MILANO – 50° WILDLIFE FHOTOGRAPHER OF THE YEAR APPRODA NELLE SALE DELLA GALLERIA MATALON

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La mostra di fama mondiale Wildlife Photographer of the Year per il quarto anno consecutivo arriva a Milano grazie all’Associazione culturale Radicediunopercento presieduta da Roberto Di Leo.  Un’edizione della mostra veramente speciale che celebra i cinquant’anni del prestigioso concorso di fotografia naturalistica, nato nel 1965 e indetto dal Natural History Museum di Londra con il Bbc Wildlife Magazine.

Patrocinata dal Comune di Milano, da EXPO Milano 2015 e EXPO in Città, l’esposizione avrà luogo dal 9 ottobre al 23 dicembre 2015 in una nuova suggestiva location in pieno centro, a due passi da EXPO Gate e dal Castello Sforzesco, presso la Fondazione Luciana Matalon, Foro Buonaparte 67.

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A fare gli onori di casa alcune grandi sculture di Luciana Matalon conservate negli spazi della Fondazione, a sua volta un’opera d’arte; un ambiente ideato e personalizzato in ogni parte dall’artista, veneta di nascita ma milanese di adozione, a partire dalla variegata pavimentazione realizzata con resine e fibre ottiche.

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Un luogo concepito come crocevia internazionale di nuove idee, occasioni di arricchimento visivo, emotivo e mentale, ideale per accogliere le 100 immagini mozzafiato premiate al concorso londinese, alla fine dello scorso anno, e arrivate in Italia grazie all’esclusiva concessa alla PAS EVENTS di Torino.

La competizione non perde mai il suo fascino e in questa 50a edizione hanno concorso 42.000 scatti, realizzati da fotografi professionisti e amatoriali provenienti da 96 paesi, che sono stati selezionati da una giuria internazionale di esperti, in base alla creatività, al valore artistico e alla complessità tecnica.

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L’esposizione regala come sempre spettacolari immagini della natura mostrando la bellezza del pianeta in tutte le sue forme, dai paesaggi più remoti e incontaminati, al mondo animale, al regno botanico, che sono in costante evoluzione. Un viaggio affascinante anche al fine della salvaguardia dell’ambiente, da preservare nella sua ricchezza e nella sua straordinaria diversità.

Su questi temi saranno proposte serate di approfondimento e incontri con fotografi naturalisti di fama internazionale, a cura dell’Associazione culturale Radicediunopercento.

LA MOSTRA è allestita nelle belle sale della Fondazione Matalon le immagini premiate nelle 21 categorie in gara, a partire dal riconoscimento più ambito, il Wildlife Photographer of the Year, assegnato a The last great picture di Michael Nichols (USA).

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Scattata in Tanzania nel Serengeti National Park, la foto mostra cinque leonesse che si riposano insieme ai loro cuccioli su uno sperone di roccia, dopo aver attaccato e cacciato due maschi del branco. L’immagine è incorniciata con la vista delle pianure in un cielo di tardo pomeriggio ed è stata catturata agli infrarossi, trasformando così la scena in qualcosa di primordiale, quasi biblico.

Stinger in the sun di Carlos Perez Naval (Spagna, 8 anni) è invece la foto vincitrice assoluta del premio Young Wildlife Photographer of the Year per la sezione junior, divisa in tre categorie fino a 17 anni.

Lo scatto ritrae un comune scorpione che mostra il suo pungiglione come un avvertimento. Carlos lo ha trovato su una roccia vicino a casa a Torralba del Sinones nel nordest della Spagna, un luogo che visita spesso alla ricerca di rettili. Il sole del tardo pomeriggio crea un bagliore, abilmente catturato dal giovanissimo fotografo attraverso una doppia esposizione.

INCONTRI CON I FOTOGRAFI

Tutti gli incontri sono gratuiti, è obbligatoria la prenotazione. Ingresso riservato ai soci dell’Associazione culturale Radicediunopercento, tessera associativa 1 euro.

Mercoledì 14 ottobre 2015 ore 19.30 presso Associazione Matalon

Scoprire il mondo della natura con gli occhi di un fotografo che ha visitato 80 paesi, condividere non solo ciò che ha visto, ma anche la preparazione e lo studio dietro un particolare scatto e comprendere i diversi scopi della fotografia naturalistica. Dalla savana africana agli orsi polari le immagini di Marco Urso sono emozioni visive che non vorrete perdere.

