REGGIOLO – VIAGGIO DELLA MEMORIA AD AUSCHWITZ: un mazzo di fiori per non dimenticare le vittime

Grande emozione per i 60 reggiolesi che hanno visitato i campi i campi di concentramento Auschwitz e Birkenau (Auschwitz II) dal 23 al 25 febbraio.

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Il viaggio della memoria, organizzato anche quest’anno dal  Comune di Reggiolo, insieme all’Anpi, alla Pro loco e all’Avis, ha riunito cittadini di tutte le età e confermato il grande interesse per questa dolorosa pagina di storia. La delegazione, composta oltre che da volontari delle associazioni anche dal sindaco di Reggiolo Roberto Angeli e gli assessori Aldo Michelini e Franco Albinelli, ha lasciato un mazzo di fiori davanti al muro dove venivano fucilati i prigionieri. Continua a leggere

REGGIOLO – VIAGGIO DELLA MEMORIA AD AUSCHWITZ PER 60 REGGIOLESI

Anche quest’anno il Comune di Reggiolo, insieme all’Anpi, alla Pro loco e all’Avis, organizza il Viaggio della memoria ad Auschwitz in Polonia. Dal 23 al 25 febbraio, 60 reggiolesi visiteranno Cracovia e i campi di concentramento Auschwitz e Birkenau (Auschwitz II).

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Il viaggio rappresenta la continuazione di un percorso portato avanti in questi mesi dall’Anpi sul tema della memoria e che ha visto organizzate iniziative nelle scuole e appuntamenti con proiezioni cinematografiche.

La delegazione è composta oltre che da volontari delle associazioni anche da numerosi ragazzi che si sono aggregati nel gruppo per visitare e non dimenticare una terribile pagina di storia e quello che è accaduto nei campi di sterminio.

Nel gruppo saranno presenti anche il sindaco di Reggiolo Roberto Angeli e gli assessori Aldo Michelini e Franco Albinelli.

27 GENNAIO – PER NON DIMENTICARE

 

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Campi di prigionia dove vennero rinchiusi gli IMI (Internati Militari Italiani) dal ’43 al ’45

di Mendes Biondo

Che cos’è scrivere?

Una domanda di questa portata trova difficilmente una risposta che possa davvero definirsi tale ma, in questo caso, viste le circostanze riguardanti le poesie è forse meno difficoltoso dire qualcosa in merito.

Calandoci più in profondità nel contesto ci potremmo chiedere perché un uomo nato nel 1914 e successivamente divenuto prigioniero a Luckenwald e Treuenbreitzen, di scolarizzazione elementare e senza apparenti slanci artistici evidenti, escluso il suo lavoro di maestro d’ascia e calafato, dovrebbe mettere tra le sue opzioni quella di comporre poesie e diari proprio mentre si trova nelle fauci del nemico oppressore. Continua a leggere