VILLIMPENTA PROTAGONISTA A EXPO 2015

DSCF5579di Paolo Biondo

Ci sono momenti che per quanto brevi nel loro trascorrere sono in grado di esaltare il lavoro di mesi e di creare un interesse che va ben oltre i confini locali.

Il 13 agosto 2015, ad esempio, resterà nella storia del piccolo paese di Villimpenta, soprattutto dalla delegazione che si è fatta promotrice del noto piatto locale e presente al Padiglione della Coldiretti, come il giorno del risotto alla Villimpentese De.C.O. ad Expo. Un’esperienza che ha lasciato un segno indelebile in tutti loro e che si è rivelata foriera di ulteriori stimoli per continuare l’impegno profuso per la massima promozione e valorizzazione di questo fiore all’occhiello.

C’è anche un altro numero che evidenzia come il risotto alla Villimpentese abbia assunto nel tempo un ruolo di primo piano non solo nella tradizione popolare virgiliana come il 70° anno nel 2016; tante, infatti, sono le edizioni della Festa del Risotto che viene regolarmente allestita all’interno del castello Scaligero di Villimpenta ad inizio estate dal Comitato Manifestazioni Villimpentesi e che ottiene sempre ampi consensi anche tra i buongustai dei territori delle province limitrofe.

Una manifestazione che, dai documenti esistenti, è da ritenersi la prima in termini cronologici che è stata ideata a organizzata nel mantovano e che per questo motivo può tranquillamente definirsi unica. Certamente di proposte simili ne vengono allestite molte altre, ma le caratteristiche legate alla preparazione del piatto sono tali da non essere ripetibili, per qualità, aromi e sapori.

Anche per questo motivo l’attuale amministrazione si è impegnata, a partire dal sindaco, Simone Zaghini e dall’assessore Monia Cagnata, nella creazione di una commissione che predisponesse il disciplinare con il quale giungere all’assegnazione della Denominazione Comunale d’Origine.

In tale documento si ritrovano tutti i passaggi che debbono essere rispettati da coloro che si propongono per la preparazione del piatto, (associazioni o ristoratori locali) affinché all’utenza venga offerto il vero e unico Risotto alla Villimpentese.

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“In questi ultimi due anni, – spiega l’assessore Monia Cagnata promotrice della trasferta nel capoluogo meneghino – stiamo portando avanti un progetto di valorizzazione del territorio, in particolare attraverso il nostro piatto principe e il castello Scaligero Gonzaghesco, un’occasione che non potevamo certo farci sfuggire quella d’incontrare i visitatori di una vetrina prestigiosa e mondiale come quella di Expo. A preparare il risotto sono stati i maestri risottai del Comitato Manifestazioni Villimpentese. Il presidente del Comitato, Roberto Ferrari, per l’occasione ha inoltre presentato le date dell’edizione 2016 della Festa del Risotto di Villimpenta, quando sarà festeggiata il 70esimo anno, una data importante che manifesta quanto questo piatto sia radicato nella storia del mantovano e delle province limitrofe”. 

Oltre all’assessore, al presidente del comitato e ai mastri risottai a far conoscere ed apprezzare il risotto alla Villimpentese De.C.O. vi erano anche il sindaco Simone Zaghini, la dottoressa Rosanna Tontini, che ha presentato il suo libro dal titolo “pane di riso” dedicato alla persona di Novello Novelli, mantovano e padre della moderna risicoltura e la dottoressa Bruna Restani promotrice del progetto “a scuola di gusto” che ha visto coinvolte anche le classi terza e quarta della scuola primaria di Villimpenta con il patrocinio del Comune.

