-claudia (27 a.C. – 68 d.C.), donata dall’artista neoclassico bresciano Alessandro Sala, o la scultura del Puttino giacente del XVIII secolo, regalo dello stesso Basiletti.
La sezione prosegue con manufatti provenienti da altre regioni del Mediterraneo o referenti alle antiche popolazioni italiche, tra cui spiccano una statuetta in bronzo di Osiride (650-550 a.C.), una Mummia di gatto di epoca tardo tolemaica (II-I secolo a.C.), il Cratere apulo a campana con figure di giovani e scena dionisiaca, realizzato in Magna Grecia negli ultimi decenni del IV secolo a.C. o ancora uno specchio etrusco della prima metà del III secolo a.C.
Fin dalle sue origini, il Museo Patrio include anche manufatti di età medievale e moderna, con particolare interesse per l’ambito longobardo, come testimonia il reperto lapideo del XII secolo con la figura di San Michele Arcangelo che trafigge il drago, che confluiscono nel 1882 nel Museo Cristiano, sito all’interno del monastero di San Salvatore e Santa Giulia, acquisito sul finire dell’800.
Le opere d’arte contemporanea che aprono e chiudono la sezione – Alfred Seiland, At the Capitolium, Brescia, Italy (2019); Giulio Paolini, Senza titolo (2017); Albano Morandi, Deposito d’arte (1/14), (2021-2023); Fabrizio Plessi, Capita Aurea (1/3), (2023) – riflettono sui valori simbolici, identitari e iconici, come il Capitolium e la Vittoria Alata, che continuano a essere un potente attivatore.
BELLE ARTI
La sezione Belle Arti ruota attorno alla storia del Museo Patrio, che già due anni dopo la sua apertura poteva vantare sulla collezione di quadri, sculture, stampe, disegni e cammei, tra cui il disegno di Sant’Antonio abate di Giovanni Battista Moroni, o il bulino con San Gerolamo penitente nel deserto di Albrecht Dürer, donata da Paolo Tosio, che successivamente confluì nella nascente Pinacoteca, inaugurata nel 1851. In contemporanea, viene istituita l’Accademia di Belle Arti, dotata di raccolte didattiche, da cui proviene l’acquaforte Annuncio ai pastori, incisa nel 1634 da Rembrandt.
Le collezioni della Pinacoteca si arricchiscono nel tempo grazie al trasferimento di opere che si trovano in altri edifici della città, come il Busto femminile (Venere?), marmo del maestro intelvese Antonio Ferretti o Madonna in trono con il Bambino e una devota (Vergine consolatrice) di Francesco Hayez, ma anche in ragione dei numerosi lasciti che seguono quello originario di Tosio, come quello di Teodoro Filippini cui va il merito di aver donato San Bruno e un certosino in preghiera del pittore settecentesco genovese Alessandro Bagnasco. L’attenzione alla produzione dei maestri bresciani diviene nel tempo predominante; se agli inizi del Novecento si concentrano gli acquisti di opere che ne testimoniano la produzione – ne è un esempio il Crocifisso con Maria Maddalena del Romanino – le collezioni civiche diventano il riferimento degli artisti bresciani ancora viventi e dei loro eredi, che fino ai giorni nostri hanno scelto il Museo come luogo al quale affidare la propria memoria. È il caso di Angelo Inganni (Ritratto di Émilie, 1852), di Angelo Zanelli (Ave Vita – La Vita Umana, 1908), di Elisabetta Kaehlbrandt (Scaricatore di porto, 1938), pittrice lettone che si legò alla città dopo il matrimonio con lo scultore bresciano Angelo Zanelli, del fotografo Giuseppe Palazzi (Scuola di montagna, 1963), o ancora dello scultore Bruno Romeda (Cerchio, 2013).
L’arte contemporanea rimane una presenza importante: lo dimostrano le opere che aprono – Giuseppe Bergomi, Cubo e figure (2002) – e chiudono la sezione – David LaChapelle, Gated Community (2022-2023); Bruce Gilden, The Angel, Brighton Beach, New York City, USA; Christ Blessing, Brighton Beach, New York City, USA (2026) – e che, ciascuna a proprio modo, creano una preziosa continuità con la tradizione: la prima, richiamando la tradizione accademica degli studi di figura, le altre due ispirandosi a temi e soggetti fondamentali nel patrimonio della Pinacoteca.
