CONFAI MANTOVA: BENE MAIS, RISO E BARBABIETOLE PRIMI BILANCI PER I RACCOLTI DI AGOSTO E SETTEMBRE

MARCO SPEZIALI CONFAI MANTOVA.jpgLa campagna di raccolta di agosto e settembre ha un bilancio in chiaroscuro, ma la buona notizia è che la siccità ha creato meno danni rispetto a quello che ci si poteva aspettare, rispetto alla soglia di allarme che – giustamente – l’assenza di precipitazioni per settimane e il caldo tropicale hanno provocato. Per Confai Mantova, l’organizzazione delle imprese agromeccaniche e agricole della provincia virgiliana, è ancora prematuro tracciare il bilancio definitivo. “In attesa di avere il quadro completo – afferma il presidente Marco Spezialipossiamo sintetizzare che per il mais è stato scongiurato il dramma delle aflatossine, il riso è partito abbastanza bene, il pomodoro ha avuto buone rese in campo, ma prezzi bassi, e per le barbabietole la raccolta dovrebbe consentire bilanci soddisfacenti”.

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Mais. Chi ha irrigato ha avuto risultati positivi e si è difeso dalle temperature elevate. La media produttiva è stata intorno alle 14 tonnellate per ettaro, con risultati migliori nel Medio Mantovano e nel Destra Secchia. Più scarse le rese nel Basso Mantovano. I prezzi vivono l’ennesima fase di depressione, intorno ai 170 euro alla tonnellata. Non particolarmente diffusi i casi di aflatossine, anche per la cura di cui il mais è stato oggetto.

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Barbabietole. “Le superfici sono aumentate nel Mantovano di circa il 5% rispetto al 2016, complice anche la fine del regime delle quote zucchero con il prossimo 30 settembre – spiega Andrea Borrini, contoterzista di Serravalle a Po -. Le rese sono partite da 75 tonnellate per ettaro alle attuali 90 tonnellate, raggiunte in questi giorno”.

La polarizzazione (il grado cioè zuccherino) si aggira sui 15-15,5 gradi brix. Un’annata complessivamente buona, che dovrebbe portare un guadagno lordo agli agricoltori di circa 2.700-3.000 euro all’ettaro.

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Pomodoro. Tirando le somme, per Confai si può parlare di un’annata discreta, dove “i prezzi bassi sono per ora compensati dalle quantità elevate, anche nell’ordine di 90-100 tonnellate per ettaro, nonostante le gelate primaverili che non hanno certamente agevolato l’avvio di stagione e la siccità accompagnata da temperature elevate per molte settimane”, afferma Guido Cecchin, imprenditore agricolo e contoterzista di Ospitaletto.

Rimane da risolvere il nodo di una filiera che trova pochi momenti di dialogo e un segmento della trasformazione che a volte sospende il ritiro del prodotto senza rispettare sempre la programmazione. Tanto che circa il 10-12% del pomodoro da industria non ha raggiunto gli stabilimenti o perché scartato o perché lasciato in campo.

La campagna è ancora in corso, ma le rese in questa fase “sono diminuite, così come la qualità, inferiore rispetto alla prima fase di raccolta”. Prezzi non sono molto alti e si aggirano sui 65-70 euro alla tonnellata, in parte compensati dalla quantità. In attesa di una valutazione più completa fra gli operatori è diffusa la convinzione che a filiera deve essere profondamente riorganizzata.

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Riso. Primi giorni di raccolta per il riso che, in alcune zone, ha sofferto le temperature elevate, pur essendo una coltura sommersa. “La prima impressione è senza dubbio positiva sia in termini di produzione, con raccolti di risone anche oltre le 6,5 tonnellate per ettaro, sia sul profilo della qualità – afferma Marco Speziali -. Mancano ancora le rese del riso bianco, ma la campagna entrerà nel vivo fra una settimana”. Ancora in anossia i prezzi, che con listini di circa 400 euro alla tonnellata per il Vialone Nano e di 350 per il Carnaroli, in due anni hanno perso il 50% del valore, soprattutto per la concorrenza del Sud Est Asiatico, che esporta in Europa a dazio zero. Sono in crescita produzioni e consumi di farina di riso per uso alimentare.

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Soia. Iniziata la raccolta e rese medie sui 30-32 quintali per ettaro, anche se in certe zone per la concomitanza di temperature africane e scarsa irrigazione si sono a malapena raggiunti i 20 quintali. Molti baccelli della pianta sono spesso vuoti. Un avvio tutt’altro che positivo. Prezzi intorno ai 370 euro alla tonnellata, con richiesta di prodotto ogm free in particolare dall’estero.

 

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