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Da pochi mesi – evidenzia il sindaco Simone Zaghini abbiamo anche certificato con marchio De.C.O. il nostro risotto, per poter dare una maggiore garanzia al consumatore oltre che uno strumento in più al nostro paese per promuoversi. L’esperienza all’Expo ci ha permesso di toccare con mano quanto sia forte l’interesse e l’apprezzamento di questo piatto anche da parte delle persone di altre nazioni. È stato emozionante e motivo d’orgoglio vedere quanti appassionati si siano soffermati all’interno dello stand per gustare il risotto alla Villimpentese. Il giudizio di costoro è stato unanime. Molti lo hanno definito gustoso e dai sapori assai gradevoli. Un aspetto mi preme sottolineare anche del valore umano e sociale di questa occasione; nel corso della giornata ci ha fatto visita un Villimpentese residente da molti anni a Cinisello Balsamo: il signor Bruno Ferroni che venuto a conoscenza della nostra presenza ad Expo, ha deciso di partecipare alla degustazione di quel risotto che gli ricordava tanto la sua terra d’origine. Egli per testimoniare le proprie origini addirittura, mi ha fatto vedere la sua carta d’identità. È stato davvero emozionante. Alla luce dell’esperienza vissuta mi sento in dovere di ringraziare, come sindaco, la Coldiretti che ci ha ospitato, il Comitato Manifestazioni Villimpentesi e i volontari che in questi giorni si sono prodigati perché l’obiettivo venisse centrato

Obiettivo certamente colto, – precisa il presidente del Comitato Manifestazioni Villimpentesi, Roberto Ferrari – siamo soddisfatti per l’esito della giornata trascorsa all’Expo. È stato un lavoro paziente di preparazione in quanto i prodotti necessari per la realizzazione del piatto si sono dovuti inviare a Milano prima del 13 agosto seguendo un protocollo ben preciso. Francamente non pensavamo di riscontrare un interesse simile. Per soddisfare le richieste delle persone che hanno visitato lo stand per l’assaggio del risotto alla Villimpentese si sono dovuti predisporre tre turni di cottura”.

Il Comitato Manifestazioni Villimpentesi è un sodalizio che si prodiga nella promozione e valorizzazione degli aspetti più caratteristici della tradizione popolare e culturale locale, per questo oltre alla Festa del Risotto nel corso dell’anno si pone in cabina di regia di numerosi iniziative.

Restando sul tema gastronomico vale la pena sottolineare che il team presieduto da Roberto Ferrari può avvalersi dell’esperienza di due mastri risottai come Claudio Fagan e Andrea Mantovanelli

che in questi anni oltre a preparare un numero incredibile di risotti, hanno operato affinché altre persone raggiungessero la loro esperienza; tra gli “allievi” più promettenti vi è certamente Fabio Girardi.

In funzione della fama che queste persone hanno ottenuto oltre i confini di Villimpenta vi è da ricordare che spesso e volentieri nel corso dell’anno i maestri risottai del Comitato vengono chiamati a preparare questo piatto in altri contesti; basti citare la notte bianca a Carpi (Mo), la sagra del Chiusone a Gazzo Veronese (Vr), la sagra di Quistello e via di questo passo.

In occasione della partecipazione ad Expò é stata stampata una cartolina commemorativa-promozionale con alcuni scorci di Villimpenta e la data del 13 agosto, giorno del risotto alla Villimpentese ad Expo.

“Risotto alla Villimpentese”. La sua ricetta è stata depositata nel maggio del 1990 presso uno studio notarile di Mantova.

Per preparare decine di quintali di risotto, come nel caso dela festa di Villimpenta, bisogna soddisfare quattro condizioni essenziali di atavica tradizione:

1) la scelta della qualità del riso da cucinare, che deve essere di qualità “ semifino Vialone Nano”;

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2) l’uso del recipiente per la cottura: un paiolo di rame o lega d’alluminio fatto artigianalmente;

3) l’affinamento della tecnica di cottura a vapore, che si consegue con una lunga esperienza;

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4) la qualità del “pisto” che deve essere ottenuto da carne di maiale genuina e sapientemente lavorata come sanno fare le macellerie della zona.

Pisto

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