NATURALIA E ARTIFICIALIA
Della stessa generazione che promosse gli scavi del Capitolium e arricchì con i propri doni le sale del Museo Patrio e della Pinacoteca fanno parte anche numerosi appassionati di scienza e di storia naturale: nelle loro collezioni conchiglie, minerali e memorie dei grandi scienziati dell’antichità erano spesso affiancati a reperti archeologici e opere d’arte. Tra questi personaggi si segnala il sacerdote Gabriele Scovolo che lascia in dono alla città la sua Wunderkammer, dove si trovano preziosi e raffinati strumenti scientifici, in particolare orologi, come l’orologio astronomico Monstranzuhren del 1667, che convivono con oggetti curiosi e bizzarri, per lo più realizzati in rari materiali di origine naturale.
I cosiddetti naturalia, ovvero i prodotti della natura, come i nicchi di micromolluschi, e gli artificialia, oggetti legati al lavoro dell’uomo, come il quadrante orario del Maestro Falconi della Valle, attivo nei primi anni del ‘500, o l’astrolabio planisferico bizantino del primo decennio del Mille, continuano a essere collezionati e donati sia all’Ateneo, sia ai Musei.
In questa sezione trovano spazio anche manufatti che documentano l’importanza di Brescia nell’industria armiera e nella manifattura di strumenti musicali. Nel primo caso, viene presentato un Teppō, un fucile di fattura giapponese della metà del XIX secolo, nel secondo, un Liuto basso creato da Matteo Reilich nel 1641.
Le opere contemporanee associate a questa sezione utilizzano un linguaggio artistico per trattare temi legati all’interazione tra l’uomo e l’ambiente naturale. È il caso di Axel Hütte che con la sua fotografia del Gruppo dell’Adamello (2022) rende omaggio alla montagna, maestosa ma vulnerabile, invitando al tempo stesso a interrogarci sul presente e sulle trasformazioni che attraversano il paesaggio.
STORIA
In questa sezione, si ricorda come nelle collezioni del Museo Patrio, la storia moderna e contemporanea sia stata inizialmente rappresentata dalle medaglie, che da subito i cittadini donano spontaneamente, per trasmettere la memoria degli uomini illustri e celebrare eventi del passato e del presente. Esemplare a tal proposito, quella che raffigura, sul fronte il profilo di Sigismondo Pandolfo Malatesta, signore di Rimini e Fano e sul retro, il Castello Malatestiano di Rimini, realizzata dal medaglista quattrocentesco Matteo de’ Pasti.
Con il Risorgimento, alle medaglie si affiancano i cimeli appartenuti a personaggi famosi o legati a uno specifico episodio. È il caso della sella usata da Giuseppe Garibaldi in Sud America, un oggetto particolarmente evocativo e simbolico, che prelude al processo di musealizzazione delle memorie patrie e che porta alla nascita di un museo dedicato all’epopea risorgimentale. Qui sono convogliati ricordi personali dei protagonisti, donati da familiari e amici, e anche oggetti che testimoniano grandi eventi collettivi, a cominciare dalle X Giornate, ricordate anche attraverso i volti dei suoi protagonisti, come documenta la fotografia ad albumina che ritrae I più famosi combattenti delle X Giornate, compagni di Carlo Zima a Porta S. Alessandro nel 1849.
Ad arricchire queste raccolte contribuisce in maniera fondamentale il tenore Francesco Pasini che, dopo aver animato personalmente alcune iniziative espositive, dona alla città la sua collezione di memorabilia di cui viene esposto il ritratto dell’educatore e patriota bresciano Giacinto Mompiani, dipinto da Adelaide Camplani Bianchi.
Alcuni fondi preziosi relativi alla prima guerra mondiale approdano in Museo intorno alla metà del Novecento – come quello delle cartoline illustrate da Angelo Fornelli, spedite dal fronte alla fidanzata -, mentre il ricordo della seconda guerra mondiale è affidato principalmente alle tracce materiali dei bombardamenti che la città subì dopo il ’43, quando i Musei diventano il luogo dove ricoverare opere d’arte danneggiate o salvate dalle macerie.
La memoria collettiva passa anche attraverso l’arte contemporanea; ne sono un esempio le opere, poste a inizio e al termine della sezione, di Mohammed Al-Hawajri, che affronta temi sociali e politici legati alla vita a Gaza, o di Maurizio Galimberti che rivive attraverso le sue fotografie il tragico evento della strage di piazza della Loggia del 28 maggio 1974.
CULTURE
Nello sviluppo del sistema museale bresciano non si è mai affermata l’idea di un museo etnografico. Tuttavia, nelle collezioni cittadine si documentano numerosi oggetti “esotici”, afferenti a culture diverse da quella europea, così come testimoniano i registri delle raccolte Tosio e Brozzoni e del Museo Patrio.