RELATORE Marco Urso

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Milanese, laureato in Medicina e Chirurgia, per quasi trent’anni dirigente di un importante tour operator internazionale. Negli ultimi tempi ha deciso di dedicarsi completamente alla sua grande passione, la fotografia, diventando uno dei più grandi “wildlife and travel photographer” a livello internazionale. È docente riconosciuto FIAF, fa parte della FIAP, dell’AFNI, di cui è il delegato per la Lombardia e del GDT tedesco. Le sue foto sono state utilizzate per libri di natura e viaggi in tutto il mondo e sono state pubblicate da riviste come National Geographic, Nature Images, Nature Best, Outdoor Photographer, Asferico, Natura e Oasis, Go Nordic. Negli ultimi due anni è stato premiato in più di cento concorsi nazionali e internazionali, come quello del National Geographic, Travel Photographer of the Year, Nature Best, European Photographer of the Year. Ha visitato 74 paesi, scrive e pubblica articoli e servizi sulle più importanti riviste di settore. Nel 2014 è entrato a far parte della Squadra Nazionale Italiana di Fotografia Naturalistica che ha poi vinto la medaglia d’oro ai campionati mondiali e nel 2015 in quella di reportage e viaggio vincendo anche qui la medaglia d’oro nei recenti campionati mondiali in Indonesia. E’ socio del Circolo Fotografico Milanese. Nel 2015 è entrato a far parte del comitato scientifico dell’Associazione Culturale Radicediunopercento in qualità di docente di fotografia ed esperto di viaggi e safari fotografici nei più affascinanti luoghi del pianeta.

Sabato 24 ottobre 2015 ore 19.30 presso Associazione Matalon

La fotografia naturalistica non dovrebbe avere il solo ruolo estetico di “delizia” per gli occhi o soddisfazione personale, ma anche una forte componente di sensibilizzazione alle tematiche ambientali nei confronti del grande pubblico. Attraverso una serie di immagini scattate alla natura italiana, l’autore accompagnerà gli spettatori in un viaggio “virtuale” tra le ricchezze del nostro Paese, evidenziando specie emblematiche ed altre meno note, problematiche di conservazione annesse e piccoli aneddoti degli inconvenienti del lavoro su campo del fotografo naturalista, anche in ambienti delicati come le grotte sommerse.

RELATORE Marco Colombo

RELATORE

Nato nel 1988, dice si sé: “Mi interesso di natura da quando i miei sensi me lo permettono”. Questa sua grande passione l’ha portato negli anni a laurearsi in Scienze Naturali all’Università degli Studi di Milano. Docente di corsi di fotografia naturalistica e workshop, si occupa prevalentemente di divulgazione scientifica. Istruttore di immersione subacquea CMAS M1, guida ambientale certificata AIGAE (numero tessera LO414) e docente di biologia marina presso società ReD Sub (Castellanza, VA). Negli ultimi anni si è affermato anche come fotografo naturalista, infatti diverse sue foto hanno vinto o ricevuto menzioni speciali in concorsi nazionali e internazionali, tra i quali spiccano il primo premio assoluto nella sezione Ritratti animali del Wildlife Photographer of the Year 2011, con la foto Sinuosità e il Festival Mondial de l’Image Sous-Marine 2014, Plongeur de Bronze (portfolio), concorso fondato da Jacques-Yves Cousteau nel 1973 con lo scopo di divulgare l’ambiente marino in tutte le sue forme, giudica ogni anno i più bravi fotografi subacquei provenienti da tutti i paesi del mondo. Vanta decine di pubblicazioni scientifiche e articoli divulgativi. È autore del libro Paludi e squame: rettili e anfibi d’Italia. (Punto Marte editore).

Sabato 7 novembre 2015 alle 21:00 Casa della Cultura Via Borgonuovo 3, 20121 Milano

Aldo Leopold, padre dell’ambientalismo americano diceva: “Dal momento che ciò che non produce ricchezza nella società moderna non ha valore, perché non fare a meno anche delle stelle? E dei tramonti?” Il sistema di valori della società moderna ci sta derubando del bene più prezioso: la nostra innata sensibilità alla bellezza. E con essa del desiderio di preservare ciò che è bello e fragile, dell’istinto di protezione dei più deboli e, in definitiva, del senso di giustizia. E allora diffondere la bellezza, oggi, è un atto rivoluzionario e artistico. Individuare gocce di armonia, riconoscere istanti universali nel martoriato mondo naturale ed isolarli in un delicato equilibrio di realismo ed interpretazione, mostrandone la meravigliosa unicità e fragilità: questo è per me il compito del fotografo naturalista, in parte giornalista, in parte artista. Rendere la bellezza di una specie, l’armonia di un paesaggio, patrimonio di tutti. E allora l’estinzione di quella specie, la distruzione di quel paesaggio, saranno un furto ai danni di ciascuno di noi.

