RIVALTA SUL MINCIO – LE BAMBOLE DI ADRIANA IN ESPOSIZIONE AL VECCHIO LOGHINO

Adieana attorniata dalle sue bambole.jpg

di G.Baratti

Pittrice, ricamatrice, sarta, ceramista, costruttrice di bambole in porcellana. Questo è quanto è stata Adriana Rovina dal 1953 al 2014, oltre che aver svolto il compito di moglie e madre. Il Gruppo Culturale Rivalta con il patrocinio del Comune di Rodigo, domenica 31 gennaio dalle 10 alle 19 al Vecchio Loghino di Fondo Mincio a Rivalta sul Mincio, dedica all’artista mantovana, un’esposizione dal titolo “Le Bambole di Adriana”. Nel pomeriggio, a partire dalle ore 16, verranno presentate le opere esposte con gli interventi di Piegiorgio Innaciotti, marito dell’artista e di Paola Beretta, curatrice del Museo del Giocattolo di Canneto sull’Oglio.

È stata in occasione di una ricorrenza che il marito e i figli volevano regalare ad Adriana una bambola di porcellana che l’aveva vista esposta in un negozio. “Regalatemi piuttosto un forno, così la bambola me la faccio io”. Da quel giorno nacque  un nuovo innamoramento: le bambole, veri e propri capolavori, con i quali ottenne gratificazioni e successo dall’America alla Cina.

Le prime opere erano in porcellana, ma col passare del tempo si è specializzata sempre di più fino ad approdare al cernit (argilla polimerica), un’esperienza affascinante e complessa che coinvolgerà e assorbirà ogni sua energia per un decennio.

La sua bravura nel ricamo e nel cucito hanno contribuito a renderla una creatrice non solo di bambole, ma anche di abiti ricamati su tessuti pregiati. Assecondata e stimolata dal marito, Adriana si mette in viaggio verso Amburgo e Brema per l’acquisto di occhi e parrucche, Parigi per stoffe e pizzi antichi che in seguito si trasformeranno in scarpe, vestiti, completi e accessori vari.

Adriana Rovina negli anni ha esposto i suoi capolavori in molti luoghi sia della provincia mantovana e sia fuori provincia, ma le rassegne più importanti sono state quelle del 2001 Sono bambole o bambini? e del 2002/03 Bambole e Teatro a Canneto sull’Oglio, paese in cui sul finire dell’800 nacque la Furga, la prima fabbrica di bambole in Italia. Nel 2004 Bambole di Firma al Teatro Bibiena di Mantova. Nel 2005 vince il primo premio nella sezione Bambole in cernit al concorso Teddy bear e bambole artistiche a Rocca di Novellara e arriva in finale al Paris Création.

Adriana – racconta il marito Piergiorgio Innaciotti – è stata un’ artista dalle mille risorse. All’inizio della sua carriera ha riprodotto quadri di grandi maestri, poi è passata ad illustrare tematiche sociali per poi dedicarsi al ricamo, alle bambole, la scultura e agli oli floreali. Era una persona intraprendente e determinata che amava ciò che faceva. La sua attività di artista non è mai stata a sfondo economico, anche se, ha avuto successo internazionale con le sue bambole”.

Prosegue nel racconto Innaciotti – “Adriana non ha mai frequentato corsi o scuole specifiche ma ha solo e sempre seguito il suo istinto e ciò che il suo cuore e la sua mente le dicevano: è una caratteristica degli artisti migliori. Era una donna energica, vulcanica ed era sempre al lavoro. Aveva un grande amore per Caravaggio di cui riproduceva alcune opere dando dimostrazione della sua grande manualità, così come nella copia dei fiori fiamminghi. Amava provare sensazioni nuove, amava cambiare e cimentarsi in varie tecniche e misurarsi con nuove sfide per questo una delle tecniche da lei provata fu il ricamo. Riprodusse anche un capolavoro del ’500 visto in un museo a Parigi. Amava il bello per questo riuscì a farsi apprezzare anche da ditte specializzate di Milano che vendevano i ricami. Una delle tante passioni di Adriana fu quella della bambola artistica, che con testardaggine iniziò a realizzare. Si trattava di una produzione non facile ma lei riusciva a dare un’espressione calda e umana ad una massa informe di materiale. Si fece coinvolgere completamente dall’ arte di fare queste bambole e ne produsse quasi 100 di cui progettava vestiti, cappelli, situazione e posizione. Grazie a queste bambole ha ricevuto premi, riconoscimenti da molte parti del mondo. Adriana ha cercato di adempiere al meglio a tutti i suoi ruoli: mamma, casalinga, moglie, musa e artista”.

Adriana Rovina - opere.jpg

Così il marito, Giorgio Innaciotti, rende omaggio alla moglie, scomparsa nel 2014 con un catalogo artistico “Adriana Rovina opere 1953-2014” (Ed. Il Rio Arte – 2015), a cura di Giada Scandola e dallo stesso Innaciotti, presentazione della giornalista Paola Cortese, dove vengono racchiuse la passione e l’arte di una donna dai molteplici talenti.

 

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