Particolarmente importanti sono le opere provenienti dalla collezione del conte Alessandro Fè d’Ostiani (1825-1905). Nata fuori dal contesto antiquariale o collezionistico tradizionale, questa raccolta è una delle più importanti raccolte di pittura giapponese conservate in Italia e rappresenta il frutto di un intenso dialogo politico e culturale fra Italia e Giappone nel momento in cui il Paese del Sol Levante si apriva definitivamente all’Occidente. Fè d’Ostiani, nominato ministro plenipotenziario del Regno d’Italia in Giappone nel 1870, visse a Tokyo in uno dei momenti più delicati della storia giapponese: la Restaurazione Meiji, durante il quale il paese stava abbandonando il sistema feudale per trasformarsi in uno stato moderno. Al termine della sua missione diplomatica ricevette in dono una straordinaria raccolta di dipinti e disegni come segno di riconoscenza dell’imperatore Meiji.
Un altro importante capitolo riguarda quegli oggetti di provenienza africana legati al fenomeno del colonialismo commerciale e politico-militare che meritano oggi di essere studiati sotto una nuova luce scientifica, che ne decostruisca l’originaria narrazione celebrativa per valorizzarli come preziose testimonianze di storia sociale, antropologica e di relazioni transnazionali. Tra questi, i manufatti appartenuti a Benito Mussolini, sequestrati tra novembre 1946 e giugno 1948, originariamente depositati presso i Monti Riuniti di Credito su Pegno di Brescia e poi in parte trasferiti dall’Intendenza di Finanza ai Musei di Brescia nel 1950.
Le opere poste ad apertura e chiusura di questa sezione riflettono sul tempo odierno e sulla globalizzazione: da un lato vi è l’informazione, con i flussi della comunicazione digitale – Badiucao, Gongle (2018), dall’altro vi è la dimensione fisica e umana del viaggio, dello sradicamento, della memoria e dell’identità – Massimo Sestini, Ansumana “Suboy” Kassama, Taranto (2019).
PUBLIC PROGRAM ADULTI E FAMIGLIE
Ad accompagnare il percorso di Tesori. Il grande romanzo dei musei bresciani. 1826 – 2026, oltre alle consuete visite guidate e alle proposte laboratoriali per le famiglie con cui Fondazione Brescia Musei affianca ogni suo progetto espositivo, è previsto anche un tour pensato in dialogo con le principali istituzioni museali italiane e del territorio. Un itinerario condiviso che estende idealmente le sale di Santa Giulia oltre i propri confini e restituisce, attraverso uno sguardo corale, la trama di relazioni che lega tra loro le collezioni e i luoghi della cultura, il cui programma sarà reso pubblico nelle prossime settimane.
VISITE GUIDATE
Visita guidata per gruppi precostituiti e su prenotazione
da martedì a domenica
Visita guidata per visitatori singoli
ogni domenica ore 11.00
Una volta al mese la visita guidata classica sarà sostituita da una visita tematica:
Domenica 29 novembre 2026 e domenica 25 aprile 2027, ore 11.00
RADICI
Museo di Santa Giulia
La prima sezione della mostra racconta la scoperta della Vittoria Alata e dei bronzi ritrovati con essa riportandoci all’origine stessa dei Musei Civici di Brescia. Ripercorriamo le vicende dall’inizio scoprendo i nomi dei protagonisti che “fecero l’impresa” rivivendo una stagione di grandissimo fermento culturale dalla quale prende avvio l’intera esposizione.
Domenica 27 dicembre 2026 e domenica 30 maggio 2027, ore 11.00
COLLEZIONISTI
Museo di Santa Giulia
Il percorso di visita si focalizza sulla narrazione delle vite dei collezionisti che hanno, con la loro generosità, arricchito le collezioni civiche: persone diverse, con passioni e competenze particolari. Ripercorriamo le loro vicende personali che si intrecciano a doppio filo con la storia della costituzione del patrimonio della città.Domenica 31 gennaio e domenica 27 giugno 2027, ore 11.00
50 CAPOLAVORI NASCOSTI
Museo di Santa Giulia
In mostra sono presentati numerosissimi oggetti provenienti dai depositi dei Musei Civici tra cui 50 sono veri e propri capolavori, per eccellenza tecnica, rarità, valore storico documentale. Scopriamoli tutti per comprendere la ricchezza del patrimonio della città.