RELATORE Simone Sbaraglia

SBARAGLIA

È un fotografo naturalista professionista, viaggia costantemente nei cinque continenti per documentare la bellezza, l’armonia e la fragilità del nostro pianeta, nella speranza che possa essere preservato per le generazioni future. Nord e Sud America, Europa, Canada, Alaska, Africa ed Asia, i reportage naturalistici di Simone sono pubblicati sulle più importanti riviste di natura e su molte testate nazionali ed estere. Le fotografie di Simone Sbaraglia hanno ricevuto i più prestigiosi riconoscimenti internazionali: Campionato Italiano Oasis photo Contest nel 2012, il primo Premio Small World al Concorso internazionale Nature’s Best Photography nel 2013, il Primo Premio mammiferi nel prestigioso Glanzlichter International Photography Competition che ha vinto, unico al mondo, per tre anni consecutivi 2012, 2013 e 2014, l’ambitissimo ZSL Animal Photography Prize 2014 e nel 2014 una delle sue immagini è stata premiata al Wildlife Photographer of the Year. Le sue foto sono state esposte in Italia, Regno Unito, Francia USA Canada ed ospitate tra gli altri dallo Smithsonian Natural History Museum di Seattle e dalla Lennox Contemporary Gallery di Toronto. Per info e prenotazioni: info@radicediunopercento.it +39 3319496021

Sabato 12 dicembre 2015 alle 21:00 Casa della Cultura Via Borgonuovo, 3 20121 Milano

Dalle Terre Australi al Giappone, dal deserto del Thar all’isola di Komodo: uno spaccato del lavoro che Stefano Unterthiner ha realizzato per il National Geographic, e in particolare al recente incarico sul Parco Nazionale del Gran Paradiso. Stefano Unterthiner è probabilmente il fotografo naturalista italiano più noto a livello interanzionale e detiene il maggior numero di immagini premiate al prestigioso concorso Wildlife Photographer of the Year.

RELATORE Stefano Unterthiner 

Senza titolo-1 copiaNato ad Aosta nel 1970, inizia a fotografare a diciassette anni. Dopo la laurea in Scienze Naturali a Torino, ottiene un dottorato di ricerca in zoologia ad Aberdeen (Scozia). Negli anni degli studi, Stefano continua a fotografare e scrivere per alcune riviste italiane, tra cui Airone e Oasis, di cui è anche responsabile scientifico per tre anni. Nel 2000, per uno dei suoi primi reportage, gli viene conferito il premio LIPU Mario Pastore per il miglior giovane giornalista per l’ambiente. Quell’anno, e quell’importante riconoscimento, segnano anche l’inizio della sua attività professionale. Oggi Stefano è un affermato fotografo, con centinaia di collaborazioni con riviste ed editori in tutto il mondo. Le sue fotografie sono state esposte in decine di mostre personali e premiate nei più importanti concorsi fotografici internazionali. Dal 2009, inizia a lavorare su incarico per il National Geographic, diventando il primo italiano, nella storia della fotografia moderna, a pubblicare un servizio fotografico completo sulla prestigiosa rivista americana. Nello stesso anno, assieme all’amico e agente di lunga data Paolo Ciambi, fonda la casa editrice Ylaios, con la quale pubblica i suoi ultimi libri. Nel 2010, con la moglie Stéphanie, crea The Little Wild Gallery: una sua personale galleria fotografica, attualmente aperta al Forte di Bard, in Valle d’Aosta. Nel 2012, Stefano viene scelto dalla regione Valle d’Aosta come testimonial per il progetto di ecoturismo VIVA. Nel 2013 firma il calendario Epson, il più importante calendario italiano dedicato alla fotografia d’autore. Nel 2014 entra a far parte del comitato etico-scientifico di Mountain Wilderness. Il sentiero perduto è il suo settimo libro.   Per info e prenotazioni: info@radicediunopercento.it +39 3319496021

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