MANTOVA – MAIS, L’ITALIA A UN BIVIO: «O SI INVESTE SUL TRANSGENICO O SI RESTA INDIETRO»

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«L’Italia è di fronte a un bivio. O si decide di investire sulle nuove tecnologie per il mais transgenico, libero da parassiti e malattie, o continueremo a rischiare in termini di salute e sicurezza, restando inoltre indietro dal punto di vista tecnologico». Queste le parole di Cesare Accinelli, docente del dipartimento di Scienze agrarie dell’Università di Bologna, nel corso del convegno “Mais 2017, tecniche innovative per ottimizzare i costi e migliorare la sanità della pianta”, andato in scena nella sede di Confagricoltura Mantova.Il professor Accinelli.JPGAccinelli in particolare ha presentato al pubblico presente una nuova tecnologia in arrivo dagli Stati Uniti, che riguarda le interferenze con l’Rna, con l’obiettivo di creare mais in grado di difendersi da parassiti e aflatossine. In sostanza si tratterebbe di intervenire sui geni che codificano l’aflatossina, “spegnendoli” letteralmente: «La nuova frontiera Rna apre a strade mai percorse finora – ha aggiunto – in lontananza si intravede la possibilità di creare una pianta più forte a costi minori nel medio e lungo periodo, dato che gli agrofarmaci verrebbero ridotti sensibilmente e diminuirebbe anche il rischio energetico. Il paradosso però è sempre quello, il mais transgenico verrebbe autorizzato in Italia? E se sì, quando? La vecchia tipologia di Ogm non c’entra nulla, in anni e anni di esperimenti si è arrivati soltanto a problemi pratici. Ma questa nuova tecnologia è un qualcosa di diverso, se non si cambia i maiscoltori avranno costi fissi sempre più alti e il nostro paese rischierà di rimanere indietro rispetto agli altri».

Tavolo dei relatori.JPG

Da parte di Confagricoltura Mantova è arrivata piena approvazione riguardo alle nuove frontiere: «Quella degli Ogm è una bufala bella e buona – ha detto il presidente Matteo Lasagnaè stato dimostrato che non rappresentano un elemento negativo o pericoloso. Quello che vogliamo lanciare noi è un segnale forte e chiaro per una nuova tipologia di tecniche e di conoscenze, interamente a favore dei produttori e dei consumatori finali».

«Lo scorso anno – ha aggiunto Roberto Begnoni, presidente della sezione cerealicoltori di Confagricoltura Mantova – abbiamo assistito a un calo di produzione del 2,7%, con la resa media che tra il 2001 e il 2016 è scesa di circa sette milioni di tonnellate. Il problema dei prezzi e dei costi c’è, a questi poi si aggiungono il clima e le malattie. Le nuove tecnologie presentateci rappresentano un’ottima opportunità per ottimizzare i costi e ottenere un livello produttivo adeguato».

Alla serata ha partecipato anche Samuele Tirelli, agronomo della Dekalb, che ha presentato le ultime innovazione tecnologiche in fatto di prove colturali in campo e mappatura satellitare dei terreni: «Le prove in campo effettuate con i nostri ibridi di mais in provincia di Mantova hanno dimostrato che questo territorio si presta perfettamente a tecniche innovative come lo strip tillage (lavorazione a strisce di terreno). I vantaggi sono innegabili, visto che passando solo una o due volte nel campo i costi si riducono. Anche la struttura del terreno ne risente positivamente, resta maggiormente intatto ed è più fertile. Ciò che spaventa al momento è il costo dei mezzi meccanici, ma è un problema che riguarda tutta l’agricoltura».

In fase di studio e progettazione anche i progetti “Smart Farming”, sistema satellitare per il tracciamento dei terreni, e “Aquatek”, una piattaforma online per consigli e dritte sull’irrigazione del mais.

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