MILANO – FAME! di Monica Marioni

   Opening 6 agosto ore 18 

Finissage Giovedi 26 agosto 2015

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Progetto espositivo di Monica Marioni per Fondazione Luciana Matalon Milano, nell’ambito di Expoincittà, a cura di Igor Zanti. La mostra porta alla luce gli appetiti più inquietanti dell’individuo ed il lato oscuro del rapporto tra cibo e mente umana, nel momento di massima celebrazione internazionale della nutrizione. MATALON

FAME! è un’esposizione unica che nasce dalla capacità di Monica Marioni di mettersi in gioco sorprendendo, innovando e sperimentando. FAME! evidenzia il lato oscuro del nutrirsi nel pianeta, riportando l’attenzione sui disturbi e le nevrosi legate al cibo e per estensione ad ogni altro tipo di appetito che sperimentiamo quotidianamente, per il successo, il denaro, il sesso e così via.

FAME! nasce dalla conoscenza diretta dell’artista di alcune di queste nevrosi: di cosa ho fame? è la semplice domanda da porsi; di che cosa si ha davvero fame? Qual è il vero bisogno?Monica_Marioni_Op3

Nessuno mangia per soddisfare semplicemente la ‘fame biologica, spesso si assume cibo in maniera incontrollata indipendentemente dal senso di fame e da quello di sazietà. Come dire, mescoliamo emozioni e cibo, e usiamo quest’ultimo per far fronte alle emozioni. Spesso confondiamo le emozioni e le sensazioni con la fame. Quindi, mangiare diventa un metodo per soddisfare quasi tutte le proprie esigenze con il risultato di ingrassare e non aver esaudito i propri reali bisogni.

Può essere complicato guardare le nostre emozioni per quelle che sono (tristezza, paura, contrarietà, delusione, rabbia) e riuscire ad esprimerle, ma non essendo chiari, si rischia di innescare circoli viziosi.

Questa “psicoplasticità”, ovvero l’esprimere la stessa Monica_Marioni_Op5

sofferenza psichica con comportamenti solo apparentemente diversi, ma che riconoscono la stessa dinamica di fondo, si articola negli appetiti più diversi, fame di giustizia, d’amore, di sesso, di successo. Perché tanta gente cerca disperatamente il cosiddetto ” posto al sole”? Perché cercare di diventare “qualcuno”? Ricerca legittima, se compiuta onestamente e coi propri meriti, ma non si fa nulla senza una motivazione, conscia o inconscia che sia. Ricercare certi ruoli di “prestigio” può far sentire appagati, perché si ricevono quegli apprezzamenti tanto cercati e soprattutto perché si è al centro dell’attenzione: che poi in realtà gli apprezzamenti siano finti e dovuti al ruolo e non alla persona, alla sua identità profonda, poco importa. Si continua così, a cercare “carezze” nella vita nei modi in cui esse sono state vissute nell’infanzia. Ci sono persone che per avere un minimo di riconoscimento sono disposte a tutto.

 

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