Domenica 28 febbraio e domenica 25 luglio 2027, ore 11.00
RILEGGERE L’ANTICO
Museo di Santa Giulia
Le sezioni della mostra sono tutte introdotte da un’opera d’arte contemporanea, acquisita negli ultimi anni dai musei. Il percorso evidenzia la capacità degli artisti moderni di rileggere le opere del passato caricandole di nuovi significati e rendendole così attuali. L’itinerario si conclude nel Viridarium-Parco delle Sculture del Museo di Santa Giulia che accoglie le opere contemporanee monumentali.
MERCOLEDÌ ESCLUSIVI
visite speciali in orario di chiusura
Ogni primo mercoledì del mese, a partire dal 2 dicembre, ore 18.00
IN MOSTRA CON I CURATORI
Museo di Santa Giulia
Guide esclusive alla mostra saranno i curatori Stefano Karadjov e Roberta D’Adda.
Ogni ultimo mercoledì del mese, ore 18.00
IN VISITA CON GLI ESPERTI
Museo di Santa Giulia
Una serie di approfondimenti condotti da esperti permetterà di vedere specifiche sezioni dell’esposizione entrando nel dettagliodi alcune opere significative.
Si inizia mercoledì 25 novembre con Aurora Raimondi Cominesi, conservatrice delle collezioni e delle aree archeologiche Fondazione Brescia Musei che presenterà opere e reperti del mondo antico.
Il 30 dicembre sarà invece la volta di Paolo Linetti, Direttore presso Museo D’Arte Orientale Mazzocchi e storico dell’arte giapponese, che illustrerà i manufatti di arte giapponese esposti in mostra.
Il 27 gennaio 2027 l’archeologa Giovanna Bellandi ci porterà alla scoperta del mondo egizio.
Il 24 febbraio 2027 Stefano Armiraglio, Mauro Brunetti, Melania Massaro, Paolo Schirolli conservatori del Museo di Scienze Naturali di Brescia, illustreranno il variegato patrimonio naturalistico proveniente dal Museo di Scienze.
Gli incontri successivi verranno comunicati prossimamente. Informazioni
Ritrovo: biglietteria del Museo di Santa Giulia
Costo: 13 € a persona. La visita viene attivata con un minimo di partecipanti
– Per viste gruppi 120 € per visita guidata + biglietto d’ingresso
Prenotazione obbligatoria: CUP +39 030 817 4200 | cup@bresciamusei.com
SPECIALE ABBONAMENTO MUSEI
Domenica 8 novembre e domenica 6 dicembre 2026, ore 11.00
VISITA GUIDATA ALLA MOSTRA
Tesori. Il grande romanzo dei musei bresciani. 1826 | 2026
Museo di Santa Giulia
Costo: gratuito per gli abbonati di Abbonamento Musei Lombardia Valle d’Aosta.
Ogni possessore di Abbonamento Musei potrà portare con sé un non abbonato che usufruirà gratuitamente della visita guidata (rimane a carico del non abbonato il solo biglietto d’ingresso “Biglietto Musei”).
Prenotazioni sito Abbonamento Musei al link https://shop.abbonamentomusei.it/login dal 16 novembre
Domenica 8 novembre 2026, ore 15.30
AIR MAIL: I MUSEI NEL MONDO!
Laboratorio per famiglie con bambini/e 6-11 anni
Museo di Santa Giulia
Dopo la visita alla mostra realizziamo una nostra originale cartolina-ricordo dell’esposizione, per promuovere i nostri musei nel mondo! Useremo la tecnica del monotipo, molto usata nell’incisione contemporanea.
Per affrancare la nostra cartolina avremo a disposizione speciali francobolli.
Domenica 29 novembre 2026, ore 15.30
TESORI DA COLLEZIONARE
Laboratorio per famiglie con bambini/e 6-11 anni
Museo di Santa Giulia
I musei nascono dalla passione di tanti collezionisti che hanno deciso di donare le loro raccolte alla città. Persone diverse, con interessi diversi, ma tutti preziosi ed importanti. Partendo da questo pensiero diamo vita alla nostra personale collezione e progettiamo una “mini-sala espositiva” in 3D per raccontare “al pubblico” le nostre passioni.
Informazioni per tutte le attività
Costo: attività gratuita per gli abbonati di abbonamento Musei Lombardia Valle d’Aosta.
I non abbonati avranno l’attività gratuita ma dovranno sostenere il costo del biglietto d’ingresso.
