Il mais Ogm non è rischioso per la salute dell’uomo. È a questa conclusione, finalmente chiara e comprensibile, che la scuola superiore Sant’Anna e l’Università di Pisa sono giunte al termine del maxi studio condotto sui dati relativi a oltre vent’anni di coltivazioni nel mondo del mais.

La ricerca italiana, pubblicata da Scientific Reports, ha finalmente dimostrato scientificamente come l’utilizzo della tecnologia Ogm sul mais non porti ad alcun tipo di rischio né per l’uomo, né per gli animali, né tantomeno per l’ambiente. Sono stati analizzati dati su colture negli Stati Uniti, in Europa, in Sud America, in Asia, in Africa e anche in Australia, a partire dal 1996 fino ad arrivare al 2016. In totale, i ricercatori italiani hanno lavorato su una mole immensa di materiale, confrontando oltre 11mila dati prelevati da circa seimila articoli scientifici. Continua a leggere
La percentuale di auto-approvvigionamento di prodotti agricoli in Italia, tra il 2012 e il 2017, si è ridotta dall’83% al 78%. Un calo di cinque punti percentuali dovuto anche alla riduzione della Sau (superficie agricola utilizzata), che è calata del 3,53% (persi 445mila ettari), e compensato dunque dall’aumento delle importazioni dall’estero (+7%) di prodotti agricoli. È questo il quadro emerso dai dati Ismea elaborati dal centro studi di Confagricoltura, che mettono in evidenza come, per alcune colture, il nostro paese sia sempre più dipendente dall’estero.
La campagna di raccolta di agosto e settembre ha un bilancio in chiaroscuro, ma la buona notizia è che la siccità ha creato meno danni rispetto a quello che ci si poteva aspettare, rispetto alla soglia di allarme che – giustamente – l’assenza di precipitazioni per settimane e il caldo tropicale hanno provocato. Per Confai Mantova, l’organizzazione delle imprese agromeccaniche e agricole della provincia virgiliana, è ancora prematuro tracciare il bilancio definitivo. “In attesa di avere il quadro completo – afferma il presidente Marco Speziali – possiamo sintetizzare che per il mais è stato scongiurato il dramma delle aflatossine, il riso è partito abbastanza bene, il pomodoro ha avuto buone rese in campo, ma prezzi bassi, e per le barbabietole la raccolta dovrebbe consentire bilanci soddisfacenti”. 


