SOLFERINO – AL BANCHETTO DEI GONZAGA

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di G:Baratti

Nell’antica e suggestiva piazza Castello di Solferino (Mn), sabato 25 luglio si terrà la cena sotto le stelle intitolata “Al banchetto dei Gonzaga”. Si tratta di un’occasione per fare un tuffo nel XVII secolo rivivendo uno scorcio di storia territoriale.

In piazza Castello, luogo di svolgimento del banchetto, verranno ricreate le atmosfere gonzaghesche che rievocheranno il battesimo di Ferdinando II Gonzaga e Isabella Martinengo.

La serata avrà inizio alle ore 18:30 con degustazione di vini e olii locali e dalle 20:30 prenderà il via il convivio  dove non mancheranno i figuranti in costumi tipici, danze e giochi dell’epoca che renderanno questa serata ricca di fascino trasformando una normale cena in maschera in un evento difficile da dimenticare.

Come affermò Carlo Gonzaga Signore “de Solfarino”: “Hozi è giorno de gran gaudio a Solfarino pel battesimo del primogenito Ferdinando. S. Excellentia Ferdinando, re de l’Hungaria et S.Excellentia Carlo, duca de Mantova donan lustro al nostro feudo con la lor presentia. A ogni uno de lor dame e cavalieri, riuniti ne lo castello de Solfarino, in questo bon aere auspico mirabile giovamento.”

Vista de Solferino. View of Solferino.

L’arte della cucina dei Gonzaga, definita da molti “di principi e di popolo”, perché capace di coniugare piatti tipicamente popolari, come ad esempio la polenta fritta spolverata di zucchero, con piatti decisamente più elaborati, vanto dei numerosissimi cuochi che si sono alternati alla loro corte. Questi ultimi hanno saputo lasciare un’impronta nella gastronomia italiana, data dai prodotti ricavati dalla fertilità della loro terra (grano e riso soprattutto) e dall’importanza delle loro corti.

Con l’arrivo di Isabella D’Este nel 1490 la cucina mantovana venne influenzata da quella emiliana: la marchesa si avvalse infatti della consulenza di Cristoforo di Messisbugo, cuoco dei Signori di Ferrara, che pare avesse creato appositamente per lei la “torta delle rose”.

Ricchissimo fu il banchetto che Isabella e il fratello Alfonso, duca di Ferrara, fecero allestire dal Messisbugo in occasione dell’arrivo a Mantova nel 1530 dell’imperatore Carlo V e del suo seguito, al quale parteciparono circa settecento invitati e del quale si parlò per anni in tutte le corti d’Europa.

Tra la ricca varietà locale merita un posto di riguardo un importante piatto della cucina mantovana: i tortelli di zucca. Molto diffuso sulle tavole locali alla vigilia di Natale essi compaiono in una ricetta del 1584 del coppiere di Lucrezia d’Este.

Nel 1662 Bartolomeo Stefani, in servizio come capocuoco presso il ducato di Mantova, pubblicò in città il volume di cucina L’Arte di Ben Cucinare, dedicato a Ottavio Gonzaga principe di Vescovato.

Lo Stefani è, inoltre, stato il primo a offrire una sezione dedicata al vitto ordinario (“cibo ordinario”).

Il libro descrive uno dei tre banchetti offerti dal duca Carlo per la regina Cristina di Svezia alla vigilia di Natale del 1655, con il dettaglio delle impostazioni di cibo e tavola per ogni ospite, tra cui un coltello, forchetta, cucchiaio, bicchiere, un piatto (al posto delle ciotole più usate) e un tovagliolo.

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