Prenotazioni: per tutti abbonati e non,al link https://shop.abbonamentomusei.it/login
ATTIVITÀ EDUCATIVE
UNA MOSTRA PER TUTTI Grazie allo speciale contributo di Rotary Club Brescia,nostro nuovo educational activity partner, verranno offerte attività sulla mostra gratuite ad Associazioniche si occupano di “pubblici fragili” (da portatori di disabilità sensoriali, motorie e cognitive a persone che vivono situazioni di marginalità sociale, povertà educativa).
Per informazioni servizieducativi@bresciamusei.com
Domenica 17 gennaio, 21 marzo e 16 maggio 2027, ore 15.30
AIR MAIL: I MUSEI NEL MONDO!
Laboratorio per famiglie con bambini/e 6-11 anni
Museo di Santa Giulia
Dopo la visita alla mostra realizziamo una nostra originale cartolina-ricordo dell’esposizione, per promuovere i nostri musei nel mondo! Useremo la tecnica del monotipo, molto usata nell’incisione contemporanea.
Per affrancare la nostra cartolina avremo a disposizione speciali francobolli.
Informazioni
Ritrovo: biglietteria del Museo di Santa Giulia
Costo: 8 € adulti; 8 € bambini/e
Prenotazione obbligatoria: CUP +39 030 817 4200 | cup@bresciamusei.com
Domenica 21 febbraio, 18 aprile, 20 giugno 2027, ore 15.30
TESORI DA COLLEZIONARE
Laboratorio per famiglie con bambini/e 6-11 anni
I musei nascono dalla passione di tanti collezionisti che hanno deciso di donare le loro raccolte alla città. Persone diverse, con interessi diversi, ma tutti preziosi ed importanti. Partendo da questo pensiero diamo vita alla nostra personale collezione e progettiamo una “mini-sala espositiva” in 3D per raccontare “al pubblico” le nostre passioni.
Informazioni
Ritrovo: biglietteria del Museo di Santa Giulia
Costo: 8 € adulti; 8 € bambini/e
Prenotazione obbligatoria: CUP +39 030 817 4200 | cup@bresciamusei.comOgni domenica dal 22 novembre al 27 dicembre 2026, ore 10.00
STORIE PREZIOSE: 5 racconti per grandi tesori
Museo di Santa Giulia
Piccoli al museo, genitori tra le luci di Natale!
Una nuova proposta della durata di 2.30 ore. Bambini e bambine dai 5 ai 12 anni scopriranno ogni volta una diversa sezione della mostra Tesori. Il grande romanzo dei musei bresciani 1826-2026. In laboratorio dopo la lettura di un appassionante racconto a tema, diamo sfogo alla fantasia con un’attività super creativa!
22 novembre: ANTICHI EGIZI
Nella sezione dedicata all’Archeologia ci dedichiamo agli antichi Egizi tra mummie e animali sacri.
29 novembre: FUTURISMO
Partiamo dal dipinto futurista di Gerardo Dottori nella sezione dedicata alle Belle Arti per creare una composizione astratta e dinamica!
6 dicembre: SULLE ORME DEI DINOSAURI
La sezione Naturalia e Artificialia dedicata alla scienza e alle meraviglie della natura, ci porta indietro nel tempo fino all’epoca dei dinosauri… realizziamone uno in creta.
20 dicembre 2026: LE MONTAGNE CHE TOCCANO IL CIELO
Nella sezione 4 ci concentriamo sugli scattiche raccontano il rapporto tra l’uomo e la montagna per poi dar vita ad un ghiacciaio pop up.
27 dicembre 2026: PARAVENTI GIAPPONESI
Ispirandoci alla splendida arte giapponese, protagonista dellasezione 5, costruiamo un piccolo paravento con tanti animali.
Informazioni
Ritrovo: biglietteria del Museo di Santa Giulia
Durata: 2,30 ore
Costo: 16 € cad.
Prenotazione obbligatoria: CUP +39 030 817 4200 | cup@bresciamusei.com. Ci si può iscrivere anche ad un singolo incontro.
A tutto camp!
Attività sulla mostra saranno proposte anche durante i camp museali che vengono attivati in ogni momento di pausa scolastica. Vi aspettiamo al Winter camp (pausa natalizia), Wonder camp (pausa carnevale), spring camp (pausa pasquale), Summer camp (vacanze estive).
