Matilde di Canossa non è nostra contemporanea!

Gianlorenzo Bernini, Monumento a Matilde di Canossa nella Basilica di San Pietro, Roma_2

di Paolo Golinelli  (professore ordinario di Storia Medievale Università degli Studi di Verona)

Con il Libero periodico informativo su Matilde di Canossa e il suo tempo si compie l’anno della MatildeNewsletter: in oltre un centinaio di pagine abbiamo segnalato libri, iniziative, eventi, convegni, incontri, mostre, momenti di riflessione e di svago che si sono succeduti e continuano a succedersi in questo anno IX Centenario della morte di Matilde di Canossa.  Probabilmente qualcosa ci è sfuggito, ma abbiamo cercato di fare del nostro meglio per informare gli appassionati, e sono tanti, di storia matildica in Italia e all’estero.

Ora siamo al clou con il giorno della morte della Contessa: (24 luglio 1115 – 24 luglio 2015) un giorno che ha rappresentato un momento di passaggio nella storia.

Molti si sono esaltati nell’idea della Matilde “unica donna a tener testa a papi e imperatori”, vincitrice in battaglia, fedele al papa e all’idea della Riforma gregoriana.

Se questo mito ha consentito la diffusione della conoscenza del personaggio e delle sue terre, da storico vorrei mettere in guardia alle facili esaltazioni e agli anacronismi.

Matilde di Canossa fu probabilmente l’ultima rappresentante (almeno in Italia) della vecchia aristocrazia feudale, in un mondo in rapida trasformazione. Non per nulla alla notizia della sua morte i Bolognesi incendiarono il suo palazzo in città, e pochi anni dopo sorsero liberi comuni in tutte le città che lei aveva dominato.

Per quanto riguarda la Riforma gregoriana, essa significò una riorganizzazione della Chiesa in modo centralistico, Roma e il papa che si imposero su tutte le altre Chiese metropolitiche e patriarcali, che prima erano autonome (Milano, Aquileia, Ravenna, Gerusalemme, Costantinopoli, ecc.). Questa tendenza aveva dato luogo allo scisma della Chiesa Ortodossa (Michele Cerulario, 1054), e, anziché cercare la riconciliazione, Gregorio VII impose il primato del papa su ogni altra autorità terrena col Dictatus papae e avviò una stagione di papi compromessi col potere politico, che doveva giungere al “papa guerriero” Giulio II (exclusus e Caelo, secondo Erasmo), e alla Riforma protestante, contro la quale la Chiesa di Roma brandì l’arma propagandistica di Matilde di Canossa, braccio armato del papato.

Ben diversa è la Chiesa di papa Francesco, che si fa chiamare “vescovo di Roma”, per annullare ogni senso di superiorità; che cerca il consiglio del sinodo, che antepone la Chiesa dei poveri a quella dei potentati.

Matilde quindi grande personaggio storico, punto di riferimento per comunità che in lei vedono le loro origini, donna dalla vita interessante, capace di scelte coraggiose e qualche volta controcorrente (come la liberazione di servi e ancelle alla sua morte), ma donna di un passato lontano, quando ancora vigeva la schiavitù della gleba, quando i contadini erano costretti a un’esistenza abbruttente, e i pochi nobili, preti e monaci dominavano senza pietà su tutti gli altri.

Per questo Matilde non è nostra contemporanea! Almeno lo speriamo.

 

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