MANTOVA – L’impulso creativo di Mirò a Palazzo Te

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di G. Baratti (giornalista)

Oltre 75mila biglietti staccati. Grande successo di pubblico la mostra “L’impulso creativo” alle Fruttiere (ex Scuderie) di Palazzo Te a Mantova dedicata a Joan Miró i Ferrà, pittore, scultore e ceramista spagnolo nonché esponente del surrealismo.

Sono cinque le aree tematiche in cui è diviso lo spazio espositivo: il gesto, la forza espressiva del nero, il trattamento del fondo come punto di partenza creativo, l’eloquenza della semplicità e la sperimentazione materica dove portano il visitatore all’interno del processo creativo di Joan Miró attraverso le diverse tecniche, i mezzi e i materiali utilizzati dall’artista. Il percorso si caratterizza per la suggestiva ricostruzione degli Studi Sert e Son Boter, i luoghi in cui l’artista catalano creò i suoi capolavori, con tutti gli oggetti, i pennelli e gli strumenti usati durante la creazione dei suoi capolavori e che si sono conservati grazie all’attività della Fundació Pilar i Joan Miró.

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Dal testo di Joan Punyet Miró … “La luce della sera emoziona il cuore di un uomo curioso, entusiasmato dalla fluidità con cui la gondola scivola per gli stretti e silenziosi canali di Venezia. Forme che non aveva mai visto prima sfilano davanti ai suoi occhi; cantano le arie dell’opera italiana, mentre il mare sembra annunciare tempesta… Miró si commuove al cospetto della millenaria bellezza di una città galleggiante con dighe marine e cieli tempestati di stelle, quasi li avesse dipinti lui stesso. L’8 ottobre 1952 Mirò, in compagnia della moglie Pilar e della figlia Dolores, scrisse una cartolina da Venezia alla sorella: ‘Siamo appena arrivati, dopo un ottimo viaggio, ieri abbiamo fatto 382 km e oggi 231 km. È tutto bellissimo e Venezia è davvero impressionante. Presto trascorreremo un giorno a Padova, e oggi siamo passati da Verona che è molto interessante. Saluti e abbracci da questi tre che ti vogliono tanto bene’. Durante il suo soggiorno veneziano, Miró visitò i monumenti storici più importanti della città e si sedette con sua moglie al tavolino di un caffè di Piazza San Marco, per riposarsi e bere qualcosa. Nel frattempo, la Basilica, il Palazzo Ducale e il Campanile sussurrano all’orecchio di Miro la storia distillata dalle pietre che li sostengono. Miró comprese allora il magnetismo che una città bella come Venezia esercita su qualunque artista. Nella sua luce, sussurri di sirene si intrecciano con lo sciabordare delle onde contro le vicine imbarcazioni…”

La rassegna con dipinti e ambientazioni del tutto inediti andrà a concludersi l’8 aprile prossimo.

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