WINTER CAMP
L’amato Camp invernale torna in due lingue, con tante novità per giocare ad arte tra la Pinacoteca, il Museo di Santa Giulia e la nuova mostra Tesori. Il grande romanzo dei musei bresciani 1826-2026 IN ITALIANO per bambini e bambine dai 6 agli 11 anni
IN INGLESE perbambine/i e teenagers dai 10 ai 16 anni
23 e 24 dicembre 2026
Winter camp Parte 1
Museo di Santa Giulia in italiano
Costo: 45 €; 35 € sconto 2° figlio; 22,50 € sconto dal 3° figlio
Non è previsto il rimborso delle quote di iscrizione.
28, 29, 30, 31 dicembre 2026
Winter camp Parte 2
Museo di Santa Giulia in italiano
Pinacoteca Tosio Martinengo in italiano e in inglese
Costo: ITALIANO 80 €; 70 € sconto 2° figlio; 40 € sconto dal 3° figlio
Costo: INGLESE 95 €; 85 € sconto 2° figlio; € 47.50 sconto dal 3° figlio
Non è previsto il rimborso delle quote di iscrizione.
4 e 5 gennaio 2026
Winter camp Parte 3
Museo di Santa Giulia in italiano
Costo: 70 €; 60 € sconto 2° figlio; 35 € sconto dal 3° figlio
Non è previsto il rimborso delle quote di iscrizione.
PUBLIC PROGRAM PER LE SCUOLE
VISITE GUIDATE
VISITA GUIDATA ALLA MOSTRA
Per tutte le classi della scuola secondaria di 1° e 2°
Nel 1826 il ritrovamento della Vittoria Alata e del deposito bronzeo stimola l’ambizione della città di Brescia a dotarsi di un Museo. La visita in mostra metterà in evidenza alcuni oggetti abitualmente custoditi nei depositi museali, dando voce a molteplici storie, avvicinando gli studenti alla storia del proprio patrimonio e scoprendo i personaggi che hanno reso possibile la formazione delle Collezioni civiche.
LABORATORI
COLLEZIONARE CHE PASSIONE!
Laboratorio per tutte le classi della scuola primaria
I musei nascono dalla passione di tanti collezionisti che hanno deciso di donare le loro raccolte alla città. Persone diverse, con interessi diversi, ma tutti preziosi ed importanti. Partendo da questo pensiero diamo vita alla nostra personale collezione e progettiamo una “mini-sala espositiva” in 3D per raccontare “al pubblico” le nostre passioni.
A VEDER LE STELLE
Laboratorio STEAM per le classi della scuola secondaria di 1°
La visita in mostra si concentra soprattutto sulla sezione “La scienza e la tecnica” nella quale potremo osservare il preziosissimo astrolabio bizantino dell’XI secolo. Un oggetto unico al mondo che serviva per determinare l’ora (diurna o notturna), individuare la posizione degli astri, calcolare la latitudine e prevedere alba e tramonto. In laboratorio proviamo a realizzarne uno semplificato, per capire come, a seconda del periodo dell’anno, cambiano le stelle e le costellazioni visibili in cielo.
UN MUSEO AL PASSO COL FUTURO
Laboratorio per le classi della scuola secondaria di 2°
L’idea di museo nel tempo si è evoluta dando vita a luoghi che hanno espresso sempre lo spirito di un’epoca, condizionando un modo specifico di guardare e comprendere l’arte. Dalla Wunderkammer agli allestimenti “pieni” e scenografici ottocenteschi al minimalismo novecentesco. E oggi? Come possiamo pensare il nostro museo ideale?
PERCORSI TEMATICI
La mostra affronta epoche e tematiche diverse e consente molteplici livelli di lettura.
I percorsi tematici proposti, pur attraversando integralmente l’esposizione, si focalizzano su specifici argomenti.
A CACCIA DI BIZZARRIE!
Percorso tematico per le classi della scuola dell’infanzia
Una misteriosa valigetta, che racchiude i dettagli di opere bizzarre, accompagna bambini/e in un percorso d’indagine nelle sale della mostra. L’esperienza stimola lo spirito d’osservazione e, attraversando le diverse sezioni, pone l’attenzione solo su oggetti e reperti che possono destare la curiosità dei più piccoli.
A TUTTO ANTICO
Percorso tematico per le classi della scuola primaria
La prima sezione della mostra fornisce un ampio spaccato sulle antiche culture: dagli Egizi, agli Etruschi e ovviamente i Romani. Un’occasione speciale per vedere tutti insieme reperti di epoche e popolazioni diverse inerenti i programmi scolastici. Un modo per appassionare i più piccoli all’archeologia.
L’ARTE DI VIVERE. I COLLEZIONISTI CHE HANNO FATTO I MUSEI
Percorso tematico per le classi della scuola secondaria di 1° e 2°
Il percorso di visita si focalizza sulla narrazione delle vite dei collezionisti che hanno, con la loro generosità, arricchito le collezioni civiche: persone diverse, con passioni e competenze particolari. Ripercorriamo le loro vicende personali che si intrecciano a doppio filo con la storia della costituzione del patrimonio della città.
CAPOLAVORI NASCOSTI: 50 OPERE DAI DEPOSITI
Percorso tematico per le classi della scuola secondaria di 1° e 2°
In mostra sono presentati numerosissimi oggetti provenienti dai depositi dei Musei Civici tra cui 50 sono veri e propri capolavori, per eccellenza tecnica, rarità, valore storico documentale. Scopriamoli tutti per comprendere la ricchezza del patrimonio della città.
L’ANTICO CONTEMPORANEO
Percorso tematico per le classi della scuola secondaria di 2°
Le sezioni della mostra sono tutte introdotte da un’opera d’arte contemporanea, acquisita negli ultimi anni dai musei. Il percorso evidenzia la capacità degli artisti moderni di rileggere le opere del passato caricandole di nuovi significati e rendendole così attuali. L’itinerario si conclude nel Viridarium-Parco delle Sculture del Museo di Santa Giulia che accoglie le opere contemporanee monumentali.
Mercoledì 11 novembre e 2 dicembre 2026, 13 gennaio, 3 febbraio, 3 marzo, 7 aprile e 5 maggio 2027
PER OSPITI ECCELLENTI. VISITA EXTRA-ORDINARIA AI DEPOSITI!
Percorso tematico per le classi della scuola secondaria di 2°, prenotabile un mercoledì al mese alle ore 10.00
Il percorso di visita alla mostra porta l’attenzione sul fine primario di ogni museo: proteggere e conservare il proprio patrimonio. Per questo oltre alla mostra si potrà visitare uno dei depositi dei Musei Civici in Santa Giulia, un luogo di protezione, conservazione e ricerca, per capire la complessità dei processi di conservazione e tutela della bellezza e della storia.
Informazioni
Ritrovo: biglietteria del Museo di Santa Giulia
Costo al termine della promozione: 8 € a studente (gratuità per 2 docenti accompagnatori)
Prenotazioni: CUP tel. +39 030 817 4200 | cup@bresciamusei.com
PROMO SCUOLE CON BTL
La mostra Tesori. Il grande romanzo dei musei bresciani 1826-2026conta sul contributo di BTL Banca del Territorio Lombardo che ha scelto di sostenere il programma educativo dedicato alle scuole.
Le prime 50 classi, iscrittesi agiugno 2026, godranno della gratuità per l’attività scelta.
CONCORSO SCUOLE: IL MUSEO DEL FUTURO
Il nuovo concorso per le scuole per l’anno scolastico 2026-2027 avrà come focus il museo del futuro. Come nasce un museo, come raccoglie e organizza i propri tesori, quali testimonianze del nostro tempo vogliamo lasciare a chi verrà dopo di noi? Un concorso per tutti gli istituti scolastici di ogni ordine e grado per pensare al patrimonio con lo sguardo nel futuro.
Quest’anno il concorso si arricchisce di premi ancora più prestigiosi grazie al sostegno di Italmark nostro educational activity partner.
Il bando è disponibile sul sito bresciamusei.com
Per informazioni: servizieducativi@bresciamusei.com
AMBASCIATORI DEI MUSEI
Progetto di Formazione Scuola-Lavoro per la valorizzazione e divulgazione del Patrimonio
Fondazione Brescia Musei accoglie ogni anno numerosi studenti e studentesse in progetti di Formazione Scuola-Lavoro. Per l’anno scolastico 2026/2027, proponiamo un percorso formativo ad hoc interamente dedicato alla mostra in programma. Durante il periodo di formazione, gli studenti e le studentesse avranno l’opportunità di studiare e approfondire le opere esposte, specializzandosi su alcuni capolavori o su un’intera sezione tematica. Il loro ruolo culminerà nel diventare veri e propri “Ambasciatori dei musei”, guidando poi i compagni di classe in visita e facilitando un’esperienza di apprendimento tra pari.
Per informazioni: stage@bresciamusei.com
MOSTRA E MUSEO
Arricchisci la scoperta abbinando alla mostra una delle numerose altre attività che si svolgono nei nostri musei.
Consulta il catalogo Museo e Scuola:

Informazioni e prenotazioni di tutte le attività
CUP tel. +39 030 817 4200 | cup@bresciamusei.com
attivo da lunedì a sabato, dalle 10 alle 18
bresciamusei.com
Concorso scuole 2026/2027
Il futuro siamo noi
Il concorso per le scuole dell’anno scolastico 2026/2027, promosso da Fondazione Brescia Musei, in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Territoriale di Brescia e con l’Assessorato alla Pubblica Istruzione del Comune di Brescia, grazie alla collaborazione con Italmark, educational activity partner, nasce dalla mostra Tesori. Il grande romanzo dei musei bresciani 1826 | 2026, allestita al Museo di Santa Giulia dal 4 novembre 2026 al 22 agosto 2027. Partendo dai concetti di dono, raccolta, tutela e trasmissione che attraversano il percorso espositivo, Fondazione Brescia Musei propone a studentesse e studenti una domanda: se potessimo scegliere noi cosa salvare e trasmettere del nostro presente alle generazioni future, che cosa lasceremmo? Interrogarsi su questo significa riflettere sui valori profondi della società, sui desideri e sui principi ritenuti imprescindibili per la vita sociale.
A ogni classe è chiesto di realizzare una capsula del tempo in cui ciascuno inserisce un elemento ritenuto fondamentale per il futuro: i «semi» da piantare per lo sviluppo della società che verrà.
Il concorso è rivolto a tutti gli ordini scolastici, dall’infanzia alla secondaria di secondo grado, con una proposta per ciascuna fascia:
- Scuola dell’infanzia: La valigia dei desideri di domani. I bambini preparano la valigia per un viaggio in un tempo «magico», riempiendola con disegni e colori delle cose che vorrebbero regalare ai nuovi amici incontrati nel futuro. Una valigia per classe.
- Scuola primaria: Prontuario per vivere sulla Terra tra 100 anni. Un manuale di istruzioni, costruito con parole, immagini, fotografie e articoli di giornale, per spiegare a un bambino del futuro come funziona il nostro mondo, dalle case ai rapporti tra amici, fino alla cura di natura e cultura. Capsula collettiva, ingombro massimo 50x50x50 cm.
- Scuola secondaria di primo grado: La forma del tempo. La classe progetta e realizza una capsula con la forma che ritiene più adatta e vi raccoglie testi, poesie, disegni, fotografie e collage, raccontando criticità e aspetti positivi del presente e trasformando sogni e speranze in consigli per i posteri.
- Scuola secondaria di secondo grado: Con gli occhi nel futuro. Una time capsule digitale: una chiavetta usb, conservata in un contenitore protetto, con immagini, video, audio e documenti che costituiscono un diario digitale dell’oggi della comunità-classe.
L’iscrizione si effettua in qualsiasi momento inviando il modulo a servizieducativi@bresciamusei.com. Gli elaborati vanno consegnati entro il 30 aprile 2027 ai Servizi educativi di Fondazione Brescia Musei (via Musei 81/A, Brescia); per le classi della scuola secondaria di secondo grado l’invio avviene tramite we transfer o servizi analoghi.
Per ciascun ordine scolastico la Giuria sceglierà i tre migliori elaborati. Grazie a Italmark, educational activity partner, il primo premio è un voucher da 300 euro per l’acquisto di materiali utili alla didattica. Il secondo premio è una attività didattica gratuita del programma Museo e scuola, il terzo una proiezione gratuita al Cinema Nuovo Eden, scelta tra i titoli di Cinema per le scuole 2026-2027. Un premio extra è riservato agli studenti vincitori che avranno concluso il ciclo di studi: un laboratorio in museo per decorare con la tecnica dello stencil uno zainetto.
A fine maggio 2027 è prevista una cerimonia di premiazione e restituzione, con l’esposizione di tutti gli elaborati per un weekend in una delle sedi museali. Dopo la cerimonia le capsule vengono sigillate con il timbro di Fondazione Brescia Musei e riconsegnate alle classi.
La Giuria
Stefano Karadjov, direttore di Fondazione Brescia Musei; Roberta D’Adda, coordinatrice del Settore Collezioni e Ricerca; Federica Novali e Davide Sforzini, Servizi educativi di Fondazione Brescia Musei; una referente dell’Ufficio Scolastico Territoriale di Brescia e una dell’Assessorato alla Pubblica Istruzione del Comune di Brescia.
Promozione e informazioni
Fondazione Brescia Musei: tel. 030 8174200, servizieducativi@bresciamusei.com, bresciamusei.com
Il bando integrale è pubblicato sul sito bresciamusei.com





